89 research outputs found
The growing, resilient, inclusive and sustainable (GRINS) project for the development of life cycle inventory databases of beef cattle raised in Italy: The statistical datasets and the environmental assessment
Within the framework of the Growing, Resilient, Inclusive and Sustainable (GRINS) project (Spoke 1, WP3, Next Generation EU program), this work aims to overcome the absence of Italian beef cattle Life Cycle Inventory (LCI) datasets through a capillary analysis of several parameters. Specifically, the contribution to the environmental impact of livestock breeding of breed features (age, gender, weight, daily weight gain, breeding, feed intake and composition, milk and manure production), as well as stable management and crop cultivation was investigated. Statistical inventory datasets (84 in total) were developed for the predominant (<1 % population cut-off) beef cattle breeds in Italy.
A key finding was the quantification of CH4 g kg1 emissions from enteric fermentation (ranging from 0.259 to 0.714 of live weight per day) and its contribution to the overall environmental impact of beef cattle breeding.
The composition of feed rations emerged as critical, influencing both cattle emissions and environmental impacts associated with the cultivation and transport of raw materials. Intensive and langer breeds like Aubrac, Blond d'Aquitaine, Blue Belga, Charolaise, and Chianina, exhibited higher eco-indicator values compared to the extensive beef cattle breeds (Podolica, Highland, and Maremmana). The life cycle assessment identified several key impact categories (climate change, water use and ecotoxicity freshwater) mainly contributing to the total eco-indicator. Climate change (22.1 %) represented the greatest impact category, with beef cattle emissions over their lifespan averaging 9.3 Mg CO2-eq. Methane (enteric fermentation) and NH3 (manure management) emissions, as well as irrigation and pesticide use, represented the main hotspots. A comparative analysis evaluated the environmental footprint of Italian beef cattle against benchmarks outlined in the “Made Green in Italy” brand's Product Category Rules. This comparison revealed a 32.4 % reduction in total eco-indicator for Italian beef cattle, due to a significant decrease in freshwater ecotoxicity ( 72.5 %), land use ( 34.2) and climate change ( 7.5 %)
Promoting agri-food sustainability: development of an Italian Life Cycle Inventory Database of Agri-Food products (ILCIDAF)
This book describes the results and the technical-scientific aspects of the Life Cycle Inventory study of pasta and bread according to the standards ISO 14040, ISO 14044 and ISO/TS 14048. Such study stems from the Research Project of Significant National Interest (PRIN, 2017) entitled “Italian Life Cycle Inventory Database of Agri-Food products” (ILCIDAF, Prot. 2017EC9WF2), financed by the Ministry of University and Research (MUR). The project seeks to overcome the limitations related to the absence of national data by developing an Italian database at national and regional level of Life Cycle Inventory (LCI) of the most significant
agri-food products for the national economic system. The absence of an Italian database for LCA studies of the agri-food products is a serious limitation in the sector. The databases currently available are from foreign countries and not fully applicable to the Italian
agri-food sector. The ILCIDAF project involved four scientific Research Units: Universities of Bari, Chieti-Pescara, Messina, and Reggio Calabria. Each unit developed a specific supply chain relevant to the Italian economic system: bread and pasta (Bari), wine (Chieti-Pescara), olive oil (Messina) and citrus fruits (Reggio Calabria)
Il Progetto ILCIDAF per lo sviluppo di un Database italiano di Life Cycle Inventory dei prodotti agroalimentari italiani: la fase di produzione della pasta
Il Progetto “Italian Life Cycle Inventory Database of Agri-Food
Products” (ILCIDAF), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (PRIN, 2017), ha come scopo quello di promuovere la sostenibilità del
settore agroalimentare attraverso lo sviluppo di un database italiano per
alcune importanti filiere alimentari del nostro paese (pane e pasta, vino,
olio d’oliva e agrumi). Il progetto di ricerca è sviluppato da quattro unità
scientifiche: rispettivamente l’Università di Bari, Chieti-Pescara, Messina
e Reggio Calabria. Il database è costruito considerando l’intera catena di
approvvigionamento degli alimenti indicati. In particolare, in questo lavoro
sono analizzate le attività di produzione della pasta attraverso lo studio di
dati primari raccolti e rielaborati presso un impianto di produzione di pasta e
il loro confronto con dati bibliografici pubblicati in studi LCA ed EPD per la
pasta secca italiana. Tanto al fine di costruire datasets per ILCIDAF relativi
alla fase pastificazione
Impronta climatica (CFP) in conformità alla norma ISO 14067 – 2018 dell’olio extra vergine di oliva imbottigliato da Assoproli Bari
Il presente lavoro descrive i risultati e gli aspetti salienti tecnico- scientifici dello studio di Carbon Footprint (CFP) dell’olio extra vergine di oliva imbottigliato dell’Associazione Assoproli Bari (anno 2021) conformemente alla norma UNI EN ISO 14067:2019. Lo studio è stato effettuato da una spin-off accademica accreditata dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. I risultati, oltre a mostrare l’impronta di carbonio del prodotto oggetto di studio, descrivono quali sono le macro-fasi più inquinanti in termini di GWP distinto nelle sue tipologie. In generale, il valore di GWP ottenuto per l’olio extravergine di oliva imballato in bag in box per L di olio risulta inferiore a molti valori pubblicati da altri produttori ed ottenuti con la stessa metodica, ossia tramite l’applicazione delle PCR dell’EPD che ha condotto a dichiarazioni pubblicate. In particolare, risulta inferiore sia il valore della fase agricola che quello degli imballaggi. Infine, sono state indicate strategie per il miglioramento sia della qualità dei dati che dell’impatto climatico effettivo della filier
Core Modernity. Le scienze sociali e le sfide del terzo millennio per il cambiamento della mentalità anti-statuale italiana.
Le istituzioni scolastiche coloniali: le fonti dell'Archivio Storico del Ministero dell'Africa Italiana
Il contributo analizza la documentazione prodotta dal Ministero dell’Africa Italiana, conservata presso l’Archivio Centrale di Stato, allo scopo di comprendere quali furono gli obiettivi educativi e formativi sottesi all’
ordinamento scolastico della colonia dell’Eritrea promulgato nel 1931 dal governatore Riccardo Astuto di Lucchese. Le polemiche scaturite tra le autorità coloniali e quelle centrali in merito alla natura di questo documento, che causarono la sconfessione dell’ordinamento dopo un solo
anno dalla sua promulgazione, dimostrano l’abbandono di una politica di apertura all’allargamento dell’istruzione indigena, a favore di una condizione subalterna del suddito coloniale
Attività di monitoraggio multi scenario per la misurazione di inquinanti in matrice aerodispersa mediante applicazione di sensoristica UAV based
Come è noto, determinate tipologie di processi sia industriali che civili,
quali ad esempio il trattamento dei reflui civili collettati dal sistema
fognario, o l’attività di coltivazione di una discarica RSU oppure il
semplice traffico veicolare presente in corrispondenza di arterie
stradali ad alto scorrimento, possano configurarsi come fonti emissive
non trascurabili. I plume di inquinanti emessi dalle suddette fonti e da
tante altre tipologie di attività, si propagano con ampia spazialità,
arrivando a coprire ampie aree.
Risulta quindi di fondamentale importanza, mettere in atto un
continuo e costante processo di innovazione tecnologica per fornire
strumenti di misurazione e rilievo sempre più performanti. Il gruppo
di ricerca del Dipartimento Jonico ha sperimentato l’applicazione di
sensoristica innovativa abbinata a piattaforme UAV per la misurazione
delle emissioni diffuse derivanti principalmente da quattro tipologie
di scenari: impianti di depurazione per reflui civili, discariche RSU,
tracciati autostradale, ed agglomerati urbano. Ciascuno scenario di
intervento ha comportato uno specifico set up strumentale ed un
workflow di rilievo progettato in maniera dedicata per la tipologia di
sito oggetto di monitoraggio. Talvolta l’analisi condotta tramite UAV è
stata integrata con altre tipologie di sistemi presenti quali centraline
di monitoraggio posizionate in maniera fissa, camere di flusso per la
quantificazione dei soil gas, modelli diffusionali ed altri.
Nel presente lavoro si descrivono le quattro esperienze su
menzionate, ricostruendo una timeline operativa che parte dalla
progettazione
dell’intervento
passando
per
l’esecuzione,
l’elaborazione dati, l’interpretazione degli stessi e l’analisi funzionale
utile alla produzione degli indicatori richiesti. Ciascuna tipologia di
monitoraggio è basata su misurazioni effettuate avendo ben chiari in
premessa i relativi scopi e l’utilità dei dati prodotti
The GRINS Project for the development of Life Cycle Inventory databases of beef cattle raised in Italy: preliminary results of the statistical dataset
As part of the activity of the Extended Partnership "Economic-financial sustainability of systems and territories" (GRINS Spoke 1 Project, WP3), this work aims to propose datasets concerning the beef cattle breeding specific for the Italian territory. This arises from the requirement to fill the absolute lack of data representative of cattle farming in Italy, in term of specific cattle breed, agricultural crops and breeding practices. Numerous studies highlight beef production's significant contribution to agricultural emissions of climate-altering compounds and the exploitation of natural resources. These systems are recognized for their role in emitting climate-altering, acidifying, and eutrophying compounds, while depleting natural resources. Livestock beef cattle accounts for 14.5% of human-induced greenhouse gas emissions, with enteric fermentation and manure management as key contributors. Emission shares vary regionally, influenced by agricultural and breeding practices as well as geographical factors. Finally, optimal feed ratios and appropriate stable management play a key role for mitigating the environmental impact of cattle breeding, affecting water and soil us
Il Progetto GRINS per lo sviluppo di database di Life Cycle Inventory di bovini allevati in Italia: risultati preliminari del dataset statistico
Nell’ambito dell’attività del Partenariato Esteso “Sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori” (Progetto GRINS Spoke 1, WP3), il presente lavoro ha lo scopo di valutare le emissioni associate ai bovini allevati sul territorio italiano, che saranno parte integrante di una banca dati nazionale (AMELIA). In particolare, ciò è realizzato attraverso la creazione di specifici dataset che considerano le caratteristiche del contesto italiano, quali razze bovine e distribuzione per età e sesso, così come le peculiarità geo-morfologiche del territorio. Nello specifico, gli impatti sono stati valutati considerando popolazione bovina e superfici coltivate nel periodo 2019-2022. A tale scopo, l’IPCC fornisce modelli statistici capaci di valutare le emissioni enteriche di metano, così come quelle correlate alla gestione del letame, tenendo conto di incremento ponderale giornaliero, peso, attitudine e razione alimentare di ogni razza considerata. Analogamente, specifici testi di settore e modelli di letteratura adattati al contesto italiano permettono una dettagliata valutazione della fase agricola associata alla produzione dei foraggi e delle attività connesse con la gestione della stalla. Infine, un confronto dell’impatto dei dati ottenuti con quello indicato nelle RCP del Made Green in Italy relative alla fase di allevamento di bovini, permette una valutazione oggettiva dei risultati ottenuti
Life Cycle Impact Assessment della produzione di grano duro medio italiano: confronto fra il database ILCIDAF ed EF v 3.1
L’applicazione della metodologia di Life Cycle Assessment richiede non solo l’utilizzo di dati primari raccolti sul campo, ma anche di dati secondari disponibili in database affidabili, accurati e rappresentativi dal punto di vista geografico, temporale e tecnologico. Lo scopo del presente lavoro è il confronto tra i risultati ottenuti dal Life Cycle Impact Assessment (LCIA) del processo di coltivazione di grano duro convenzionale medio italiano risultante dal Progetto ILCIDAF, con due processi di coltivazione di grano duro riferiti al territorio italiano, indicati nello schema “Made Green in Italy” per la pasta secca e riconducibili a EF Database 3.1 come indicato nelle PEFCR di riferimento
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