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    Immigrazione e sicurezza: tra rappresentazione sociale e politiche pubbliche

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    SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Immigrazione e (in)sicurezza: i dati statistici e le possibili interpretazioni sociologiche. – 3. Costruzione sociale del senso di insicurezza: il ruolo dei media e degli attori politici. – 4. Le politiche in azione: tra diritto leggero e nuovi modelli di integrazione. – 5. Conclusion

    L'integrazione degli immigrati tra rescaling istituzionale e sussidiarietà orizzontale. Il caso di Roma

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    Il crescente complessificarsi degli scenari di governance dell’immigrazione ha portato a nuovi assetti di policy tanto a livello sovranazionale quanto a livello subnazionale, in cui centrale è il rafforzamento del ruolo svolto soprattutto a livello locale dai soggetti non istituzionali. Il carattere multiscalare dei processi di globalizzazione [Sassen, 2008] e le correlate dinamiche del political rescaling [Brenner, 2001] impongono un superamento dei tradizionali modelli scalari gerarchici e costituiscono lo scenario entro cui collocare la lettura dei contemporanei processi di regolazione dell’immigrazione. Si può ipotizzare così che la differenziazione territoriale delle strategie di integrazione degli immigrati siano il risultato non tanto di un indebolimento del ruolo dello Stato-nazione, quanto piuttosto l’espressione di nuove modalità di interazione e di interpretazione del fenomeno migratorio da parte degli attori pubblici e privati che operano a livello locale.The growing growing complexities of the scenarios migration governance has led to new arrangements of such policies at the supranational level as a sub-national level, where the focus is on strengthening the role at the local level by non-institutional actors. The multiscale nature of the processes of globalization [Sassen, 2008], and the related dynamics of political rescaling [Brenner, 2001], impose an excess of conventional scalar hierarchical models and provide a picturesque setting within which to place the reading of contemporary processes of regulation of immigration. It can be assumed that such territorial differentiation strategies of integration of immigrants are the result not so much of a weakening of the role of the nation state, but rather the expression of new modes of interaction and interpretation of migration by public actors and individuals operating at the local level

    L'amministrazione in rete: uno sguardo sociologico. La comunicazione online in sanità

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    Quando si parla di amministrazione in rete si pensa immediatamente all’utilizzo delle nuove tecnologie come strumento per avvicinare le istituzioni al cittadino e all’erogazione di servizi pubblici attraverso Internet. Tuttavia, questa espressione sintetizza anche un’importante novità nelle forme dell’azione pubblica, basate in misura crescente sull’inclusione di soggetti privati e di organizzazioni del Terzo Settore nelle formulazione e implementazione di molte politiche. In entrambi i casi, la funzione di comunicazione è comunemente ritenuta una risorsa strategica, non solo per il miglioramento della qualità dei servizi on line, ma anche per il coordinamento dei diversi attori coinvolti nella costruzione e attuazione delle scelte pubbliche. Ma è davvero così? Il potenziamento della funzione di comunicazione e lo sviluppo di amministrazioni in rete rappresentano realmente lo strumento per realizzare «nuove politiche pubbliche» o sono al contrario l’ennesima retorica di modernizzazione dell’azione pubblica? E a quali condizioni lo sviluppo della funzione di comunicazione può favorire efficaci meccanismi di coordinamento di ampie reti di attori e migliorare l’erogazione di servizi on line? Il volume risponde a questi interrogativi a partire dal caso specifico delle politiche per la salute, sulla base dei risultati di una ricerca, commissionata dal Ministero della Salute, sulla qualità della comunicazione on line degli enti del Servizio sanitario nazionale. I risultati evidenziano come le parole-chiave che indicano le condizioni per una comunicazione efficace possano essere individuate in «network cooperativo» (tra attori della rete), «ascolto» e «partecipazione» del cittadino.When it comes to network administration is expected immediately to the use of new technologies as a tool to bring the institutions closer to the citizen and the provision of public services through the Internet. However, this expression also summarizes important new forms of public action, based increasingly on the inclusion of private and third sector organizations in the formulation and implementation of many politiche.In both cases, the communication function is commonly regarded as a strategic resource, not only for the improvement of the quality of online services, but also for the coordination of the different actors involved in the construction and implementation choices pubbliche.Ma is it really so? The strengthening of the communication function and the development of network administration tool to achieve truly represent the 'new public policies "or are contrary to the nth rhetoric of modernization of public action? And under what conditions the development of the communication function can promote effective coordination mechanisms of extensive networks of actors and improve the delivery of online services? Volume responds to these questions from the specific case of health policies, based on the results of a study, commissioned by the Ministry of Health, the quality of online communication entities of the National Health Service. The results show that the key words that indicate the conditions for effective communication can be identified in "Cooperative Network" (between actors in the network), 'listening' and 'participation' of the citizen

    Regolare l'immigrazione: il management dei flussi per lavoro in Europa

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    Tra le sfide che i fenomeni migratori pongono agli stati nazionali, vi è anche la necessità di regolare più efficacemente gli ingressi. Mentre l'Unione Europea cerca di promuovere una maggiore armonizzazione della politiche nazionali, i singoli Stati membri mantengono tuttavia strategie diversificate. Due sono infatti i principali modelli di gestione degli ingressi adottati in Europa: quello presente in Francia, Gran Bretagna e Germania, che controllano i flussi attraverso il sistema dei "permessi di lavoro"; e quello basato sulla determinazione annuale di " quote" di ingresso, per il quale hanno optato invece l'Italia e la Spagna, le quali operano con una logica di regolazione tipica di consolidate esperienze da tempo avviate in Australia, in Canada e negli gli Stati Uniti. Perché queste diverse politiche di ingresso? Attraverso una attenta ricostruzione delle problematiche istituzionali sollevate dai flussi di immigrazione, il lavoro riconduce le scelte maturate in Italia e in Spagna alla necessità di ridurre l'allarme sociale oggi presente in larghe fasce dell'opinione pubblica, che viene in tal modo rassicurata sia attraverso la individuazione di un tetto numerico degli ingressi; sia attraverso un maggior bilanciamento delle diverse aree di provenienza dei "migranti per lavoro". Si riduce in tal modo la vulnerabilità dei confini costieri che caratterizzano questi paesi e si aprono inoltre le porte a una selezione di forza lavoro che può meglio incontrarsi con i fabbisogni del mercato, senza perciò sollevare quei fenomeni di rigetto che periodicamente si presentano ormai non soltanto in Italia e in Spagna, ma anche in gran parte degli altre paesi europei.Among the challenges that migration poses to national states, there is also the need to regulate more effectively the inputs. As the European Union seeks to promote greater harmonization of national policies, individual Member States retain, however, diversified strategies. Two main models are in fact the management of inputs adopted in Europe: the present in France, Britain and Germany, which control the flow through the system of "" work permits "," and that based on the annual determination of "'odds "" input, for which they have opted instead Italy and Spain, which operate with a control logic typical of consolidated experience from time launched in Australia, Canada and the United States. Because these different admission policies? Through a careful reconstruction of the institutional issues raised by immigration flows, the work leads the choices made in Italy and Spain, the need to reduce the social alarm now present in large swathes of public opinion, which is thus protected both through the identification of a roof numeric inputs, either through a greater balance of different areas of origin of the "" labor migrants "." It thereby reduces the vulnerability of coastal boundaries that characterize these countries and also open the door to a selection of workforce that can better meet the needs of the market, so lift those without rejection phenomena that occur regularly now not only in Italy and Spain, but also in most other European countries

    Competenze per governare l'innovazione tecnologica in sanità

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    Negli ultimi decenni la ridefinizione delle pratiche di cura, conseguente all’introduzione di criteri di gestione aziendalistici nelle strutture sanitarie e all’adozione di sistemi a rete tanto nei processi decisionali quanto nell’organizzazione dei servizi sul territorio, hanno determinano specifici bisogni formativi nei dirigenti, negli amministrativi ma soprattutto nel personale medico, orientati all’acquisizione di saperi manageriali che affianchino i classici valori professionali di benessere e di cura dei pazienti. Attraverso storie raccolte in una ricerca condotta tra i partecipanti ad un corso di formazione in management sanitario nella Regione Lazio, questo contributo mostra come le recenti innovazioni tecnologiche ampliano ulteriormente queste sfide formative con la necessità di sviluppare non solo le competenze tecniche ma anche la capacità di gestire in modo attivo questi processi di trasformazione digitale, ridisegnando così il ruolo del middle management in sanità.In the last three decades, the introduction of the private sector management criteria and the adoption of the governance model both in the decision-making processes and in the territorial organizations of services have re-designed the healthcare practices. Therefore health managers, administrative staff but, above all, doctors and nurses have required new managerial skills, as well as the traditional professional patient care values. From the stories collected in a research carried out in a health management training course in the Lazio region, the essay underlines how the recent technological innovations have further increased the training needs not only regarding the technical skills but also the ability to actively manage this digitalization processes, with the reconfiguration of the role of the middle management in the healthcare organizations

    Il governo dei fenomeni migratori in ambito europeo

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    (indice) Dopo l'allargamento ad Est - Le iniziative comunitarie tra principio di burden sharing e prerogative dei governi nazionali - L'entità degli ingressi - Nuovi scenari - Il ruolo dei contesti regionali(Index) After enlargement to the East - The Community initiatives between the principle of burden sharing and prerogatives of national governments - The amount of inputs - New Scenarios - The role of regional context

    Istituzioni e azione pubblica per lo sviluppo sostenibile

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    Quali sono le istituzioni pubbliche coinvolte nelle politiche per lo sviluppo sostenibile (SvS) in Italia? Come si può ricostruire la grammatica istituzionale di questa area di policy? Qual è l’assetto regolatorio nel quale vengono definite le strategie di SvS dei territori e degli attori non pubblici? Questo capitolo - e il relativo insegnamento di riferimento - definisce il quadro interpretativo attraverso il quale, con gli strumenti teorici tipici della sociologia politica, si cercherà di leggere le politiche per lo SvS a partire da tre parole-chiave: regolare, comunicare, agire la sostenibilità

    Etica pubblica e riforma della pubblica amministrazione in Italia

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    Obiettivo di questo saggio è indagare il tema dell’etica pubblica in riferimento ad uno specifico contesto, quello amministrativo italiano, negli ultimi tre decenni oggetto da un lato di critiche e denunce per quei fenomeni di cattiva amministrazione ascritti, dall’opinione pubblica, ad una non corretta interpretazione del ruolo dei titolari di compiti pubblici rispetto sia al sistema organizzativo nel quale operano, sia al pubblico di riferimento e dall’altro di interventi normativi di un certo rilievo anche durante la legislatura tuttora in corso. Dopo una ricognizione degli approcci teorici che si sono interessati al tema dell’etica pubblica, finalizzata a individuare le categorie più utili per interpretare le recenti riforme, questo lavoro si concentrerà sul dibattito pubblico sorto intorno alle misure introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 2009 (cosiddetta ‘riforma Brunetta’), cercando di comparare gli obiettivi della riforma tracciati nei documenti legislativi e quelli descritti, amplificati e discussi nelle pagine degli organi di stampa nazionali

    The Open Government Data Policy as a Strategic Use of Information to Entrench Neoliberalism? The Case of Italy

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    The philosophy of Open Government provides a new paradigm of innovation in public admin-istration built around three key words: transparency, participation and collaboration. Greater transparency of information about the PA and its way of working should help to regain public confidence in the institu-tions, motivating people to take a more active part in decision making processes. It should also encourage them to support the institutions by inputting their own knowledge and abilities, consequently engendering a widespread spirit of collaboration between different public authorities and between them and the pub-lic, businesses and non profit organisations, in order to relaunching the economic value of the Public Sec-tor Information (Huijboom, Van den Broek, 2011). The hypothesis behind this contribution, starting from an approach based on an interpretation of significant elements in public action (Moini 2013) and of their conceptual framework (Fischer 2003), is that through which open government, open data, social media, collective intelligence, and connectivity are key words in a new rhetoric of administrative innovation - summed up in the label ‘’government 2.0’’ - which refers to a form of public action easily seen to be drawn from the neoliberal paradigm (Jessop, 2002), even though subject to some variegated form at na-tional level<br /

    Depoliticizzazione: il caso delle nuove tecnologie nelle amministrazioni pubbliche italiane

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    La letteratura scientifica in materia ha cercato di interpretare la digitalizzazione della pubblica amministrazione ricorrendo a categorie in parte mutuate dai modelli organizzativi del settore privato (New Public Management), come efficacia, efficienza, economicità; in parte con riferimenti al paradigma della governance (o dello stato a rete) che enfatizza una nuova articolazione delle funzioni pubbliche secondo una logica di azione multilevel e con un più ampio coinvolgimento di attori non istituzionali nell’ambito di reti decisionali miste pubblico/privato. Per questo motivo la complessità degli apparati pubblici oggi si connota anche in conseguenza del ruolo svolto dagli attori non politici nel processo decisionale pubblico. Una riconfigurazione dei poteri necessaria per rispondere alla perdita di fiducia nelle istituzioni e alla conseguente «pressione democratica» da parte dei cittadini (Mény, Wright 1994: 24), al processo di europeizzazione delle politiche e alla globalizzazione dei processi economici (Campbell 2004; Knill 2001; Sassen 2008) e, non ultimo, alla necessità di governare driver fondamentali per la crescita economica del Paese quale, appunto, l’innovazione tecnologica (Franceschetti 2011). Alcune caratteristiche sinora meno studiate delle politiche per l’innovazione digitale della PA sono da un lato lo spostamento di responsabilità decisionali verso arene non politiche in senso stretto (Hay 2007), o verso la sfera privata, dall’altro la tendenza a trasformare alcune questioni in issues puramente tecniche, che necessitano di un sapere esperto e rispetto alle quali poco può la capacità di azione della politica (Flinders, Buller 2006). L’obiettivo del capitolo è leggere queste trasformazioni utilizzando il concetto di depoliticizzazione
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