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    L’immagine infografica dell’Europa: il caso della stampa

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    L'Europa, intesa come spazio geografico e politico, è stata costruita negli anni anche grazie alla produzione, alla diffusione e all'uso di immagini cartografiche. Nel contributo si presenta il rapporto tra spazio geografico europeo e fonte cartografica a partire da un'indagine condotta sulla stampa nazionale di riferimento

    La Nascita del territorio

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    L’idea di territorio è sicuramente una delle più dense e controverse della storia del pensiero geografico: la specificazione è forse riduttiva e spia di una simile complessità. Parlare di territorio significa infatti e necessariamente circoscrivere un ambito di riflessione che sia almeno inclusivo della teoria politica, della storia e dell’ambito giuridico. Questo fa del territorio uno dei concetti politici chiave del mondo moderno, attraverso cui comprendere ‘come il mondo stesso sia stato diviso e controllato’: un problema evidentemente geografico, ma non nel suo senso più riduttivo e disciplinarmente circoscritto

    Foodification e pratiche solidali nell'epoca della pandemia: il caso delle Cucine popolari di Bologna

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    Il termine foodification ha di recente sintetizzato una serie di processi di trasformazione delle città contemporanee legati al nesso fra consumo di cibo e altri fattori: touristification, rigenerazione urbana, gentrification commerciale, o più generali effetti di sostituzione e di-splacement all’interno del tessuto urbano. Il contributo si concentra sulla richiesta di cibo ‘dal basso’ a partire dagli effetti della pandemia sui contesti urbani ‘foodificati’. Il caso delle Cucine popolari di Bologna vuole includere nella più ampia discussione sul rapporto fra cibo e trasformazioni urbane, alcune pratiche socialmente produttive legate al bisogno di cibo, in modo da integrare il significato e la portata del termine foodification.The term ‘foodification’became recently the synthesis of some transformation processes already in place in contemporary cities. Those processes, which are related to the connection between food consumption and other causes, are, for example, touristification, urban renewal, gentrification, or more general effects of substitution and displacement within urban fabric. This paper focuses on the demand of food ‘from below’, starting from pandemic effects on “foodified” urban contexts. The research about the case of “Cucine popolari” in Bologna wishes to include some socially productive practices related to the need for food in the wider discussion about the relationship between food and urban transformations, and to integrate the meaning and scope of the term ‘foodification’

    COMMONING URBANO E SPAZI COMUNI NELL’ATENE DELLA CRISI

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    RIASSUNTO: La ristrutturazione in chiave neoliberista dell’economia della Grecia, amplificata dalla crisi economica, ha prodotto nel Paese nuove ondate di enclosures, attraverso aggressivi programmi di privatizzazione. Contemporaneamente sono emersi nuovi conflitti urbani e spazi comuni autogestiti nella forma di parchi, orti urbani, ambulatori, cucine collettive e teatri occupati. In questo contributo si analizzano tre spazi comuni come esempi di commoning e resistenza. In particolare il parco Navarinou, nato nel marzo 2009, viene considerato un’eredità spaziale della rivolta del 2008; l’Agros Elliniko viene formato come iniziativa di resistenza alla privatizzazione dell’Elliniko, l’area dell’ex aeroporto ateniese; il teatro occupato Embros, nasce come “riattivazione” di uno dei riferimenti spaziali principali del quartiere di Psirri, proponendo il dialogo fra teatro e politica. Questi spazi comuni, vengono qui considerati come siti di scontro politico con le istituzioni e spazializzazioni di un nuovo “diritto alla città”.SUMMARY: Boosted by the economic crisis, neoliberal restructuring in Greece produced new waves of capitalist enclosuresin the country, through aggressive programmes of privatization. Meanwhile, new urban conflicts and self-managed commonspaces emerged, such as parks, urban gardens, clinics, collective kitchens and occupied theatres. This paper analyses threeAthenian common spaces as cases of practices of commoning and resistance. More specifically, Navarinou Park was born inMarch 2009 and it is considered a spatial legacy of December 2008 uprisin

    The representation of the places of origin: A geographical perspective

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    This essay provides a geo-cartographic reading of maps of places of origin. Taking inspiration from the etymology of word map â that is to say âan object used to carry thingsâ â it proposes some analogies between a group of drawings that have been collected during this project and some forms of cartographic representation. Models and references taken from the History of Cartography will be used to compare the most significant of these maps with specific historical cartographic genres; particular attention will be given to the point of view and the shift from figurative to abstract drawing occurring in the process of narrating space. This essay shows that, regardless of forms of representation that necessarily provide the starting point of our discussion, maps of places of origin provide a perspective that recalls Edward Sojaâs concept of Thirdspace. That is to say, these representations are simultaneously real and imagined, concrete and abstract, material and metaphorical models of representation, which are physical, mental and social at the same time. The aim of this analysis is to provide a wider geographical perspective on the meaning of place that goes beyond the reductive logic of Euclidian space

    "Eating Bologna": Mercato delle Erbe, Mercato di Mezzo, F.I.C.O. Geografia di una "città à la carte"

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    La pubblicazione del volume è stata finanziata con i fondi del Progetto di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), bando 2015, dal titolo Commercio, consumo e città. Pratiche, pianificazione e governance per l’inclusione, la resilienza e la sostenibilità urbane, e il contributo è dell'Unità locale di Bologna. Si tratta di una riflessione sui temi da analizzare i casi di rigenerazione urbana che a Bologna hanno modificato radicalmente le tradizionali destinazioni d’uso dei due mercati storici cittadini (Mercato delle Erbe e Mercato di Mezzo) e di quello ortofrutticolo (CAAB) in zona periferica (rigenerato nell’ormai famosissimo F.I.CO., ossia Fabbrica Italiana Contadina), ricontestualizzando e assegnando nuovi significati all’utilizzo, al consumo e alle pratiche quotidiane della socialità e del commercio. Per i due mercati del centro urbano, la riqualificazione dello spazio passa attraverso l’attenta ri-messa in scena della loro originaria funzione – la vendita al dettaglio dei prodotti agroalimentari locali – tradotta secondo i consueti termini di riuso della gentrificazione e della cosiddetta “aestheticisation” del quotidiano (Bell, Binnie, 2005, p. 79). In questa traduzione, ai banchi per la vendita del cibo si accostano spazi (“banchi”) per chi “vuole fermarsi a consumare” nell’ “autentico e suggestivo spazio del mercato” storico – come si legge nella recensione del Gambero Rosso. Diverso è il caso e il significato di F.I.CO. Eataly World, il terzo Mercato che riguarda un’area esterna al centro storico: uno spazio di 10.000 mq nell’area dell’ormai ex CAAB (Centro Agroalimentare di Bologna), oggetto di un radicale piano di riassetto della struttura per ridefinire forma e funzione degli spazi destinati alle attività del mercato ortofrutticolo

    La trappola del territorio, di John A. Agnew

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    Dal 28 al 30 giugno del 2012 si è tenuta a Trieste la terza edizione di «Borderscapes – Paesaggi di confine», un convegno internazionale e multidisciplinare che ha visto un confronto tra numerosi studiosi provenienti da varie parti d’Europa e del mondo, senza distinzione di età o livello accademico. Il convegno è stato anche l’occasione per incontrare John A. Agnew, uno dei più importanti geografi americani e di riconosciuta fama internazionale, professore e docente di geografia politica ed europea presso il Dipartimento di Geografia della UCLA. Abbiamo chiesto a Agnew quale fosse il suo punto di vista, a distanza di anni e alla luce del mutato scenario internazionale, su alcune delle sue più fortunate teorizzazioni e ci siamo trovati a discutere con lui di Stato, territorio, Unione Europea e confini
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