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    La letteratura di istruzione nel Medioevo germanico: Studi in onore di Fabrizio D. Raschellà

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    Il volume contribuisce allo studio della letteratura d’istruzione sviluppatasi in area germanica nel corso del Medioevo (anche attraverso la ricezione della tradizione classica) e della prima età moderna. Il concetto di istruzione, inteso come 'condivisione del sapere', è declinato nella sua accezione più ampia ed il volume comprende contributi che contemplano le diverse aree linguistico-letterarie germaniche (inglese, tedesca, sassone, scandinava) e diversi generi letterari (glosse, testi catechetici o religiosi, trattati scientifici e grammaticali, filosofici, storici, pedagogici), evidenziando il fine dell'istruzione e dell'educazione nel Medioevo e nella prima età moderna

    Tradurre un titolo e realizzare un'utopia. Da Altneuland a Tel Aviv

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    Il saggio analizza in prospettiva storico critica la ricezione del romanzo sionista di Herzl Altneuland ponendo particolare attenzione alla resa del titolo nelle numerose versioni e alle sue ricadute nella "lettura" ideologica ed emotiva del testo. Il titolo Tel Aviv scelto nella versione israeliana e destinato a diventare il nome di una capitale viene considerato non solo come aspetto significativo della storia della fortuna del romanzo, ma anche come incontro tra una narrazione e un progetto indentitari

    "La tenebra primordiale del mondo". La riscrittura del mito alla luce della scienza nella letteratura del fin de siècle

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    Tre racconti di Kurd Laßwitz come specchio dell ́atteggiamento tardo-ottocentesco nei confronti della scienza e del mito e della creazione di un "mito della scienza

    Progetti del mondo. Kurd Laßwitz alla ricerca dell'utopia

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    Si ripercorrono i motivi utopici nella narrativa di Kurd Laßwit

    Lingua e Cultura dei Goti / Language and Culture of the Goths

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    This is the first issue of the journal Filologia Germanica – Germanic Philology, the first Italian journal entirely devoted to topics of Germanic philology and closely related subjects. Although primarily intended for an Italian readership, the journal is programmatically open to contributions by international scholars, as the title makes clear, and is conceived as a series of monothematic issues concerning key questions of the specific theme under discussion (here, Language and culture of the Goths). Essays are evaluated and selected by an editorial board

    'The furniture of Carlo Mollino' (review)

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    A review of 'The furniture of Carlo Mollino' by Fulvio Ferrari and Napoleone Ferrar

    Premessa

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    Il volume è dedicato a Fulvio Ferrari per i suoi illustri contributi allo studio della letteratura medioevale e modern

    Esercizi di traduzione in London, British Library, Harley 1002

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    London, British Library, Harley 1002 è un codice miscellaneo il cui contenuto è descritto da David Thomson . Il manoscritto comprende, tra l’altro, ai ff. 31-81, un trattato di ortografia disposto in ordine alfabetico: nello spazio bianco rimasto tra le lettere R e S del testo sono stati copiati cinque gruppi di versi in inglese, seguiti dalla rispettiva versione in latino (ff. 72r-72v) . I versi appartengono a una categoria di strumenti didattici altrimenti documentata nei codici inglesi del XIV e XV sec., ma che, almeno nel caso dei primi due esercizi, è interpretata con libertà e messa in atto con una certa capacità. Sia il primo componimento, ‘Today in the dawnyng I hyrde þo fowles syng’, in cui si elenca una dozzina di uccelli sia il secondo, ‘At my howse I have a jaye’, dove si menzionano le voci di nove animali, traggono spunto dagli elenchi di ‘Voces variae animantium’. Anche il terzo, ‘Hit ys in heruyst carte to clater’, muove dalla stessa materia, mentre il quarto, ‘When the clot klyngueth’, celebra, secondo moduli consueti, il ritorno della bella stagione e il quinto, ‘Whatt for ryght’, è di genere gnomico. I componimenti mostrano attenzione per la rima e le traduzioni in latino non contengono errori. ‘At my howse I have a jaye’ introduce un elemento di novità rispetto alle versificazioni di ‘Voces animantium’, in quanto a fare il verso di tanti animali è la ghiandaia, come già in un indovinello anglosassone. L’esame dei versi di Harley 1002 permette anche di chiarire la natura di componimenti simili attestati nei codici del XIV e XV sec., che vedono protagonisti gli animali ma non solo
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