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    Franz Rosenzweig: una introduzione

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    Opuscolo introduttivo al pensiero di Franz Rosenzweig redatto insieme a Francesco Valerio Tommasi in occasione del Convegno Internazionale della Franz Rosenzweig Gesellschaft, Centro Stampa di Ateneo “Sapienza”, Roma 201

    The intentionality of matter: the personal character of nature in Edith Stein's "Potency and act"

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    In the closing chapter, Francesco Valerio Tommasi elaborates upon the analogy between person and nature in Stein. As he emphasizes, Stein attributes to nature an objectively spiritual dimension, a hidden form of intentionality. As the author suggests, for Stein nature turns out to be a living sign of the spirit—thus, a sign expressing spiritual values, such as emotions. This perspective is present in both the lectures on The Constitution of the Human Person and Potency and Act: the phenomenological reflection on personhood is combined, Tommasi argues, with a Thomist view that brings Stein to conceiving the life of the entire cosmos as a spirit (or act) informing it and shaping it into a living sign of the creation

    Francesco Valerio Tommasi, L’analogia della persona in Edith Stein

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    Dupuis Michel. Francesco Valerio Tommasi, L’analogia della persona in Edith Stein. In: Revue Philosophique de Louvain. Troisième série, tome 111, n°4, 2013. pp. 779-780

    Francesco Valerio Tommasi, L’analogia della persona in Edith Stein

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    Dupuis Michel. Francesco Valerio Tommasi, L’analogia della persona in Edith Stein. In: Revue Philosophique de Louvain. Troisième série, tome 111, n°4, 2013. pp. 779-780

    Il sacramento come nozione filosofica

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    Questo volume si propone di considerare il sacramento come concetto meramente filosofico e non teologico

    Analogia e sacramento. Appunti a partire da Levinas

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    Una delle figure teoriche che la tradizione filosofica e teologica ha sovente utilizzato per rendere conto dell’esperienza religiosa è quella dell’analogia. Nel breve testo che segue, costituito da qualche rapida osservazione e dunque di natura del tutto sperimentale, tenterò di descrivere l’esigenza fondamentale che l’analogia intende garantire. Trattandosi di una esigenza intrinsecamente paradossale, cercherò altresì di mettere in luce le difficoltà che a mio giudizio la attanagliano strutturalmente. Sosterrò infine l’opportunità, per poter rendere conto in modo più adeguato di questa esigenza paradossale, di servirsi della nozione di “sacramento”, intendendola nel suo significato teorico generale e quindi indipendentemente dalla sua valenza teologica in senso stretto all’interno di una tradizione confessionale specifica. Queste considerazioni prenderanno le mosse da un passaggio di Emmanuel Levinas, che, pur non citando esplicitamente né l’analogia né il sacramento, è emblematico a mio giudizio della suddetta esigenza paradossale

    Tutto il male viene per nuocere. Le mele di Adamo e l'albero della vita

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    Se c’è un tema che conduce ad un confronto con la religione, questo è il male. Difficile, infatti, è porsi l’interrogativo unde malum? senza porsi l’interrogativo su Dio. Ancora più arduo è accettare il male e continuare a credere nell’esistenza di un Dio onnipotente e buono. Come la nota critica ai tentativi cosiddetti di teodicea ha mostrato, lo scandalo dell’ingiustizia, della sofferenza, dell’errore – secondo tutte le declinazioni con cui la tradizione ha appunto cercato di dissezionare il male stesso e di renderne ragione – sembra non consentire una uscita dal dilemma: se Dio è onnipotente, egli (o ella) deve anche possedere la capacità di togliere il male dal mondo; ma allora, se non agisce in tal senso, non può essere pensato come buono. Come difendere Dio nella causa che gli viene mossa? Di questa portata sono le domande sollevate nella pellicola danese Le mele di Adamo (Adams æbler, 2005)

    Der Ursprung der Wissenschaft und die Wissenschaft des Ursprungs. Fluchtwege aus der Husserlschen Paradoxie der transzendentalen Phänomenologie

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    Il saggio si confronta con il problema husserliano dell'origine. Chi inaugura la riduzione? La molteplicità dei soggetti (trascendentale, empirico etc...) chiamati in causa dalla mossa fondativa e la circolarità metodica che ne consegue risulta essere un paradosso con cui molta fenomenologia si è confrontata: le prospettive di Edith Stein e di Emmanuel Levinas vengono chiamate in causa come possibili "vie di uscita" rispetto alla suddetta circolarita
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