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    La promessa della terra. La ripartizione primaria e secondaria della terra nella Sicilia coloniale, fra architetture storiche e modelli interpretativi

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    Sulla base del quadro storico della Sicilia di età arcaica e classica, il contributo intende riflettere su alcuni aspetti della discussa “questione della terra” nel mondo greco. In ambito siceliota, infatti, si sperimenta una grande varietà soluzioni, anche estreme, che riguardano sia la suddivisione della terra produttiva, intesa come bene primario ripartito ed elemento di qualificazione in ambito cittadino, sia anche, in una dimensione più ampia, la terra come chiave di definizioni territoriali allargate. Dopo aver sottolineato l’astrattezza di analisi che fanno riferimento alle sole forme della ripartizione primaria della proprietà fondiaria nel mondo coloniale, l’analisi si concentra sul possesso della terra come elemento essenziale della riproduzione del sistema-polis. Ciò aiuta a comprendere fenomeni di continuità coloniale, ovvero gli esempi di colonizzazione secondaria, di cui la Sicilia offre una serie significativa. Ben diversamente, nelle esperienze politiche di V e IV secolo, segnatamente in quelle tiranniche, la ripartizione della terra, inquadrandosi all’interno di disegni politico-strategici più complessi, suggerisce, da un lato, che si va diffondendo un valore diverso e nuovo della proprietà fondiaria e del lavoro agricolo, dall’altro, parallelamente, che è in atto l’esercizio di una logica territoriale in una dimensione anomala per la polis tradizionale. En refléchissant sur la Sicile de l’époque archaïque et classique, le travail se propose de mettre en évidence certains aspects des "problèmes de la terre" dans le monde grec qui ont été longtemps débattus. En effet, dans le contexte historique de la Sicile coloniale du VIIe-Ve siécle, on remarque une grande variété de solutions, même extrêmes, qui concernent la subdivision de la terre productive, entendue comme bien primaire divisé ainsi que comme élément de qualification politique. Mais on peut également observer, dans une dimension plus large, que la terre s’ouvre a des définitions plus étendues, en termes de territorialité. Après avoir souligné le caractère abstrait des analyses faisant référence seulement à l'aspect formel de la distribution primaire de la propriété foncière dans le monde colonial, l’analyse se concentre sur la possession de la terre en tant qu’élément essentiel de la reproduction du système-polis. Cela nous fait mieux comprendre les phénomènes de continuité coloniale, à savoir les exemples de colonisation secondaire dont la Sicile offre des exemples significatifs. Tout à fait différemment, dans les actions politiques des tyrans du Ve et IVe siècles, l’attribution de terres à des particuliers, s’inscrivant dans des conceptions politico-stratégiques complexes, suggère une valeur nouvelle de la propriété foncière et du travail agricole. En parallèle, une logique territoriale, dimension anormale pour la polis traditionnelle, allait se développer

    A Look Inside the Continuum: Greek Secondary Colonization Between Model and Experiment

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    Secondary colonization was a constant and inherent aspect of Greek colonial experience: it accompanies Greek presence everywhere, even if it takes different forms. From southern Italy and Sicily to the shores of southern France and Spain, and from Libya to Thrace and the Black Sea. Based on the results of some long-spanning investigations, the paper focuses on some recurrent and important features of these colonizations to gain some general consideration

    Eracle in Magna Grecia: una porta verso l’eroizzazione?

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    The paper presents the first part of a wider study on Herakles’ religious relevance both mythical traditions and documentary evidence concerning Greek cities of Magna Graecia. In this part some myths and material evidences will be investigated which show how in Magna Graecia, between the late 6th and the 5th centuries BC, Herakles becomes an active agent in some rituals of heroization. The hero-god appears indeed to be an important and recurrent presence in some regional myths and cults, whose peculiar aspects are connected to processes of change towards the heroic condition. Herakles represents here a fundamental – divine – agent which leads other figures to the heroic status. He gives opportunity and tools, in religious and cultural terms, to these actual processes, also hinting at ideologies that suggest the possibility of a transformation in the direction of the super-human.L’articolo presenta la prima parte di una più ampia ricerca dedicata alla presenza di Eracle nel panorama mitico-religioso e cultuale delle poleis di Magna Grecia. In questa sede si esaminano alcune tradizioni mitiche come pure in alcuni quadri documentari della Magna Grecia di piena età classica (ma forse già del tardo arcaismo) in cui Eracle si mostra come un agente attivo in alcuni rituali di eroizzazione. L’eroe-dio appare infatti una presenza importante e ricorrente i cui aspetti peculiari sono collegati ai processi di trasformazione/metamorfosi nella direzione del sacro. Egli rappresenta in tali contesti un fondamentale tramite - divino - che conduce altre figure allo status eroico, lasciando intravedere ideologie che riguardano la possibilità di una tale trasformazione e concreti processi di "eroizzazione", cui questa figura religiosa offre opportunità e strumenti, in termini religiosi e culturali

    «ἴσχυσαν δέ ποτε οἱ Ταραντῖνοι καθ ̓ ὑπερβολὴν...». La stagione di Taranto “felicissima”

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    Il contributo illustra il percorso storico e lo straordinario sviluppo che fece della Taranto di IV e III secolo un punto di riferimento nel mondo magnogreco e, più in generale, nel quadro delle relazioni mediterranee. Il riferimento della fonte citata nel titolo (Strabone, VI, 3-4) introduce alle ragioni per lo sviluppo sociale e d economico della polis, entro le quali si lo inscrive lo sviluppo di un artigianato ceramico d’eccellenza, quale quello presentato dalla mostra. Centrale l’esperienza storica del governo del filosofo-politico Archita, figura carismatica e personalità di spicco del panorama storico greco intorno alla metà del IV secolo, la cui eredità in campo socio-politico impronterà gli sviluppi della poli tarentina fino alla conquista romana
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