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    Madiating the social: Competences and Actions into Intervention

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    The paper mainly takes into account the central role of social mediation in operational terms, not intended as an attempt to solve conflicts between opposite parties, but like the genuine and effective dimension of trifocal social intervention, i.e. the type of intervention which, beyond the bidirectional elapsing gap between professionals and customers, is able to integrate roles, strategic functions and actions by involving simultaneous multidimensional actors (individuals, communities, insti- tutions), which interact in the proximal, relational and social area surrounding the professional and the customer at a specific local context. Trifocality, both in its eth- ical settings and in its practical manifestations, represents a challenge for the Social Work from a professional and relational point of view, since any suggestion of social intervention must necessarily include and represent the strategic role of social action with situational support of social mediator, who can quite rightly be seen as the dynamic intersection of the organizational processes and the pivot pin of the inter- relationships of professional help and social intervention process. In this kind of setting, the professional should try to highlight the centrality and importance of the person in a given situation or context, building up a helping relationship which is: reflexive, promotional, collaborative, devoted to the construction of a project arising from mediation between vision of the situation as narrated by the customer and other stakeholders as well, and vision elaborated about the situation by the professional, according to his own knowledge. Starting from such a negotiation, it should be pos- sible to get a series of assumptions useful to being engaged for the construction of a shared vision of the situation of difficulty leading to evaluation of possible solutions and tasks for their implementation, in order to achieve and solve the issue. Above all, it must be able to learn how to mediate different views of reality that each party claims, knowing how to use the appropriate language, focusing on possible solutions (although temporary), to give a glimpse of and support with convincing arguments,also in economic terms, yet not limited to a simple analysis of the problems. This should consist of its role of society manager

    Prospettive future di benessere: verso nuove forme di welfare

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    Il significato letterale del termine Welfare State è “Stato del Benessere”, ma la sua effettiva traduzione, se contestualizzata in un sistema socia- le, politico ed economico, produce un significato molto più complesso di quello apparente, la cui prerogativa è il benessere sociale dei cittadini in quanto diritto garantito, riconosciuto dallo Stato e riconoscibile, il quale su- pera l’approccio caritatevole e categoriale tipico delle società premoderne, diventando un principio costituzionale inalienabile. Nel corso del tempo ab- biamo assistito a un’evoluzione nelle politiche di welfare, le quali inizial- mente dipendevano e rispondevano solo alle esigenze delle sfere politiche, sino ad arrivare ai giorni nostri ad una politica di governance la cui decisione è il risultato di un’azione regolata e negoziata tra una pluralità di attori pub- blici e privati. Questi ultimi ragionano insieme su azioni collaborative e coo- perative laddove i diversi stakeholder assumono ruoli decisionali e strategici, al fine di orientare decisioni e azioni per il benessere della collettività, for- nendo adeguati servizi che soddisfino sia i bisogni individuali dei cittadini sia i bisogni della collettività, i quali mutano in concomitanza con i cambia- menti sociali, ma anche con la percezione che ne hanno i cittadini. Ci propo- niamo di presentare alcune osservazioni circa le criticità emerse dalla espe- rienza valutativa della programmazione sociale e sulle prospettive future ca- paci di aprire nuove possibilità di interazione e applicazione, in particolare riguardo al modo in cui le politiche programmatorie si stanno muovendo sempre più decisamente verso logiche di partenariato e, quindi, verso rappor- ti e collaborazioni tra settori pubblici, settore pubblico, non profit e privato, al fine di implementare ed ottimizzare una programmazione del partnership welfare autenticamente collaborativo, come peraltro previsto e richiesto dai più recenti ordinamenti attuativi della Comunità Europea

    Alleanze innovative tra scuola, associazioni ed enti locali: l'esperienza dei partenariati di contrasto alla povertà educativa

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    La pianificazione delle politiche di contrasto alla povertà è, nel nostro sistema di welfare, uno dei principali banchi di prova, per la sperimentazione di nuovi percorsi e scenari di innovazione sociale e di collaborazioni reticolari. Negli ultimi anni la sensibilizzazione istituzionale a questo tema è aumentata notevolmente a livello mondiale, e il comune denominatore tra tutti i Paesi è la necessità di pianificare politiche sociali, sanitarie, educative responsabili, collaborative, innovative e sostenibili. (Ianni, 2017; Cesareo, Pavesi, 2019). La pianificazione di politiche di contrasto alla povertà assoluta, sono finalizzate alla costruzione di un benessere comune. Di fatto il periodo contemporaneo, rimette in discussione quei percorsi di standardizzazione dei servizi di welfare assistenziale che negli ultimi vent’ anni hanno caratterizzato l’agenda politica nel nostro paese, verso prospettive innovative. Nel nostro Paese, dal 2016 ad oggi si sono sperimentate azioni e programmi di contrasto, un esempio tangibile di misura nazionale per il contrasto alla povertà assoluta è avvenuto con l’introduzione del Reddito di Inclusione (REI) nel 2018, successivamente sostituita dal Reddito di Cittadinanza (RdC) , in un momento storico in cui cresce la domanda di protezione sociale da parte di categorie di cittadini, che fino a pochi anni fa non erano considerati possibili utenti a rischio

    State of the Arts of mediation. Concepts, principles, types, the role of the mediator

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    To understand the role of mediation, as a recognized and recognizable discipline, we must start from the «conflict theory». Theories of mediation and their differentiated approaches developed over time are a response to the analysis of conflict

    Verso la sussidiarietà "circolare". La programmazione sociale in Abruzzo

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    Questo lavoro descrive le azioni programmatorie che la Regione Abruz-zo ha reso operative, indiziandone la prima esperienza di pianificazione nel 1998 fino alla situazione attuale. Tale analisi risulta interessante alla luce dei mutamenti della programmazione delle politiche sociali della Regione Abruzzo nel periodo di riferimento che prenderemo in conside-razione, con diversi cambiamenti sia progettuali sia operativi. Almeno nella sua fase iniziale, ha avuto il merito di essere una programmazione innovativa, la quale ha anticipato una visione di programmazione sociale più vicina al cittadino, una programmazione zonale, attenta alla lettura del bisogno con l’obiettivo di operare sul territorio attraverso una siner-gia e collaborazione attiva tra le varie istituzioni e professionalità. Nello specifico sono descritti gli sviluppi della programmazione nelle varie pianificazioni regionali succedutesi negli anni fino alla presentazione delle nuove linee guida previste per il triennio 2016-201

    Il servizio sociale tra bisogni e territorio

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    A partire dalla fine degli anni Settanta, l’organizzazione e programmazione delle politiche e dei servizi sociali cominciano a modificare il proprio ap-proccio alla lettura e al soddisfacimento dei bisogni del cittadino. Il loro principale obiettivo è quello di porre una maggiore attenzione alle nuove esigenze e ai nuovi bisogni che sono in continua evoluzione e riuscire a cogliere, nel territorio, non solo gli utenti che richiedono esplicitamente un supporto da parte delle istituzioni più vicine al cittadino, ma anche l’utenza cosiddetta potenziale. Tale capacità, come avremo modo di spiegare, deve essere maggiormente messa in campo da parte degli operatori del sociale, ossia da tutti coloro che hanno un privilegiato rapporto diretto con l’utenza, al fine di rendere operativo e concreto il benessere della collettività

    Le dimensioni relazionali e conflittuali della valutazione sociale

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    Un percorso valutativo è un’azione di ricerca, di verifica, di appren-dimento e in alcuni casi è anche un’azione previsionale, sia nelle fasi iniziali di implementazione di un processo, sia nelle fasi intermedie e nel risultato conseguito. Questo è un presupposto valido in qualunque cam-po disciplinare o settore professionale che prevede necessariamente il contributo della ricerca sociale, pur nella diversificazione degli elementi che caratterizzano il campo semantico di ogni ricerca
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