49 research outputs found
Dal Potlach alla solidarietà. La relazione con l’altro come fondamento delle nostre modalità di consumo e condivisione
Le concezioni del benessere o malessere dell’abbondanza o scarsità possono essere molto differenti in considerazione delle nostre aspettative, del nostro tenore o stile di vita, dei nostri bisogni.
Nell’esordio del suo La società dei consumi3, Baudrillard mette a confronto le differenti percezioni della natura dell’uomo primitivo e dei nostri contemporanei. Nel primo caso la natura appare benigna e generosa, ma il consumo è possibile solo quando sentiamo il bisogno di avere di più e dunque avvertiamo maggiormente la scarsità. La scarsità può essere costruita per farci sentire il bisogno di consumare. Distinguere tra bisogni reali e indotti in alcuni casi è difficile, soprattutto in una società che considera il consumo come motore del suo sviluppo. Diverse concezioni del consumo hanno prodotto l’abitudine a comprare molto più delle nostre necessità sia per ragioni ostentative che per timore di restare senza beni.
Il consumo è un indicatore del nostro stile di vita e della nostra relazione con gli altri. Il consumo di beni per distinguerci o per affermarci, per dimostrare la nostra superiorità o testimoniare la nostra sensibilità e solidarieta
Il dialogo civico tra disordine e governo delle paure
Il dialogo civico è necessario e si basa su una doppia fiducia: quella dei cittadini nelle istituzioni e quella delle istituzioni nei cittadini. Oggi viviamo una profonda crisi della fiducia legata anche al bisogno frustrato di approvazione, riconoscimento, dignità sociale. Gli spazi di comunicazione e confronto si assottigliano, ma è necessario costruire occasioni e pratiche per esercitarsi in questo delicato compito e evitare che le paure compromettano la convivenza civile.Civic dialogue is necessary and is based on a double trust: that of citizens in institutions and that of institutions in citizens. Today we are experiencing a profound crisis of trust also linked to the frustrated need for approval, recognition, social dignity. The spaces for communication and discussion are becoming thinner, but it is necessary to build opportunities and practices to exercise this delicate task and prevent fears from compromising civil coexistenc
Il potere dell'ascolto la dimensione dello sguardo per decostruire la stigmatizzazione urbana
Le categorie che usiamo per definire un contesto influiscono sulla autopercezione degli abitanti riproducendo circoli viziosi di paura e punizione, sfiducia, fatalismo, approfondiscono la distanza percepita delle istituzioni. Cosa accade se si modifica il modo di guardare ai luoghi, la direzione dello sguardo? Se si chiede agli abitanti di descrivere se stessi e il contesto in cui vivono? Analizzeremo alcune interviste realizzate da una web radio nel quartiere Libertà di BariThe categories we use to define a context influence the self-perception of the inhabitants, reproducing vicious circles of fear and punishment, mistrust, fatalism, deepening the perceived distance of the institutions. What happens if you change the way you look at places, the direction you look? What if the inhabitants are asked to describe themselves and the context in which they live? We will analyze some interviews carried out by a web radio in the Libertà district of Bar
Recensione a Remotti: Contrro l'identità.
L'identità e la differenza determinano gli uomini nelle diverse culture. Remotti analizza il legame fra rivali nelle tribù dei Tupinamba
Il gioco delle statue: tempo e identità del minore "a rischio"
Definire l'identità di un minore significa prevedere anche il suo futuro e talvolta predeterminarlo. Gli interventi di prevenzione della devianza minorile non rischiano di anticipare il futuro, più che scongiurarne gli esiti non voluti? Il testo contiene riferimenti teorici sui nuovi diritti dei minori, sui minori come cittadini del presente, sul dilemma libertà -protezione, ma anche un'osservazione partecipante di un intervento di prevenzione della devianza condotto attraverso il gioco e esercizi di teatro dell'oppresso. L'osservazione mette in luce culture e subculture presenti nelle azioni dei ragazzi, degli operatori, sei servizi, delle istituzioni
Fattori meridiani. Gruppi di acquisto solidale e rappresentazioni del consumo e della ruralità
Il consumo critico restituisce centralità al consumatore, che utilizza il proprio
potere di spesa per sostenere o boicottare i soggetti che rispettano o
sfruttano i lavoratori, i territori, le colture. Il consumatore acquista coscienza
del proprio ruolo strategico e creativo per modificare il campo in cui la
partita del consumo si gioca, individualmente o collettivamente. La ricerca
“Rinnovare le culture del consumo per il benessere psicofisico-economico”
all’interno del programma “Future in Research” è partita dai gruppi di
acquisto solidale in terra di Bari e in Puglia, che talvolta coesistono o si trasformano
in mercati contadini o orti urbani utilizzando l’agricoltura sociale
che dà una chance lavorativa a persone altrimenti escluse dalle logiche
incapacitanti del profitto. Nel testo si raccontano alcune realtà non adeguatamente
conosciute per fornire un orizzonte di azione condivisa e ricostruzione
della solidarietà.
I nuovi contadini del Sud sono autodeterminati e intraprendenti, hanno
un capitale culturale che consente loro di pensare e realizzare azioni innovative.
La scelta di partire dal Sud non è casuale ma risponde al bisogno di
ridare centralità a soggetti che sono stati sempre descritti come “segno
meno”, in ritardo di sviluppo; soggetti che vengono misurati con metri di
giudizio a loro estranei e paragonati a contesti diversi. Oggi non si riflette
più sull’omologazione e gli standard di eccellenza vengono sempre definiti
altrove. Questo toglie fiducia e soffoca l’iniziativa. Quali fattori possono
contribuire a rovesciare questa tendenza? La Puglia ha investito sulla creatività
che ha prodotto realtà innovative e può ancora farlo per creare immaginari
che non ostacolino ma favoriscano il benessere sostenibile e solidale
Nonviolence in Education for Social Justice
Social justice is today increasingly undermined by inequalities, conflicts, climate change and economic crises. Within this context of polycrises, education could be a democratic tool for social emancipation and improvement of life chances. But education can take on different meanings by virtue of the symbolic universes that fuel it by attributing specific purposes to the educational action. This panel intends to explore the close link between education and nonviolence (Capitini, 1967-68; Muller, 2002; Falcicchio, 2022). The emphasis on competition and individualism has repercussions in social life. Solidarity, cooperation, community are placed on the margins. Nonviolence is a concrete possibility of achieving coexistence with others, making peace among humans and with the planet (Langer, 2005). Listening, dialogue and mutual understanding temper opposing fundamentalisms, stereotypes and prejudicial closures. In our relationship with others, we can get involved or close ourselves into defensive approaches fostering polarization or doing something else to break the circle of violence.
Governance disposals in education tend to separate deserving and undeserving minors, to be rewarded or punished, ending up reproducing educational inequalities and recognizing rights to some while depriving others of opportunities and trust. Surveillance and punish or educate about rights, freedom, nonviolence? Freedom does not have the same meaning for all men if to have rights it is necessary to be strong (Resta, 1996; Rodotà, 2013)
Poteri diritti e democrazia. La costruzione dell'identità e il futuro incerto.
Oggi si assiste al paradosso per cui per far valere i propri diritti è necessario essere forti. La realtà mette alla prova i principi e i valori alla base della cultura democratica. E' possibile oggi scegliere l'identità? La globalizzazione rappresenta un'opportunità per i soggetti? Come le incertezze future e presenti condizionano il nostro rapporto con la realtà in cui viviamo
