111 research outputs found

    Pensieri, sul calamus elegiaco

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    Francesca Favaro   Pensieri, sul calamus elegiaco*     Lo stagno sembra, più ancora che assopito, assetato. Strano a dirsi, in effetti, per una distesa d’acqua... Tuttavia, sulla superficie pressoché immobile, piatta e liscia, aleggia l’ombra di una mancanza, il sentore dell’attesa: come se l’acqua, davvero, avesse sete. Sete di luce, forse, sete di vento. Sete di una rivelazione. Tutt’intorno, le canne palustri mantengono una sorta di virtuoso riserbo e restano ferme, nell’aria calda dell’es..

    Reato abrogato e statuizioni sugli interessi civili

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    A seguito dell'entrata in vigore dei d.lgs nn. 7 e 8 del 2016, ci si è interrogati sulla sorte delle statuizioni civili pronunciate dal giudice penale in sede di condanna dell'imputato una volta intervenuta l'abolitio criminis. A dirimere il contrasto interpretativo, sono intervenute le Sezioni Unite che hanno chiarito come il giudice dell'impugnazione, nel pronunciare sentenza di assoluzione, debba revocare anche i capi della sentenza che concernono gli interessi civili. Molteplici restano i profili di problematicità circa il tenore delle argomentazioni utilizzate e i dubbi di legittimità costituzional

    Le donne sono umane?

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    Nel 1948 la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ha sancito a cosa un essere umano ha diritto. Sono passati oltre cinquanta anni e sorge un dubbio: anche le donne sono umane? Catharine A. MacKinnon risponde senza esitazioni. Quel che accade alle donne ha poco a che fare con i diritti umani perché, nonostante i buoni propositi, la società, il diritto e la politica restano maschili e a molte, troppe, donne è negato il dominio di sé

    C'era una volta. Da Cenerentola a Shrek.

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    Oggi le bambine vivono una vita dinamica e sportiva, ma nelle favole e nei racconti le fanciulle restano fragili ed indifese. Sotto accusa si ritrovano la letteratura per ragazzi ed i libri di testo usati nelle scuole elementari. L’analisi delle fiabe più conosciute evidenzia la presenza di donne/bambine vanitose, unicamente interessate della loro bellezza, pronte a cacciarsi nei guai per la loro stupidità, ma salvate da un “lui” pronto al posto giusto ed al momento giusto; mancano del tutto le donne intelligenti, coraggiose, attive, leali

    Cadono l'obbligatorietà della recidiva "qualificata" e il relativo automatismo sanzionatorio

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    Con la pronuncia in esame viene espunta dall’ordinamento l’obbligatorietà della recidiva comune, in tutte le forme previste dall’art. 99 c.p. e per qualsiasi tipologia di delitto non colposo, persino per quelli più gravi previsti dall’art. 407, comma 2, lett. a), c.p.p. Nel ritenere illegittimo l’automatismo sanzionatorio previsto dal comma 5 dell’art. 99 c.p., la Corte, da un lato, applica il suo consolidato ostracismo per le presunzioni assolute di pericolosità sociale arbitrarie ed irrazionali, e, dall’altro lato, supera il suo tradizionale self restraint in merito al sindacato di costituzionalità sulla misura delle pene, applicando il parametro sia della ragionevolezza sia della proporzione tra entità del fatto e severità della sanzione, senza ricorrere ad un tertium comparationis, bensì facendo leva sulla funzione rieducativa della pena. Controversi restano, tuttavia, gli effetti della pronuncia sia per quanto riguarda la rideterminazione della pena nei giudizi già definiti, sia per le altre ipotesi, pur se minori, di recidiva obbligatoria contemplate nel nostro ordinamento

    Il grande gioco. Buon costume e buon costume stipulativo alla prova dei social network

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    Il lavoro analizza il buon costume di natura stipulativa all’interno di sistemi fondati su una mappa di contratti individuali che alimentano una piattaforma di condivisione. Le comunità virtuali hanno abbondantemente superato la realtà. Agli occhi dell’osservatore, i sistemi virtuali e reali si contaminano vicendevol- mente e, analogamente, le regole di condotta di natura stipulativa contaminano quelle proprie della realtà giuridica. Molti degli standard riecheggiano il conso- lidato contenuto delle clausole generali di ordine pubblico e buon costume, so- prattutto nella parte di richiamo all’hate speech, all’utilizzo di immagini violente o di nudo e, genericamente, qualificate come condotte deplorevoli. Restano, tuttavia, da valutare i termini di definizione di ciò che in concreto è tacciato come deplorevole e affidato al controllo di un algoritmo e/o di un moderatore e gli effetti sul contratto della violazione di quelle regole

    Patrimoni Inattesi. Riusare per valorizzare: Ex-carceri, pratiche e progetti per un patrimonio difficile.

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    Oggi in Italia la maggior parte delle prigioni che sono state più o meno recentemente chiuse – spesso per ineludibili ragioni di inadeguatezza e obsolescenza – restano dove erano, disusate e in un avanzato stato di degrado. I loro spazi parlano di libertà e detenzione, socialità e indifferenza, di un sistema spesso inumano, dell’evolversi del concetto di colpa e punizione e di cosa sia legale e cosa no, e di come tutto questo si sia intrecciato con il progetto architettonico. La complessità di queste architetture non risiede solamente nelle memorie di cui sono state testimoni, ma anche nella loro fisicità e spazialità: edifici pubblici, spesso estremamente stratificati da un punto di vista storico e architettonico, di dimensioni ragguardevoli, intrinsecamente introversi e chiusi. Tutto questo rende la loro manutenzione, gestione ed eventuale riqualificazione particolarmente difficile sotto molti punti di vista: sociali, economici e progettuali. Questa pubblicazione muove da tali considerazioni e dall'idea che questi complessi non siano da considerarsi un problema economico o gestionale da risolvere o una risorsa immobiliare da sfruttare e capitalizzare, quanto piuttosto un patrimonio architettonico e culturale spesso dimenticato e invisibile, da preservare e valorizzare. Il volume raccoglie saggi e contributi di ricercatori, operatori culturali e professionisti dal mondo dell’arte e della ricerca a livello nazionale e internazionale che presentano una selezione di esperienze e riflessioni volte a esplorare ed evidenziare le potenzialità degli ex-carceri, il loro valore sociale, culturale, storico e architettonico con l’obiettivo di stimolare un dibattito intorno alle possibilità e potenzialità del riuso di questi “patrimoni inattesi”

    La Macchina della Memoria. Cronaca di una conversazione dimenticata attorno a una Macchina sventrata

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    I confronti avuti con numerosi giovani nel corso di Epistemologia della macchina, nella Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino, da alcuni anni producono una serie di brevi libere "scritture" che potremmo definire "ai confini della realtà". I capitoli di questo libro sono il frutto di originali ed extravaganti elaborazioni realizzate da una quarantina di dottorandi che, pur provenendo dalle più disparate aree culturali (sempre afferenti alla cultura politecnica), hanno sperimentato l'avventura di valicare i confini delle proprie discipline. Parlare di fanta-scienza sarebbe inopportuno, perché invece è proprio l'immaginazione, a volte irriverente verso i dogmi della scienza, l'unico mezzo per mettere a fuoco ciò che ancora non è parte di una disciplina comprovata. E, sebbene alcune affermazioni faranno sorridere, basterà aspettare per poterne verificare la valenza, se non "scientifica", almeno utopistica. Perché le domande di fondo restano: Che cos'è la scienza? Che cos'è la tecnica? Quale sarà il nostro futuro

    "Il sogno senza limiti. Piccola storia della frontiera"

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    Il concetto di frontiera mobile e il concetto di illimitatezza dello spazio sono fondamentali per cogliere l’essenza della mitologia western. In ogni forma di scrittura (romanzo, poesia, cinema), traspare la forza dello spirito puritano che ha contribuito a sostenere la conquista fino al Pacifico. I Padri restano figure dominanti anche per gli autori che vogliono liberarsene. Tuttavia, il correre della storia genera inquietanti interrogativi perché pone limiti nuovi alla cultura americana, alla quale fino ad oggi sono stati alieni i concetti di muro e di confine
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