1,725 research outputs found

    Treasures from the Sea. Sea Silk and Shellfish Purple Dye in Antiquity.

    No full text
    In 2012 the Danish National Research Foundation’s Centre for Textile Research (CTR) at the Saxo Institute, University of Copenhagen proposed to organise an international conference dedicated to two “Treasures from the Sea”, shellfish purple dye and sea silk, within a Marie Curie Intra-European Fellowship held by Hedvig Landenius Enegren at CTR. At the time, Francesco Meo from the University of Salento, was a Visiting Scholar at CTR and suggested that this conference be held in Lecce, located in Apulia, the heel of Italy. Lecce, besides being centrally placed in the Mediterranean, is close to Taranto, which in antiquity was famous for its purple-dye production. Moreover, sea silk was worked, up until the 1950s, at Lecce in the orphanage of Santa Filomena,1 now a building incorporated in the University of Salento. This made the beautiful city of Lecce the natural choice for the conference to take place. The scope of the conference was to merge theoretical and historical viewpoints of these two “treasures from the sea” with practical demonstrations in order to gain knowledge in how these marine resources are actually worked from scratch, their chaine opératoire, so to speak. This volume of the conference proceedings is composed of two sections. The first is dedicated to sea silk and the second to shellfish purple dye

    Siris, Herakleia, Polychoron: città e campagna tra antichità e medioevo. Atti della giornata di studi (Policoro, 12 luglio 2013)

    No full text
    Il XIV volume di SIRIS contiene gli atti di un convegno tenutosi a Policoro il 12 luglio 2013 con il sostegno del Comune e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. I contributi raccolti nel volume gravitano intorno a una serie di temi che hanno dominato la discussione negli ultimi anni. Da un lato, si segnalano le nuove prospettive che si aprono grazie all’analisi minuta di determinate classi di oggetti riguardo il dibattito su Siris-Polieion. I contributi di Stéphane Verger e Carlo Rescigno forniscono aggiornamenti sul problema della relazione tra fonti scritte e documentazione archeologica, un problema che ha giocato un ruolo centrale sin dall’importante Convegno del 1984, confluito nel volume Siris-Polieion. Fonti letterarie e nuova documentazione archeologica a cura di Antonio De Siena e Marcello Tagliente (Galatina 1986). Un altro gruppo di contributi focalizza l’attenzione sulla questione della fondazione di Herakleia e delle relazioni tra città-madre e colonia. Mentre Antonietta Dell’Aglio fornisce un aggiornamento sullo sviluppo di Taranto quale città-madre di Herakleia nel V e IV sec. a.C., Massimo Osanna indaga la formazione del pantheon coloniale, esponendo la complessità dei processi e confutando ricostruzioni meccaniche che vedono nei culti di una colonia solo la duplicazione di quelli della madrepatria. A questi contributi si aggancia quello di Roberta Belli Pasqua, che si occupa della cultura visiva e in particolare della scultura marmorea sul Golfo di Taranto. Seguono i contributi di Mariafrancesca Lanza, Giuseppina S. Crupi e Maria Domenica Pasquino sulla necropoli meridionale di Herakleia dove, sin dagli anni ‘50 del secolo scorso, più di 1.400 tombe, la maggior parte delle quali risulta inedita, sono state portate alla luce. L’ampliamento del dossier da parte delle Autrici è dunque estremamente utile non solo a livello di singoli contesti, ma anche ai fini della lettura complessiva dell’organizzazione spaziale della necropoli in cluster e nuclei, che rappresenta una novità. Un ulteriore focus della ricerca degli ultimi anni può essere individuato nello studio della cultura ellenistica a Herakleia e nel suo entroterra, settore nel quale i lavori di Liliana Giardino sono stati fondamentali. Da un lato, il presente volume approfondisce alcuni problemi di base quali la cronologia della ceramica di III secolo (Liliana Giardino e Teresa Oda Calvaruso), la datazione e la funzione dei pesi da telaio discoidali (Francesco Meo) e l’interpretazione dei dati ottenuti durante il survey archeologico nel territorio (Gabriel Zuchtriegel). Al tempo stesso, i contributi fanno intuire quanto profonde siano state le trasformazioni sociali ed economiche che hanno investito le comunità stanziate sulla Costa Ionica tra IV e III sec. a.C. A partire dalla metà del IV secolo circa emergono qui i tratti di quello che si è soliti chiamare ‘cultura ellenistica’, spesso in forme molto simili al Mediterraneo orientale benché sotto condizioni politiche completamente diverse – un fatto che dovrebbe far riflettere sul ruolo assegnato dalla storiografia tradizionale a singoli eventi e determinati personaggi per lo sviluppo del fenomeno ellenistico. Oltre ai contributi legati in maniera stretta a Policoro, si è ritenuto opportuno coinvolgere anche colleghe e colleghi che stanno svolgendo ricerche nel vicino entroterra. Così il presente volume contiene anche contributi su Sant’Arcangelo nella valle dell’Agri (Salvatore Bianco, Josipa Mandić e Cesare Vita), nonché su Chiaromonte nella valle del Sinni (Valentino Vitale), laddove il primo caso aiuta a percepire il contesto insediativo più ampio e i contatti tra costa e aree interne tra l’età del Ferro e l’età ellenistica, mentre il secondo illustra il fenomeno notorio che vede, a partire dall’alto medioevo, lo spostamento delle realtà propulsive dalla costa verso l’entroterra

    L’industria tessile a Herakleia di Lucania e nel territorio tra III e I secolo a.C.

    No full text
    The paper focuses on the role of Herakleia and Metaponto in textile production during the Hellenistic period. The analysis of thousands of loom weights from several houses in the so-called Quartiere occidencate in Herakleia provides new insight into textile production during the 3rd and 2nd centuries BC. The fact that some households possessed two looms and were able to produce textiles of outstanding quality has led to the hypothesis that urban households produced textiles for exportation, as also indicated by epigrams attributed to Leonidas of Taras. On the other hand, the author argues that textile production in the rural hinterland was focused on self-supply, and that the surplus was sent to the urban center where it was processed by professional labourers

    Muro Leccese Archaeological Project

    No full text
    Dal 18 al 29 luglio e dal 05 al 30 settembre 2016 è stata condotta la prima campagna di scavo archeologico in località Palombara, un’area ubicata nel settore orientale dell’abitato messapico di Muro Leccese. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata in due aree: un ambiente (denominato ambiente 1) messo in luce da scavi della Soprintendenza peri i Beni Archeologici della Puglia nella prima metà degli anni ’90; una porzione di quella che Pasquale Maggiulli ha considerato, agli inizi del ‘900, come cinta muraria interna. Lungo il muro perimetrale Nord dell’ambiente 1 è stato realizzato un saggio nel battuto pavimentale in tufina pressata. La rimozione del battuto ha consentito di datare l’impianto della struttura: il rinvenimento di materiale cronologicamente inquadrabile tra gli inizi dell’VIII ed il pieno IV secolo a.C. consente infatti di proporre un inquadramento cronologico tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C., contestuale al probabile impianto delle mura. Nel corso dello scavo è stato anche rinvenuto quello che è, al momento, il più antico frammento di ceramica di importazione, uno skyphos corinzio (prima metà VIII secolo a.C.). Lo scavo della c.d. ‘cinta muraria interna’ ha consentito di mettere in luce più fasi nel corso delle quali la struttura si è formata. La fase più recente corrisponde a un muretto a secco che copre i resti di una struttura più antica, larga 3 metri. Una parte dell’elevato di quest’ultima, prima di essere coperta da un nuovo muro, è crollato verso Sud. La rimozione del crollo e dei resti della stessa struttura muraria ha messo in luce il paramento sud costituito da blocchi sicuramente pertinenti a strutture messapiche ma di riutilizzo; tra essi vi è anche un rocchio di colonna. Al di sotto del muro è stata poi rinvenuta una sepoltura infantile con copertura a coppo, tipica dell’età medievale. Tale rinvenimento risulta significativo per la sua datazione, certamente non anteriore ad età medievale. Poco chiare, tuttavia, le motivazioni della costruzione di una struttura che pare comunque avere, date le dimensioni, un carattere difensivo. Non si può escludere che essa sia connessa con la nascita del vicino Borgo Terra. Oltre alla sepoltura, la rimozione del muro sta consentendo la messa in luce di ambienti precedenti, verosimilmente messapici per tecnica costruttiva ed orientamento in relazione alle strutture già emerse

    La vita quotidiana nel villaggio iapigio

    No full text
    Si presenta una sintesi delle tracce e dei materiali pertinenti all’età del Ferro dal sito di Muro Leccese. Viene presentata una rassegna delle decorazioni presenti sulla matt-painted ware, realizzare dagli artigiani locali ad imitazione dei motivi geometrici apposti sui vasi provenienti dalla Grecia. Le forme importate, per lo più collegate al consumo del vino, provengono quasi esclusivamente da Corinto e sono inquadrabili in un arco cronologico di VIII-VI secolo a.C. Si analizzano anche le modalità insediative, legate all’approvvigionamento idrico più che all’orografia del territorio

    La vita quotidiana nella città messapica

    No full text
    Il contributo affronta i cambiamenti interni alla società murese in seguito all’influenza greca, e in particolare tarantina, sui gruppi dirigenti locali. Tra di esse vi sono l’introduzione della scrittura, l’abbandono della capanna come tipologia di abitazione e l’adozione del banchetto come pratica di autorappresentazione del proprio status sociale. I gruppi dirigenti continuano ad importare dalla Grecia forme ceramiche legate al consumo del vino mentre ampia diffusione hanno le forme a vernice nera, a vernice bruna, a fasce o acrome prodotte localmente da artigiani specializzati. Nonostante a livello culturale si registi una notevole continuità, il centro pare riorganizzarsi radicalmente alla fine del IV secolo a.C. quando, per la costruzione della cinta muraria, vengono rasi al suolo nuclei abitativi arcaici utilizzati come fondazione della nuova struttura

    L'allestimento museale

    No full text
    Il contributo illustra l'articolazione del percorso museale e le scelte fatte in funzione del pubblico di fruitori del museo, dalle ricostruzioni grafiche ai plastici e diorami, dalla scelta di accostamento tra tematica trattata e colore della sala al percorso per ciechi e ipovedenti

    Il villaggio iapigio

    No full text
    Il contributo presenta i primi dati relativi alle ceramiche sia di produzione locale, sia di produzione greca, rinvenute nell'abitato iapigio di Muro Leccese

    Indagini archeologiche a Muro Leccese 2016-2018: l’edificio residenziale in località Palombara. Considerazioni preliminari

    No full text
    The excavation conducted in the last three years (2016-2018) in the Messapian settlement of Muro Leccese (Lecce) by the Department of Cultural Heritage of the University of Salento has revealed a residential complex of about 1300 square metres in the eastern part of the town (the Palombara district). The dwelling has at least three phases, included between the Archaic and the Hellenistic periods. Several rooms have been discovered, of which the banqueting hall is the most important. Together with the residential complex, a wall made reusing architectural elements and orthostats passes through some rooms of the house. It is most probably dated to the 3rd century BC as several weapons and traces of a large fire were discovered under its collapse and it has been interpreted as a protection during the last assault which destroyed the town
    corecore