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    Basta un numero? La repressione violenta del dissenso: G8 di Genova, No Tav, le rivolte in carcere

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    Sono trascorsi vent’anni dai fatti che hanno insanguinato Genova, nei giorni in cui si teneva la riunione dei capi di governo dei maggiori Paesi industrializzati. Luglio 2021, si diffonde la notizia – accompagnata da immagini difficilmente controvertibili – di una reazione violenta al di là di ogni ragionevole comprensione, attuata dalla polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere, a seguito delle proteste che il 6 aprile 2020 alcuni detenuti avevano inscenato, allarmati per il primo caso di contagio da Covid-19. C’è un filo che lega tra loro questi avvenimenti, diversi ad un primo sguardo, per origine delle rispettive dinamiche, ma omogenei nella sostanza, anche dal punto di vista dell’inquadramento dei fatti di reato contestati.

    IL reato di accattonaggio: "a volte ritornano"

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    Il decreto legge n.113/2018, convertito con modificazioni dalla legge n.132/2018, più comunemente noto come decreto Salvini, reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, e molto altro ancora. Questo contributo si concentra sul commento alla nuova fattispecie di accattonaggio, che rivitalizza una previgente disciplina (art. 670 c.p.) abrogata in parte nel 1995 dalla Corte Costituzionale, poi del tutto depenalizzata dal legislatore nel 1999

    DALLE RUSPE ALLE POLITICHE DI INCLUSIONE: I REATI CULTURALMENTE ORIENTATI NELLA DOSIMETRIA DELLA PENA

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    La Cassazione a distanza di sei mesi condanna due uomini rom, nel primo caso per la “vendita in sposa” della propria figlia minore, nel secondo per l’impiego di una minore nell’accattonaggio. Accanto all’importante affermazione del valore indiscusso dei diritti fondamentali, si apre uno spiraglio per l’applicazione di una pena, in concreto, calibrata sulle peculiarità culturali dell’autore. Negli ultimi anni il reato culturalmente condizionato sta riscuotendo un’attenzione sensibilmente crescente nella giurisprudenza di legittimità, che mostra inusuali flessibilità applicative in bonam partem. Tuttavia, in alcuni frangenti, sarebbe più efficace un confinamento del diritto penale in funzione di extrema ratio, implementando l’apparato di risorse socioeconomiche e culturali, che più efficacemente sono in grado di prevenire questi specifici comportamenti illeciti. In questa direzione si è mossa una recente raccomandazione del Consiglio d’Europa, sull’uguaglianza, inclusione e partecipazione di Rom e Sinti alla vita civile di ciascun Paese (2021-2030)

    Le misure di prevenzione personali nel contrasto ai fenomeni di violenza negli stadi: invecchiando, rinvigoriscono

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    L’eco di un diritto penale del nemico sembra risuonare distintamente, là dove la relazione dialettica amico/nemico sollecita una netta stigmatizzazione. Il tifoso violento, così come lo straniero irregolare, il tossicodipendente, la persona politicamente pericolosa, o quella senza una fissa dimora, possiedono la caratteristica comune di generare realmente o percettivamente un diffuso allarme sociale, rispetto al quale è più facile fornire una rassicurazione che passi attraverso l’uso di strumenti drasticamente inabilitanti

    La giurisdizione in alto mare: tra universalità tentata e territorialità consumata (commento a cassazione, sez. 1, 2 luglio 2021, n.31652)

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    Con la sentenza in commento la Cassazione afferma la giurisdizione del giudice penale italiano per i reati di cui all’art. 12, co. 1 e seguenti, TUI, ovvero favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e per omicidio volontario plurimo, di cui all’art. 575 c.p., avvenuti in alto mare. Il presupposto normativo è costituito dall’art. 7, co. 1, n. 5, del codice penale, al quale si riconosce natura «autoapplicativa», così come alla Convezione ONU di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale. Tuttavia, non manca il richiamo anche all’art. 6 c.p., là dove si qualificano le condotte come «correlate» a reati commessi sul territorio italiano.With the sentence in question, the Supreme Court affirms the jurisdiction of the Italian criminal judge for the offenses described in Article 12, co. 1 and following, TUI, i.e. aiding and abetting illegal immigration, and for multiple voluntary homicide, as codified in art. 575 of the Criminal Code, which took place in high sea. The regulatory premise is constituted by Article 7, first paragraph, no. 5, of the Criminal Code, which is recognized as «self-applying», as well as the UN Convention in Palermo against transnational organized crime. However, there is also a reference to Article 6 of the Criminal Code, where the conduct is qualified as «related» to crimes committed on Italian territory

    Il decreto Salvini, immigrazione e sicurezza. Commento al d.l. 4 ottobre 2018, n.113, conv. con mod. in legge 1 dicembre 2018, n.132

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    Il 5 ottobre 2018, su proposta del Ministro degli Interno on. Matteo Salvini, viene varato dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto “decreto sicurezza”. Il 9 ottobre inizia l’esame in Parlamento della legge di conversione. Il primo passaggio è in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Gli originari 40 articoli diventano 73, con l’aggiunta di numerosi nuovi commi. Per l’approvazione in Senato, il Governo pone la questione di fiducia. Il provvedimento passa successivamente al vaglio della Camera che, con un nuovo voto di fiducia, approva senza apportare emendamenti o integrazioni. Il testo della legge 1 dicembre 2018, n. 132 viene quindi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281, del 3 dicembre 2018, ed entra in vigore il giorno successivo

    La tutela penale del lavoratore dai rischi psicosociali: stress da lavoro-correlato e mobbing

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    Il volume è dedicato all'approfondimento sistematico delle principali peculiarità del diritto penale della sicurezza sul lavoro. Tali peculiarità si manifestano, ad esempio, sul piano delle fonti, interne ed europee; dei soggetti attori della sicurezza e delle loro reciproche interazioni; delle tecniche di tutela adottate per la protezione dei beni fondamentali - collettivi e individuali - coinvolti. Il sotto-sistema "sicurezza sul lavoro" ha plasmato così un "volto nuovo" del diritto penale, che nell'arcipelago del diritto penale economico, si mostra come modello regolativo dotato di notevole forza espansiva, tanto da aver ispirato, in alcune propaggini, anche altri sotto-sistemi normativi come, ad esempio, la disciplina della responsabilità da reato degli enti o il diritto penale dell'ambiente. Il volume mira ad inserirsi nel vivace dibattito sulle principali questioni interpretative e applicative che agitano questo fondamentale settore normativo, attraverso un approccio non solo descrittivo, ma critico e problematico

    Le alterne vicende del reato di mendicità

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    Il decreto legge n.113/2018, convertito con modificazioni dalla legge n.132/2018, più comunemente noto come decreto Salvini, reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, e molto altro ancora. Questo contributo si concentra sul commento alla nuova fattispecie di accattonaggio, che rivitalizza una previgente disciplina (art. 670 c.p.) abrogata in parte nel 1995 dalla Corte Costituzionale, poi del tutto depenalizzata dal legislatore nel 1999

    Il diritto penale speciale del testo unico immigrazione. Uno sguardo ad alcune fattispecie criminose

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    Per afferrare le molte sfaccettature del fenomeno migratorio, il volume adotta una prospettiva multidisciplinare, combinando lo sguardo socio-criminologico con l'analisi giuridica, dedicata alle diverse interazioni vissute dai migranti in rapporto al territorio, al lavoro, alla sfera penale e al processo

    Il Daspo urbano: “l’eterno ritorno dell’uguale”

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    Il cosiddetto decreto Lamorgese (d.l. 130/2020, convertito in legge n. 173, 18/12/2020) ha introdotto modifiche significative riguardanti la disciplina del divieto di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, cosiddetto Daspo urbano. Accanto alla novità legislativa, alcune considerazioni sulle misure di prevenzione personale
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