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ALTRE VISIONI-MOVIMENTI
La collana "Movimenti" raccoglie "monografie sul teatro contemporaneo per immagini, storie e documenti" avvalendosi del lavoro di storici del teatro e di giovani studiosi. Ogni volume si compone di contributi saggistici originali e di apparati iconografici e documentari. I direttori della collana programmano il piano delle uscite, scegliendo i titoli e affidandoli ai rispettivi autori sulla base di attente e circostanziate valutazioni. L'iter di scrittura è costantemente monitorato, corretto, arricchito di stimoli e confronti. Volumi usciti: Linda Pasina, "Takku Ligey: un cortile nella savana. Il teatro di Mandiaye N'Diaye" (2011); Massimo Lechi, "L'eresia del dolore. Il teatro di Antonio Tarantino" (2012); Stefano Casi, "Per un tetro pop. La lingua di Babilonia Teatri” (2013). Prossima uscita: Cristina Valenti, "Teatro Due Mondi" (titolo provvisorio). La monografia del 2011 dedicata a Mandiaye N'Diaye è l’unico contributo saggistico sull’attore e regista senegalese recentemente scomparso, formatosi presso il Teatro delle Albe di Ravenna, e quindi fondatore della Casa del Teatro di Diol Kadd in Senegal. Il volume ha avuto numerose presentazioni presso teatri e istituzioni culturali, oltre che sui media (RAI 3). La monografia del 2012 dedicata ad Antonio Tarantino ricostruisce per la prima volta una delle più sorprendenti esperienze letterarie e artistiche del teatro italiano contemporaneo. Salutato con attenzione nell'ambito degli studi teatrali e anche del teatro attivo, il libro è stato presentato all'interno di "Contemporanei Scenari. Rassegna di promozione della drammaturgia contemporanea", San Miniato, 9 settembre 2012, interventi di Stefano Casi, Antonio Tarantino, Cristina Valenti, Franco Vazzoler e dell'autore. La monografia del 2013 dedicata a Babilonia Teatri, una delle più originali e premiate formazioni artistiche attuali, è stata presentata fra l’altro nell’ambito del Napoli Teatro Festival il 6 giugno 2013, interventi di Enrico Castellani, Stefano Casi, Cristina Valenti
L'elogio della donna nella poesia di Chiabrera
Nel quadro della contrapposizione fra materia eroica e materia amorosa, che segna, fin dagli esordi, l’ esperienza poetica di Chiabrerap il tema dell’elogio della donna attraversa i vari generi letterari. Il saggio
pone inizialmente una particolare attenzione ai sonetti ed alle canzoni, ai madrigali (per restare nell’ambito delle forme poetiche petrarchesche riprese nel Cinquecento fino a Tasso) e alle canzonette in metri brevi parissilabi (in cui, invece, si manifesta la novita` chiabreresca), evidenziando come lo scarto rispetto alla tradizionale topica dell’elogio della donna sia in stretta relazione con le scelte metriche, con l’abbandono di una vera e propria struttura descrittiva, e, soprattutto, col procedere per frammenti ‘allusivi’, per gli effetti di musicalita` che producono.
Se l’occasione mondana di queste lodi e` strettamente legata ad un allargamento del ‘pubblico’ della poesia, (alla base del rinnavamento poetico propugnato da Chiabrera sulla scorta dell’esempio della Pléiâde) uno sviluppo ulteriore è nell’unita` fra eroismo e bellezza femminile, fra bellezza e virtu`, che si realizza sia nelle canzoni eroiche, sia nella narazione breve dei poemetti, dove Chiabrea instaura un rapporto fra lode e mito. Virtu` e bellezza, cosı`, diventano attributi della regalita` femminile, per concretizzarsi, nella prospettiva della corte seicentesca, nei ritratti delle sovrane
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