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    „Eine Expedition im hohen Eise“. Psychologie des Ausnahmezustands in Erich Maria Remarques Roman Der Funke Leben

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    Ausgehend von Erich Maria Remarques Überlegungen zum heiklen Verhältnis von ‚Psychologie‘ und ‚Macht‘ im Bestseller Im Westen nichts Neues erkundet Cristina Fossaluzza im vorliegenden Beitrag die bisher kaum beachtete Interpretation des Kriegserlebnisses der Frontsoldaten als ‚psychologischen Ausnahmezustands‘. Anhand von Remarques spätem Roman Der Funke Leben, in welchem die Psychologie von Tätern und Unterdrückten (diesmal auf das System der Konzentrationslager bezogen) erzählerisch verarbeitet wird, untersucht die Verfasserin diese psychologische Herangehensweise an das Thema des ‚Ausnahmezustands‘. Dabei geht Fossaluzza nicht zuletzt auf Remarques bewusst „überbetonten“ Schreibstil ein, einen Stil, der das ‚Unerhörte‘ der Geschichte literarisiert und schon früh den Weg zu einer fehlenden ‚Sprache der Latenz‘ sucht

    Giacomo Casanova: Erinnerungen, übersetzt und eingeleitet von Heinrich Conrad, München und Leipzig : Georg Müller, 1907-1913, 13 voll.

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    Scheda nel Catalogo della mostra tenutasi a BALI - CFZ, realizzato cura di Antonio Trampus e Gianluca Simeoni, con la collaborazione di Cristina Fossaluzza, Ivan Lo Giudice, Julien Zanetta. Per la prima volta nella lunga storia di Giacomo Casanova e delle sue "Memorie" – come comunemente è conosciuta l’"Histoire de ma vie" pubblicata solo nel 1822 – il volume riunisce alcune fra le traduzioni più rappresentative di quest’opera che si è diffusa a livello internazionale

    Gli affreschi della Scuola dei Battuti di Conegliano

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    Quest’opera è strettamente collegata al restauro degli affreschi della facciata del Cima, lavoro completato nel 2003. Si tratta di una lodevole impresa compiuta grazie a una molteplicità di istituzioni quali il Comune di Conegliano, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Venezia, la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, la Regione Veneto, la Curia Vescovile e molte aziende appartenenti al Rotary Club. L’autore, il professor Giorgio Fossaluzza, ci aiuta, con questo volume, a conoscere la storia dei Battuti e ci riassume, passo dopo passo, il cammino di questo restauro. Entriamo con lui, in punta dei piedi, anche all’interno della Sala dei Battuti, per scoprire gli splendidi affreschi di Francesco da Milano e di Ludovico Pozzoserrato e approfondire nel dettaglio questa monumentale opera, vanto della Città di Conegliano

    Castelfranco, la Marca e Treviso

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    Un percorso in distinti ambienti artisti del Veneto collegati tuttavia dal particolare riguardo riservato alle manifestazioni della pittura moderna proposte con inedite connessioni. Non mancano aspetti di novità, ad esempio a proposito dell’attività feltrina di Lorenzo Luzzo in palazzi nobiliari

    Profilo inedito di Giovanni Bisson: tutto il sentimento del colore

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    Si tratta del profilo inedito di un’artista formatosi nella bottega di Bepi Modolo, naturalizzatosi vicentino, frequentata con più assiduità a partire dal 1947 e fino al 1957, anno in cui dà inizio alla sua attività autonoma e matura nuove e determinanti esperienze, frequentando corsi liberi presso l’Accademia di Belle Arti a Venezia, soprattutto prendendo contatti con artisti operanti, ad esempio, in Lombardia, Liguria, il Trentino gardesano. Particolare attenzione ha il riscontro dell’esperienza di lavoro a Stella di Gameragna presso Albissola e della conoscenza di artisti del Gruppo di Corrente che si erano dispersi nel Dopoguerra dando vita a percorsi autonomi. In tali circostanze Bisson ebbe modo di operare le sue scelte estetiche fondamentali che furono, rispetto alla sua stessa formazione, affatto autonome. Quelle in seguito attuate e vagliate su più linee tematiche nell’ambito strettamente del figurativo

    Qualche recupero al catalogo ritrattistico del Bordon

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    Si tratta di una ricerca di carattere attributivo. Si aggiunge al catalogo di Paris Bordon un buon numero di ritratti di diversa tipologia, notevoli anche per il livello qualitativo. Si inseriscono nei momenti nodali del percorso stilistico del pittore. Si accerta in tal modo, ad esempio, l’adesione a quella che viene definita la “linea neogiorgionesca” della pittura veneziana degli anni Venti. Si attribuisce a Bordon il ritratto d’uomo del Muzeu de Arte di San Paolo del Brasile a lungo ritenuto di Tiziano. L’indidividuazione in collezione privata statunitense della versione di maggior livello esecutivo della cosiddetta Vilante consente la seriazione degli altri esemplari, quelli autografi, delle copie e derivazioni

    Note storiche e artistiche sulla nuova chiesa della Natività della Beata Vergine in Santa Maria di Campagna

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    Il contributo ricostruisce i contesti di vita religiosa e sociale nei quali il vescovo Giuseppe Zaffonato annuncia la necessità di una nuova chiesa (1946), il vescovo Giuseppe Carraro benedice e posa la prima pietra (1956), il successore Albino Luciani la apre al culto con solenne benedizione (1963), alla vigilia della partecipazione all’apertura del Concilio Vaticano II. Particolare riguardo è dato ai riti liturgici che riguardano questi momenti. Si considera il progetto architettonico di Luigi Candiani di matrice neoromanica, con riferimento alle sue opere in diocesi di Treviso realizzate tra le due guerre. Si delineano gli orientamenti estetici della commissione proposta alla ricostruzione delle chiese distrutte nella Grande Guerra. Per il dopoguerra si pongono a confronto le novità antesignane promosse a Bologna dall’arcivescovo Giacomo Lercaro e le scelte in diocesi periferiche come quelle di Treviso e di Vittorio Veneto. Il contributo si completa con l’ampia documentazione dell’antica chiesa distrutta, il catalogo delle opere d’arte superstiti rinvenute nell’occasione. Chiude una prospettiva di ricerca: le ipotesi sulle origini della chiesa in base a inedite testimonianze dei secoli IX-X; l’edizione dell’inedito documento del 1514 di consacrazione della chiesa ricostruita dai Canonici Regolari di Sant’Antonio di Castello di Venezia che ne ebbero da allora la cura pastorale durata fino al 1773, riguardante tutte le chiese della pieve di Chiarano

    Documenti e regesti per servire alla storia dell’oratorio di Sant’Urbano a Pianzano e delle chiese della pieve di San Fior

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    Il contributo offre il riordino ragionato e annotato delle fonti documentarie a disposizione, in particolare presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, riguardanti la pieve di San Fior, Diocesi foranea del Patriarcato di Venezia nel territorio della Marca Trevigiana. I documenti considerati riguardano gli anni 1180-1758. L’incrocio dei dati e le annotazioni contribuiscono a ricostruire il contesto di molte iniziative culturali e artistiche, non solo di respiro locale ma nella prospettiva del legame speciale con Venezi

    Bassa Padovana

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    L’itinerario comprende Praglia, Balduina, Corezzola, Lendinara e Cittadella. Dell’abbaziale benedettina di Santa Maria Assunta di Praglia si considera il progetto architettonico riferito a Tullio Lombardo. Del complesso monastico si esaminano gli affreschi seguenti: il Crocifisso e i due dolenti di Bartolomeo Montagna del Refettorio, la Deposizione di Cristo e i santi Benedetto e Scolastica di Girolamo dal Santo del Capitolo, il Cristo deposto di un ambiente attiguo al capitolo assegnabile alla bottega di Bartolomeo Montagna. Alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Balduina appartiene la tavola della Sacra famiglia di Girolamo da Treviso il Giovane che si colloca nella problematica fase giorgionesca, ossia nel secondo decennio del Cinquecento, come poche altre opere contrassegnate dal monogramma più credibilmente riconducibili al pittore che è attestato a Bologna solo dal 1519. Si illustra l’affresco con Sacra conversazione di Girolamo dal Santo della chiesa parrocchiale di Corezzola assegnabile al 1521 circa. Si tratta di un esempio significativo di come il pittore padovano accolga il lascito di Giorgione attraverso l’interpretazione datane a Padova da Tiziano e dal Romanino. Nell’itinerario giorgionesco della Bassa Padovana non poteva mancare la segnalazione della Madonna con il Bambino e un angelo musicante, tavola firmata e datata da Domenico Mancini nel 1511. Si tratta dello scomparto centrale di un polittico disperso destinato al duomo di Santa Sofia. Del pittore non si conoscono altre opere documentate. Questa superstite accerta ad una data cruciale l’attività di un pittore al passo con i tempi, con riferimento a un prototipo di Giovanni Bellini, ma interpretato accogliendo il tonalismo di Giorgione e Tiziano. Si fa cenno, infine, agli affreschi del Palazzo Pretorio di Cittadella recuperati negli ultimi anni. Sono testimonianza della presenza in questa residenza cittadina della corte di Pandolfo IV Malatesta a partire dal 1504. Si tratta di un complesso programma iconografico con le effigi di uomini e donne illustri e le loro imprese che non ha corrispondenti in territorio veneto. Si manifesta in questa decorazione un linguaggio complesso, tanto che il problema attributivo rimane ancora aperto
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