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Matronae in domo et in re publica agentes. Spazi e occasioni dell’azione femminile nel mondo romano fra tarda repubblica e primo impero. Atti del Convegno Internazionale, Venezia 16-17 ottobre 2014.
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno Matronae in domo et in re publica agentes. Spazi e occasioni dell'azione femminile nel mondo romano fra tarda repubblica e primo impero. Il Convegno ha rappresentato l'appuntamento conclusivo del progetto di Ateneo 2012 “Matrone in politica, politica delle matrone. Spazi e modalità dell’azione femminile nella tarda repubblica romana.” Gli Atti costituiscono la sede di confronto e sintesi sulle particolari modalità
dell'azione femminile in Roma antica nel periodo di transizione fra I
secolo a.C. e I secolo d.C.; specifica attenzione è riservata all’aspetto delle interferenze in ambito pubblico e politico delle matrone, tradizionalmente confinate all'interno dello spazio fisico e ideologico della domus. Si privilegia un approccio interdisciplinare al tema, attraverso il coinvolgimento di specialisti della storia politica tardo-repubblicana e proto-imperiale competenti nell’esegesi della tradizione storiografica, nello studio della documentazione epigrafica, numismatica ed archeologica. La pubblicazione ha una dimensione internazionale e rientra tra le attività del gruppo di ricerca GIEFFRA (Groupe International d’Etudes sur les Femmes et la Famille dans la Rome Antique) coordinato da François Chausson, Isabelle Cogitore, Francesca Cenerini, Francesca Rohr
Considerazioni introduttive.
Il contributo mette in luce le problematiche connesse alla trasformazione della condizione femminile in Roma antica tra età repubblicana e primo impero, definendo le tematiche su cui porteranno l'attenzione i contributi compresi nel volume
Premessa
Il contributo delinea le ragioni e le conseguenze dell'affermazione dei viri militares, i 'signori della guerra', sulla scena politica romana nel I secolo a.C. e mette in luce come costoro, che ottennero il potere mediante strumenti altri rispetto alla prassi repubblicana, avvertirono l'esigenza di una indiscutibile legittimazione e pertanto attivarono strategie comunicative efficaci, volte a garantirne l'omologazione a coloro che, accreditati da antenati autorevoli, tradizionalmente vantavano il diritto al governo di Roma. Il contributo individua quindi le tematiche oggetto degli studi confluiti nel volume
Protagoniste della memoria, interpreti del passato, artefici del futuro: ‘matronae doctae’ nella tarda repubblica.
La costruzione della memoria storica rappresenta una delle iniziative gravide di ripercussioni sulla scena politica in cui si registrò, in particolare nella tarda repubblica, il coinvolgimento delle matrone, talvolta con ricadute di rilievo. A questo processo esse concorsero in forma passiva, come soggetti di un ricordo costruito da altri. Così nel 69 a.C. il ricordo di Giulia e Cornelia fu valorizzato da Cesare al servizio della sua ascesa politica; nel 62 a.C. l’immagine di Mucia venne utilizzata dallo stesso Cesare a vantaggio delle strategie di azione sue e di Pompeo; nel 54 a.C. la memoria di Giulia fu sfruttata nella contrapposizione polemica tra i due triumviri non più alleati; nel 40 a.C. il ritratto delegittimante di Fulvia, costruito, in una convergenza di interessi contingenti, da Ottaviano e Antonio, concorse alla politica del genero e del marito. Ma le matrone intervennero nella codificazione della memoria anche in termini attivi, come interpreti esse stesse del passato. Furono molteplici i contesti in cui le donne operarono in questo senso: la gestione dei corpi dei loro parenti defunti (così ad esempio Servilia); i funerali dei loro congiunti (come Fulvia); l’educazione dei loro discendenti (così Cornelia); la definizione della storia gentilizia e dei suoi attori (come Azia). Attraverso queste tipologie di intervento le matrone, escluse dal loro stesso genere dalla politica, ebbero modo di condizionare anche significativamente la politica sia del loro tempo che dei secoli successivi
La voce e il silenzio: il dissenso delle matrone al tramonto della Repubblica.
Il contributo indaga le diverse modalità comunicative attivate dalle matrone romane, in ottemperanza o in violazione del mos maiorum, nella tarda repubblica romana e l'utilizzo delle stesse come strumento di dissenso, in un periodo che, connotato da tratti di eccezionalità per il perdurare delle guerre civili, consentì alle donne romane spazi di azione pubblica e politica in precedenza loro esclusi
Dux femina: Fulvia presso le truppe nella guerra di Perugia .
Il contributo si propone di ripercorrere l'azione di Fulvia, moglie di Marco Antonio, nel contesto della guerra di Perugia, ove la donna, omologando i suoi comportamenti a quelli di un vir militaris, assunse le funzioni di soldato, ufficiale e anche comandante sul campo. Il contributo analizza anche le distorsioni della memoria che la propaganda di Ottaviano e quella di Antonio attuarono, denigrando post eventum la matrona
Matronae nella tarda repubblica: un nuovo profilo al femminile.
Il contributo si propone di fornire un quadro generale delle rinnovate condizioni dell’azione pubblica e politica femminile nel I secolo a.C., quando reiterate guerre civili allontanarono molti uomini dalle sedi istituzionali e consentirono alle matrone di interferire nella dialettica politica. Quali sono le occasioni in cui le donne agiscono in politica e quali le tipologie delle loro azioni ? Le iniziative femminili rimangono confinate all’ambito privato, ora assurto anche a sede della politica, oppure si compiono in sede pubblica ? Attraverso quali strumenti, e in particolare mediante quali linguaggi, le matrone attuano le loro strategie ? Quale ruolo svolgono, tra esigenze di omologazione e spinte all’innovazione, i modelli maschili di azione politica e le esperienze pregresse femminili di iniziative pubbliche ? Su questi interrogativi si articola il contributo, mettendo in luce una casistica estremamente articolata di forme di interferenze matronali nella vita politica, che suggerire come il fenomeno in questo specifico contesto cronologico avesse assunto forma pervasiva
Le fonti letterarie romane
Il contributo ripercorre la storiografia romana nella sua funzione di fonte per la ricostruzione della storia di Roma antica, attraverso i generi e i principali autori, con attenzione specifica alle problematiche della ricostruzione storica in antico e dell'uso delle fonti storiografiche da parte dei moderni
Costruire la memoria: uso e abuso della storia fra tarda repubblica e primo principato.
Il volume, che raccoglie gli atti del Convegno Interazionale "Costruire la memoria: uso e abuso della storia fra tarda repubblica e primo principato" svoltosi a Venezia il 14 e il 15 gennaio 2016, indaga, attraverso casi individuati dai contributori, come la ricostruzione della storia tardo repubblicana e della prima età imperiale nelle fonti sia oggetto di manipolazioni diverse per tipologia, finalità, esiti; origini tradizioni contrastanti su molti momenti del passato e si traduca in un importante strumento della politica. Il Convegno, di cui il volume pubblica i contributi, ha rappresentato il terzo appuntamento congressuale (dopo le esperienze del 2010 e del 2013) organizzato dal gruppo di ricerca "Fra repubblica e principato", diretto da R. Cristofoli, A. Galimberti e F. Rohr Vio, che si propone di indagare l storia del I secolo a.C.-I secolo d.C. mediante il coinvolgimento di specialisti che consentano l'impostazione di studi interdisciplinari di respiro internazionale
Muli e mulattieri tra pregiudizi sociali e polemiche politiche.
La qualificazione di Publio Ventidio Basso come mulio rientra nella topica della polemica politica della tarda repubblica romana. L'attività di allevatori e trasportatori della famiglia di Basso subisce un ridimensionamento squalificante ad opera della propaganda ottimate con il fine di delegittimare Il personaggio nelle sue ambizioni di ascesa politica
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