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    Limongelli Alfonso. Prefetto

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    Grand’ufficiale dell’Ordine della corona d’Italia, commendatore dell’Ordine Mauriziano, dottore in giurisprudenza, è iin carriera per concorso il 25 febbraio 1893. Presta servizio a Caltanissetta, Potenza, Bari, Napoli (a disposizione del presidente della Commissione d’inchiesta per Napoli), Bologna, Forlì, Chioggia e presso il ministero (Gabinetto del ministro). Ispettore generale-capodivisione del personale di Polizia. È prefetto della provincia di Arezzo dal 23 aprile 1921 al 14 febbraio 1922. Ha guidato inoltre lLucca, Lecce, Piacenza, Ancona, Sassari, Cuneo, Reggio Emilia. Collocato a riposo per ragioni di servizio nel marzo 1926

    Maestrini Dario. Medico, scienziato, politico antifascista

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    Dario Maestrini nacque a Corciano (PG) nel 1886, morì ad Arezzo nel 1975. Veterinario, si laureò anche in Medicina e Chirurgia a Pisa, ove svolse attività di ricerca. Lavorò nell’Istituto di Fisiologia dell’Università genovese pubblicando gli studi che determinavano la Legge del cuore. Per molti medici italiani, la Legge di Maestrini. La significativa intuizione fu l’atto inaugurale della cardiologia moderna. Due anni dopo, nel 1916, ebbe la libera docenza in Fisiologia. Ufficiale medico nella Grande guerra, alla cessazione delle ostilità diventò aiuto presso l’Università di Roma. Maestrini evitò di percorrere la strada del supporto politico-nazionalista da parte del governo, dato il proprio orientamento marcatamente antifascista. Fra le due guerre clinici italiani in auge come Pende e Frugoni validarono lo spessore della Legge di Maestrini, ribattezzata patriotticamente dagli scienziati della penisola. La maggior fama finì col nuocere al Maestrini: il mondo baronale non aveva accettato il successo di un giovane studioso assurto alla cattedra universitaria. Il motivo per il quale si giunse all’estraniazione dello scienziato dal mondo accademico. Nel 1933, in occasione di un commissariamento della congrega da parte della prefettura, il viceprefetto Cirmeni, fedele al regime, colse l’opportunità per sanzionarlo, sfruttando una vicenda amorosa verificatasi in ospedale fra due dipendenti. Attribuita l’omessa vigilanza in quanto direttore della struttura, Maestrini venne sospeso dall’incarico. Amareggiato lasciò Teramo, prendendo servizio presso l’Ospedale sanatoriale goriziano. Nel 1935 ebbe il trasferimento all’Ospedale sanatoriale di Arezzo, ove rimase per il resto dell'esistenza. Si mise in luce in politica, rendendo sempre più fattivo il netto antifascismo. Fu uno degli esponenti più importanti del Partito d’azione e contribuì al finanziamento della Resistenza. Attivo nella brigata partigiana Pio Borri, venne arrestato dalla polizia della RSI. Nel 1948 ebbe il titolo di patriota. Stimato dai malati e dal personale infermieristico, noto alla popolazione, alle politiche del ’48 entrò in collisione con importanti esponenti del Partito comunista per essersi opposto alla propaganda all’interno dell’ospedale. Maestrini è sepolto ad Arezzo, città nella quale si spense ottantanovenne. Sostanzialmente dimenticat

    Pizzuto Antonio. Scrittore, questore di Arezzo

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    Indagine, contestualizzata, su un dirigente del Ministero degli interni di notevole spessore e competenza. La significatività della sua presenza nella storia cittadin

    Salvetti Giacomo. Prefetto di Arezzo

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    Prefetto ad Arezzo. Laureato in Giurisprudenza, commendatore dell’Ordine della Corona, ufficiale dell’Ordine Mauriziano, commendatore dell’Ordine nazionale della Corona di Romania. In carriera per pubblico concorso dal 1900, è prefetto di Agrigento, Grosseto, Arezzo (dal 16 settembre 1927 al 15 luglio 1929), poi Aosta. Collocato a riposo per ragioni di servizio nel 1930. In poco meno di un biennio di incarico aretino, Giacomo Salvetti si trovò a dover gestire la dura conflittualità fra i gerarchi del PNF. Legate - fra la fine del 1927 e l'inizio del '28 anno - alla fronda che si stava organizzando per evitare la riconferma di Guido Bonaccini alla direzione della Federazione provinciale. L'opposizione era localizzata in quella che Salvetti definì la “Repubblica Valdarnese”: Bucine, Cavriglia, Ambra e Montevarchi; con l'appoggio di don Giovanni Mazzoni, influente parroco e medaglia d'oro al v.m. Nella disputa fra il sacerdote - presentato come “simbolo di patriottismo eroico”, difeso dai parrocchiani, con amicizie altolocate (Lupi e Balbo fra gli altri) - e il Salvetti ebbe la meglio il prefetto. Colpito da provvedimenti giudiziari, don Mazzoni accusò il prefetto di malafede, spedendo memoriali al duce e tentando (con successo) di avere il sostegno del vescovo. Assolto in tribunale dalle accuse di tentata corruzione e truffa continuata, Giovanni Mazzoni si dichiarò vittima delle persecuzioni delle autorità, prefetto in primis, di parte dei gerarchi e della Commissione provinciale per il confino, che aveva sottoposto ad ammonizione il sacerdote “pericolo all'ordine nazionale”. L'espulsione del Mazzoni dal PNF provocò proteste nella comunità alla quale apparteneva e nell'ambiente delle medaglie d'oro. Negli ultimi mesi ad Arezzo Salvetti presenziò ai festeggiamenti susseguenti la firma dei Patti lateranensi. Tenne il primo discorso per l’apertura della campagna elettorale (18 marzo 1929). Accompagnato dai rappresentanti del partito, dei sindacati, dal podestà e dal vescovo Mignone, espresse tutte le proprie convinzioni antidemocratiche: dichiarò finiti i tempi delle competizioni politiche, “basate su discorsi piazzaioli alle turbe ubriache e corrette dal denaro di uomini e di partiti”, elencando le benemerenze del fascismo

    Ferrari Adolfo. Prefetto

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    FERRARI ADOLFO (Castel S. Giovanni (PC), 28 agosto 1850 - Roma, 15 genn. 1930). Commendatore, dottore. Prefetto di Arezzo dal 9 giugno 1904 al 17 gennaio 1906. Successivamente prefetto di Ravenna, Parma, Novara, Vicenza, ancora Parma. Collocato a riposo a domanda dopo 40 anni di servizi

    Multivariate approach to design coastal and off-shore structures

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    A frequent statistical problem in many coastal and off-shore engineering situations is to estimate the probability of structural failure expressed in terms of Return Period and Design Quantile. Usually, an univariate analysis is carried out to quantify the risk of failure. However, coastal and off-shore structures typically fail because of the occurrence of a critical combination of all the variables at play in a sea storm: thus, it may be important to consider the joint occurrence of dangerous conditions. The present manuscript outlines an original approach, exploiting Copulas, in order to provide a consistent framework for the calculation of bivariate Return Periods and Design Quantiles, which can be generalized to the multivariate case

    Gabetti Ottavio. Prefetto

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    GABETTI OTTAVIO (Murazzano (CU), 1 luglio 1886 - Torino, 23 dic. 1948). Prefetto di Arezzo. Laureato in giurisprudenza, commendatore dell’Ordine della corona d’Italia, ufficiale dell’Ordine Mauriziano, Gabetti entra in carriera il 1 agosto 1911 per concorso pubblico. Dopo aver prestato servizio presso ministeri differenti da quello degli Interni (ad esempio segretario particolare del Ministro delle poste e dei telegrafi, segretario particolare del sottosegretario di Stato presso il ministero per l’Economia nazionale), viene nominato prefetto di 2a classe il 21 agosto 1939 e di 1a dal 16 giugno 1943. Iscrittosi al P.N.F. dal giugno 1926, è vice-podestà del Comune di Trieste dall’ottobre 1932 al novembre 1933. Ottavio Gabetti - segnala Cifelli (cfr. “I prefetti del regno nel ventennio fascista”) - venne però sollevato dall’incarico, per essersi “venuto a trovare a disagio” col prefetto fascista Tiengo. Prefetto di Sassari, Reggio Emilia e Aosta, è messo prima a disposizione, quindi collocato a riposo, per ragioni di servizio, dal governo fascista nel febbraio del 1944. Tanto a Sassari che a Reggio Emilia e ad Aosta si era trovato in difficoltà nei rapporti con i locali segretari federali, accusato di essere “un prefetto Badogliano”, fautore, dopo il 25 luglio, “dell’alleanza liberale di Torino”. A disposizione dall’agosto 1944 fino al febbraio 1946, è prefetto di Arezzo dal 15 febbraio 1946 al 19 maggio 1947. Nuovamente a disposizione viene collocato a riposo per ragioni di servizio nel 1948
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