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Anne iterum capta repetentur Pergama Roma? (Sil. 3,569). Contributo all'interpretazione di un verso (troppo poco) discusso
Analisi del discorso di Venere a Giove nella scena olimpica di Silio Italico, Punica 3 e delle sue relazioni con la tradizione epica romana (Nevio, Virgilio, Ovidio, Lucano). Segue una discussione particolare del verso finale (3,569): di quest'ultimo sostengo un'interpretazione che non riscuote la maggioranza dei consensi, ma che cerco di corroborare con varie argomentazioni interne ed esterne, adducendo un confronto inedito con un passo di Ovidio, Heroides 7
Il 'lume spurio' della luna: su metafore e immagini della luce nel De rerum natura di Lucrezio
Carmenta ed Egeria : due ispiratrici silenziose nei Fasti di Ovidio
Questo contributo si occupa in particolare di due personaggi femminili di altrettanti episodi dei
Fasti : Carmenta – la madre del re Evandro, esule dall’Arcadia stabilitosi nel Lazio prima
dell’arrivo di Enea –, ed Egeria, la sposa-consigliera del re Numa. Anche a queste figure ‘divine’,
incluse nel novero delle Camenae o comunque ad esse a vario titolo collegate, il poema ovidiano
sul calendario attribuisce il ruolo di informatrici del poeta-eziologo : ma si tratta di informatrici
molto particolari. A differenza dei numerosi interlocutori divini le cui epifanie animano scene di
vero e proprio dialogo, Carmenta ed Egeria svolgono infatti la loro funzione ‘silenziosamente’,
ispirando il canto del narratore in modo discreto e ottenendo da lui una celebrazione delle loro
prerogative e dei loro meriti. In cambio, quando le due ispiratrici divine prendono direttamente
la parola per rivolgersi ad altri personaggi dei rispettivi racconti, il narratore principale fa in
modo che esse gli restituiscano, per così dire, il favore. Le due lunghe rheseis di Carmenta, così
come alcune allocuzioni di Egeria (l’incoraggiamento e il consiglio a Numa), contengono
espressioni consolatorie che richiamano la situazione esistenziale (l’esilio, in particolare) vissuta
da Ovidio in quanto autore empiric
Compage soluta: Collapsing Universe and the Boundaries of Epic Poetry (Lucan, Silius, Statius and Claudian’s De raptu)
(INTRODUZIONE DI) Dopo Ovidio. Aspetti dell’evoluzione del sistema letterario nella Roma imperiale (e oltre)
Lingua latina. Fondamenti di morfologia e sintassi
Libro di testo di lingua latina per gli studenti universitari. Contiene teoria ed esercizi; per tutti gli esercizi è disponibile la soluzione sul sito web della casa editrice
A Lesson from the East: A New Pattern of Virility in Ovid’s Fasti
This paper will focus in particular on the myth of Hercules’ enslavement to
Omphale which features as the national aetiology of the nakedness of the
Luperci in Book 2 of the Fasti. The protagonists of this amusing example of
“sexual comedy” are Hercules, Omphale, and a salacious outsider: Faunus-
Lupercus. As it happens in didactic love elegy (where Hercules plays the role of
the foundational hero of the seruitium amoris), the Fasti, too, do not seem to
look at this myth under a negative perspective. Despite the comic allure of the
whole context, Hercules still adheres to the cliché of the strong, muscular hero,
but also proves to be a champion of modern and cultivated virility. The Ovidian
remake of the Hercules-Omphale myth also constitutes an interesting chapter of
the early reception of Ovid’s Fasti, as is well documented by some passages
from Statius’ Thebaid and Achilleid
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