171 research outputs found

    L'Autore rinascimentale e i manoscritti medievali. Sulle fonti del Gyrone il Córtese di Luigi Alamanni

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    Montorsi Francesco. L'Autore rinascimentale e i manoscritti medievali. Sulle fonti del Gyrone il Córtese di Luigi Alamanni. In: Romania, tome 127 n°505-506, 2009. pp. 190-211

    Wyatt, Alamanni, and Literary Imitation

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    Inspired by the Library's copy of 'Opere toscane di Luigi Alamanni, ad Rey Francesco Primo" (published in 1532, probably by Filippo di Giunta in Florence), Guss writes about the Renaissance idea of literary imitation as manifest in the poem of Thomas Wyatt (1503–1542) , "Myne owne John Poynz," which is is an almost literal translation of the tenth satire of Luigi Alamanni (1495-1556), "O vi dirô poi che d'udir vi cale.

    Classicismo radicale? L'ode fra Trissino, Alamanni, Minturno e Tolomei

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    Il saggio ripercorre i primi tentativi di ‘acclimatazione’ dell’ode pindarica e oraziana in volgare, prendendo in esame, da un punto di vista prevalentemente metrico, da un lato alcuni componimenti di Giovan Giorgio Trissino, Luigi Alamanni e Antonio Minturno, e dall’altro le odi contenute nei "Versi et regole" – la stampa del 1539 che raccoglie la produzione in metrica barbara di Claudio Tolomei e del gruppo di letterati orbitanti intorno alla sua Accademia della Virtù –, al fine di individuare linee comuni e differenze nelle modalità con cui le forme classiche sono trasposte in volgare dai diversi autori e di verificare fino a che punto la loro operazione possa definirsi radicalmente classicistica

    Preliminari per un'edizione critica delle Elegie di Alamanni

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    L’articolo intende approfondire dal punto di vista testuale la tradizione manoscritta delle Elegie di Luigi Alamanni, anteriore all’editio princeps lionese del 1532. Le Elegie furono inizialmente concepite per un panorama politico diverso rispetto alla redazione dedicata a Francesco I (e dedicate infatti a Renato Trivulzio). In seguito a una descrizione dei 9 manoscritti noti e a una discussione degli errori di ciascuno, si propone un provvisorio tentativo di classificazione dei codici

    Appunti sulla tradizione delle satire di Luigi Alamanni

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    Tra il 1532 e il 1533 Luigi Alamanni pubblica per i tipi di Sebastien Gryphe le opere toscane, due eleganti volumi in ottavo per un totale di circa 650 pagine di testi.Ben lontano dall’essere quel « picciol libretto » che raccoglie le « primizie » di un « ingegno sterile », come dichiara il poeta nella lettera prefatoria al primo libro, l’edizione lionese, generosamente sovvenzionata da Francesco I, è di fatto un vero e proprio bilancio di una più che decennale esperienza letteraria e, insiem..

    «L'amata patria», i «dolci occhi» e il «gran gallico Re»: la lirica di Luigi Alamanni nelle "Opere toscane"

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    Si prende in esame la produzione letteraria di Luigi Alamanni, in particolare la lirica (sonetti) contenuti nell'edizione delle "Opere toscane", andate a stampa nel 1532. Speciale attenzione viene dedicata alla storia filologica dei testi, con un scavo attento della tradizione manoscritta precedente alla stampa (nel lavoro si segnalano anche manoscritti sino ad oggi sconosciuti agli studiosi), con l'intento di illustrare da un lato il maturare di una delle più interessanti esperienze liriche di primo Cinquecento, le cui origini risalgono alla Firenze degli Orti Oricellari, dall'alltro di osservare il fitto intrecciarsi di letteratura e politica che innerva questi testi, specie quelli nei quali il poeta si rappresenta nella condizione dell'esiliato, protetto da Francesco I. Il tema politico, infatti, è costantemente presente nelle opere dei cosiddetti fuoriusciti fiorentini - Alamanni ne è uno dei principali rappresentanti in terra francese - e Alamanni costruisce un vero e proprio canzoniere nel quale vengono sapientemente dosati i temi più consueti della rimeria amorosa con quelli dell'impegno politico, in questo caso apertamente ostile al potere mediceo di Firenze

    Opere toscane / di Luigi Alamanni al christianissimo rè Francesco primo.

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    Índice.Colofón.Marca tip. en E8v (Silvestre. Marques, 575).Sign.: *4, a-z8, A-E8.Port. con esc. real xil

    Francesco Montorsi, L’autore rinascimentale e i manoscritti medievali. Sulle fonti del ‘Gyrone il cortese’ di Luigi Alamanni

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    F.M. revient sur la question de la source du poème de Luigi Alamanni, en réfutant l’hypothèse de R. Lathuillière (Genève, 1966), qui avait soutenu une filiation de la réécriture italienne à l’édition d’Antoine Vérard de Gyron le Courtois (1510). À ce propos, l’A. analyse trois éléments significatifs: les variantes entre les deux textes lors de la description des armoiries des chevaliers de la Table Ronde; la présence, dans l’introduction, de deux «chapitres» (p. 193) qui se trouvent dans la t..
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