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Ontologia qualitativa, fenomenologia della persona. Intervista a Francesca De Vecchi
In this paper, I interview Francesca De Vecchi (Full Professor of Theoretical Philosophy in Vita-Salute San Raffaele University) about her qualitative ontology and its social and normative implications. If at the foundation of our lifeworld there are significantly qualitative experiences, phenomenology can investigate the most important contemporary issues, such as gender disparity, socio-virtuality depersonalizations and political urgencies
Ontologia qualitativa, fenomenologia della persona. Intervista a Francesca De Vecchi
In this paper, I interview Francesca De Vecchi (Full Professor of Theoretical Philosophy in Vita-Salute San Raffaele University) about her qualitative ontology and its social and normative implications. If at the foundation of our lifeworld there are significantly qualitative experiences, phenomenology can investigate the most important contemporary issues, such as gender disparity, socio-virtuality depersonalizations and political urgencies
La libertà incarnata. FIlosofia, etica e diritti umani secondo Jeanne Hersch
Questo è un libro su Jeanne Hersch e al contempo sul problema della libertà. Esso offre una ricostruzione originale e completa dell'opera della pensatrice ginevrina, e mostra che la sua idea di filosofia è innanzitutto un'idea di libertà che sfocia in una filosofia che è pratica.
La libertà, del filosofo come dell'essere umano, è una capacità che deve essere incarnata, attualizzata e sviluppata nel filosofare e nell'agire. Gli atti liberi sono atti pratici e poetici, in cui il soggetto esercita una "presa formatrice" sulla realtà individuandosi come l'autore dell'atto. La classica causalità dell'agente si specifica in causalità dell'autore. Francesca De Vecchi reperisce così nel pensiero di Jeanne Hersch figure e argomenti per affrontare questioni cruciali proprie del problema della libertà: possiamo imparare a essere liberi? Quando e quanto siamo liberi? Qual è il nesso tra atti liberi e libertà personale dell'agente? Abbiamo bisogno degli altri per essere liberi? Qual è il rapporto tra libertà, politica e diritti umani
Hierarchical bases for non-hierarchic 3Dtriangular meshes
We describe a novel basis of hierarchical, multiscale functions that are linear combinations of standard Rao-Wilton- Glisson (RWG) functions. When the basis is used for discretizing the electric field integral equation (EFIE) for PEC objects it gives rise to a linear system immune from low-frequency breakdown, and well conditioned for dense meshes. The proposed scheme can be applied to any mesh with triangular facets, and therefore it can be used as if it were an algebraic preconditioner. The properties of the new system are confirmed by numerical results that show fast convergence rates of iterative solvers, significantly better than those for the loop-tree basis. As a byproduct of the basis generation, a generalization of the RWG functions to nonsimplex cells is introduced
Eidetica della premeditazione [Überlegung]: connessione a priori vs. connessione simbolica
L’intento di questo lavoro è di offrire un contributo relativamente alla questione dell’esistenza di fondamenti a priori del diritto penale nell’eidetica del diritto di Adolf Reinach.
Nel presente lavoro considero uno dei contributi a mio avviso più significativi che Reinach ha lasciato rispetto alla questione dei fondamenti a priori del diritto penale: il saggio Die Überlegung; ihre ethische und rechtliche Bedeutung (1912/1913).
In questo saggio, Reinach presenta un’originale e feconda descrizione eidetica della Überlegung, ossia del vissuto intenzionale della riflessione e della premeditazione. Überlegung ha infatti in tedesco un doppio significato: il significato, ampio e generale, di “riflessione”, usato nel linguaggio comune, e il significato, specifico e tecnico, di “premeditazione”, usato in ambito giuridico-penale. L’eidetica della Überlegung presentata da Reinach si sviluppa su questo doppio, ma intensamente imbricato, fronte di analisi: Reinach infatti vi rintraccia le linee portanti dell’ontologia materiale sia della riflessione sia della premeditazione.
L’eidetica della Überlegung, avanzata da Reinach, risulta particolarmente interessante ai nostri fini poiché essa si concentra propriamente sull’analisi del nesso tra Überlegung e azione e, implicitamente, sulla domanda che è sottesa a tale nesso: è possibile individuare dei nessi a priori, universalmente validi e necessari, nel rapporto tra Überlegung e azione, sia in ambito etico, (relativamente a un’azione moralmente positiva o moralmente negativa), sia in ambito penale, (relativamente all’azione criminale dell’uccisione di una persona)? L’aspetto penale dell’analisi di Reinach è evidentemente cruciale rispetto alla questione relativa all’esistenza di fondamenti a priori del diritto penale e al rapporto tra tali fondamenti e il diritto penale positivo
I soggetti plurali: l'ontologia sociale di Margaret Gilbert
I address the issue of the variety of social entities and the unity of social ontology. I focus on Gilbert’s account of social ontology as ontology of plural subjects and deal with her concept of shared values as values of plural subjects created by joint commitment
Ontologia regionale sociale e realismo fenomenologico
Il presente contributo verte sull’eidetica del diritto, sull’ontologia sociale e sul realismo fenomenologico di Adolf Reinach.
Le questioni affrontate sono le seguenti:
(i) Il concetto di eidetica: in Husserl (1900-1901 e 1913) e in Reinach (1913, 1914);
(ii) Eidetiche regionali e ontologie regionali (Husserl 1913, Reinach 1913, 1914)
(iii) Ontologia sociale in Husserl (Husserl 1910) e in Reinach (1913)
(iv) Realismo fenomenologico (Reinach 1913, 1914) e il Nuovo Realismo (Ferraris 2012
Filosofia, ritratti e corrispondenze
Il presente saggio si sviluppa intorno ai seguenti temi:
(I) parlare di pensatrici oggi richiede una chiarimento rispetto alla questione della tradizione. Le pensatrici si sono poste di fronte alle questioni fondamentali della tradizione e della storia con una grande radicalità, libertà e concretezza, ognuna condividendo con le altre il tratto di essere autonoma e irriducibile a una scuola.
(ii) Una nuova forma di soggettività?
Nel secolo del nichilismo e dei totalitarismi, della retorica delle filosofie dell'alterità e del decostruzionismo, le pensatrici ci prospettano una forma di costruzione della soggettività che non ha niente di sacrificale né di volontaristico o di salvifico, che non risponde a un dover essere volto a ripristinafe valori perduti o ad assumere maschere di "buona debolezza". Una soggettività piuttosto che fa espereizna di ciò che vive, nel momento in cui lo vive, capace di orientarsi nell'opacità del presente– di dire di sì o di no – e di prospettare forme nuovo di esistenza a partire da un sentire che si radica nella profondità dei propri vissuti segnati dall'incontro e dalla relazione con ciò che è altro – la mia gioia, il mio dolore, ma anche la gioia, il dolore dell'altro, dell'altra
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