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    Construction of Consensus. Norms and Change in Greek Funerary Rituals

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    The chapter written by F.Frisone summarizes one of the clearest case of interventions in rituals in the Greek world, legislation concerning the control of funerals. Managing inscriptions as well as literary sources, the Author clarifies how innovations in the field of rituals were introduced by representative bodies of a polity or an organized group within the polis. Making reference to different instances, she also elucidates the way in which the ritual rules conveyed shared values and social roles also showing their changes in time

    From Emporia to 'Diaspora'? The Samians in the Western Mediterranean (7th-5th centuries BC)

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    The paper examines a set of experiences related to the presence of Samians both in eastern and in western parts of the archaic Mediterranean and explores the idea that a special model of their attendance abroad could be traced. Based on various examples from the sixth to the first quarter of the fifth centuries, the Author argues that this peculiar feature might be singled out within the wider framework of occurrences in Western Mediterranean of Greek people from Ionia, a scenario in which emporie and “diaspora” seem to have been the two main forms

    Per un lessico funerario greco

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    Atti dell' Accademia Peloritana dei Pericolanti, classe di Lettere, Filosofia e Belle Arti, LXVI, Suppl. n. 1, 199

    Esperienze politiche ed assetti costituzionali nelle poleis magnogreche di età arcaica: una riflessione

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    Il contributo appofondisce alcuni aspetti peculiari della esperienza e della riflessione politica in Magna Grecia nel periodo arcaico, e segnatamente l'esperienza delle nomothesiai, quale indice di organizzazione e appartenenza politica, l'esperienza delle organizzazioni territoriali allargate in rapporto ai problemi della concessione della politeia e alle forme miste e aperte di partecipazione ai diritti politici

    Veramente falsi. I “reperti impresentabili” del Museo Salinas di Palermo

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    La mostra presentava una serie interessante di reperti falsi acquisiti dal Museo Salinas nel periodo fra 1867e 1880, in relazione a una truffa di più ampia portata, illustrando la natura dei falsi e le vicende dell'acquisizione, che vide fra i protagonisti alcuni fra gli esponenti di maggiore spicco della nascente archeologia italiana del periodo

    Manuale di storia greca. 2.2. La documentazione.

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    Il volume approfondisce alcuni specifici argomenti della storia greca di età arcaica e classica. Il testo si compone di capitoli tematici, che sviluppano riflessioni originali con taglio illustrativo a carattere storico e storiografico e vengono sostenute ed esemplificate con il riferimento a una scelta di fonti letterarie ed epigrafiche. Tali fonti sono selezionate, tradotte e introdotte da brevi sezioni esplicative o lemmi, nel caso di documenti epigrafici. Gli argomenti trattati sono suddivisi in capitoli e toccano alcuni dei più importanti aspetti dell’esperienza storica greca di VI e V secolo a.C.: - la poliedrica realtà del mondo arcaico (con la varietà e dinamicità delle esperienze che lo contraddistinguono e una particolare attenzione a quei contesti che maggiormente sperimentano il contatto con le società e le culture anelleniche); - -il peculiare sviluppo dei Greci d’Asia e i contatti con le grandi monarchie anatoliche fino al divampare delle Guerre Persiane; - la straordinaria esperienza storica dei conflitti con i Persiani ai termini in cui essa fu rielaborata politicamente e culturalmente dal mondo greco; - i protagonisti e i disegni del lungo periodo post-bellico, e soprattutto la rapida crescita in termini politici e strategici della potenza ateniese, fino al deflagrare del grande conflitto ‘ecumenico’ dei Greci. - Sono inoltre approfonditi gli aspetti relativi al sorgere e al definirsi delle forme politico-istituzionali caratteristiche di questa stagione della storia greca, col definirsi di una teoresi politica ma anche di una prassi variegata sia nei rapporti interni alle comunità politicamente organizzate, sia in quelli al loro esterno

    La “scuola delle donne” nel mondo greco. Dimensione femminile e trasmissione della conoscenza: una riflessione fra antichità e presente

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    Ci insegna qualcosa, oggi, la storia delle donne dell’antica Grecia? Cosa ha da dirci il loro spazio al margine di un modello culturale che ha costituito un paradigma fondamentale per la cultura moderna e contemporanea? Il progetto - che prevede, incontri, conferenze, dibattiti pubblici, oltre a una parte di approfondimento teorico - è iniziato con queste domande, nel quadro di vari incontri tenuti per alcune delegazioni dell’AICC. Ai partecipanti, abituati a misurarsi con le figure femminili espresse nei modelli letterari, è stato proposto un incontro con le donne greche attraverso le tracce della loro vita reale presenti nella documentazione materiale. L’interesse di numerosi docenti della Scuola Secondaria ha indirizzato gli approfondimenti verso gli spazi educativi che erano destinati alle donne e sull’influenza che questo ebbe nel definire le differenti società greche. Ma sono stati esplorati, in diversi contesti e periodi, anche alcuni ruoli femminili attivi nella conservazione e trasmissione di conoscenze. In conclusione, lo spazio del sapere destinato alle donne greche, o quello che esse stesse erano in grado di esprimere, non solo non appariva neutro ma aiutava a ricostruire un’immagine più autentica del mondo in cui erano vissute. Da questa prospettiva, l’esperienza antica può farsi provocazione nell’osservazione del mondo contemporaneo: da un lato, l’educazione negata come violenza esercitata su milioni di bambine e ragazze nel mondo, dall’altro il tema di una “gendered culture”, in questo caso una cultura autenticamente declinata al femminile. Nello specifico della società italiana di oggi, ciclicamente alle prese con la diatriba sulle riforme del percorso di formazione liceale e sullo studio dell’antico, queste riflessioni consentono altri spazi di approfondimento, in particolare sul significato della progressiva “femminilizzazione” degli studi classici che si manifesta nella scuola e nell’Università

    Les objets fous de Palerme et autres histoires fantastiques d'épigraphie créative*

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    L'etude se propose de présenter un voyage dans l’expérience du faux épigraphique, à travers deux histoires représentatives de la dimension in limine, l’espace sombre où ont opéré, côte à côte et parfois en complicité, l’archéologue et le faussaire. Quelquefois les deux rôles ont été mélangé, confus, dans une contamination “aberrante” qu'a des raisons intellectuelles . Les cases d'etude manifestent l’emploi instrumental du document épigraphique, sa manipulation ou même le pastiche qui fait de lui tout simplement un moyen dans un parcours de reconstruction prédéterminé et à thèse. En bref, partant de l’idée qui fait de sous-titre à notre colloque «le faux, une autre science de l’antique», on tenté de saisir la dimension intentionnelle de la falsification épigraphique dans son contexte
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