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    Note sull'esperienza delle concessioni per la gestione del patrimonio culturale in Italia

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    The possibility for private enterprises to set museum shops within the Italian cultural institutions was originally provided by the law 4 of 1993, known as the Ronchey law. Having introduced the possibility of a private intervention in a traditionally public-driven environment, the law also, and above all, represented a significant and large-scale revision of the public-private relationship in the cultural field. In accordance with the relevant economic purpose of the law, this note firstly takes into account a quali-quantitative evaluation of the economic performances of Italian museum shops in the recent years. As the law's organizational impact changed roles and rules within the Italian museum "industry", the paper elaborates a further reflection - based upon empirical evidences - about the consequences of the law for the development of competencies in the Italian heritage institution

    Fare musica tra i giganti: percorsi nell'opera italiana dell'Ottocento

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    Dal primo trentennio dell'Ottocento il sistema musicale e operistico italiano è scosso dall'urgenza di rispondere artisticamente al rinnovamento critico, stilistico e filosofico che investe la musica europea. Attorno a questa istanza si addensa un piccolo nucleo di artisti e mediatori, caratterizzato da una forte coesione ideologica e intellettuale, ma anche artistica ed economica, ossia portatrice di un'idea precisa delle economie dell'arte, capace di catturare la scena nazionale e di reggere la sfida di una nuova centralità dell'opera italiana nel mondo. Giuseppe Verdi e il suo editore Giulio Ricordi sono i capofila del gruppo, seguiti da pochi altri. Ma cosa vuol dire per un musicista non affermato tentare la carriera artistica in un sistema progressivamente e fermamente dominato da pochi? L'ipotesi da cui parte il presente lavoro è che il nervosismo e la suscettibilità denunciati dai compositori 'minori' non siano semplici segnali di una mal dominata soggettività, bensì la conseguenza di un cambiamento nello statuto dell'arte e dell'artista che segna la modernizzazione del sistema istitutivo dell'arte operistica in Italia. La ricostruzione che proponiamo si appoggia su due fonti complementari: il libro dei contratti di acquisto delle opere teatrali da parte dell'editore Ricordi nel periodo 1838-1892 e circa 1.000 lettere inviate da una selezione di dieci compositori alla casa editrice negli stessi anni

    Milano Mostre

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    Lo studio ha riguardato una analisi dei comportamenti espositivi e di rapporto con il pubblico dei principali dieci centri espositivi urbani italiani. Una sezione speciale è stata poi dedicata ai modi di gestire Palazzo REale a Milano e il suo futuro istituzionale

    Il mercato globale dell’arte

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    Il saggio "il mercato globale dell'arte" è dedicato ad una panoramica del sistema globale dell'arte contemporanea, collocandolo storicamente e tratteggiando elementi e dimensioni che oggi lo qualificano. L’opera “Il diritto e la fiscalità dei mercati internazionali dell’arte” fornisce un’approfondita conoscenza delle tematiche legate alla detenzione, allo scambio e alla circolazione delle opere d’arte nel mercato internazionale, analizzandone i principali profili normativi, regolamentari, contrattuali e fiscali. Il volume si compone di quattro parti. La prima parte è dedicata al sistema dell’arte inteso come mercato globale di scambio di opere d’arte, con tutti i suoi principali attori. La seconda parte si concentra sul diritto dell’arte che si caratterizza per la sua multidisciplinarietà e competenze professionali diversificate per settore e per materia. La terza parte riserva uno spazio specifico alla digitalizzazione delle opere d’arte e alle nuove forme espressive introdotte dalle nuove tecnologie (NFT, criptoarte, intelligenza artificiale, metaverso). La quarta e ultima parte analizza i profili fiscali legati alle collezioni d’arte

    Finding funds, finding roles: heritage and arts financing

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    Preservation of built heritage is a necessary but not sufficient condition for its exploitation and for value creation at the local level. In spite of the efforts of cultural policies aiming at heritage preservation, no social, symbolic or economic value can be created, unless a mobilization of resources takes place from a variety of increasingly specialised actors, who play a delicate intermediation role. Based on the analysis of all investments related to the built heritage in three Italian regions by sovranational, national, local and private actors between 2001 and 2005, the paper explores to what extent funding the arts can be an explicit form of cultural policy, even if it is carried by private institutions and what can be the role attributed to different funding actors to build the delicate connection between heritage preservation and sustainable development at local level

    Stato e Patrimonio culturale. Analisi delle attività di tutela e servizio al pubblico del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali in Italia

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    Il rapporto è dedicato a svolgere la prima ricognizione completa delle attività svolte da tutte le soprintendenze e musei pubblici italiani sul patrimonio presente nel territorio nazionale

    I musei di arte contemporanea in europa: studio di fattibilità per il museo di arte contemporanea di Milano

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    studio comparato di 12 musei di arte contemporanea e definizione del progetto e della sostenibilità del museo di arte contemporanea di milan

    Infrastruttura culturale metropolitana e sviluppo sostenibile a Milano

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    Il contributo definisce l'infrastruttura culturale di una città, e propone una valutazione della sua qualità in funzione di uno sviluppo urbano sostenibile

    I pubblici della cultura. Monitoraggio dell'evento "Fai un pieno di cultura"

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    Il presente lavoro si propone di monitorare, attraverso la raccolta di dati quantitativi e qualitativi, l’andamento dell’iniziativa “Fai il pieno di cultura”, che ha avuto luogo a maggio 2008 con il sostegno e la promozione di Regione Lombardia. Rispetto alla programmazione degli anni precedenti, “Fai il pieno di cultura” ha introdotto numerosi elementi di complessità, perché ha accorpato iniziative già esistenti ma distinte, prolungandone la durata su tre giorni e intensificando le attività, con diffusione su tutto il territorio regionale. La verifica dei risultati raggiunti, attraverso la somministrazione di un questionario al pubblico presente all’iniziativa e l’organizzazione di due focus group con gli operatori delle istituzioni culturali che hanno aderito, costituisce quindi una fase fondamentale del progetto: non solo per stimare la validità degli investimenti - materiali e immateriali - sostenuti, ma anche per la possibilità che un’analisi retrospettiva offre di riconoscere gli aspetti critici di successo (o insuccesso) e disporre così degli strumenti adeguati per sostenere una strategia di intervento mirata. Tale verifica costituisce inoltre un’opportunità per avviare un approfondimento sul consumo culturale sull’intero territorio regionale (sono state considerate 59 istituzioni distribuite su 30 comuni), in particolare nei musei e nelle biblioteche, per analizzare quella relazione di scambio tra patrimonio culturale, in senso lato, e comunità, che oggi rappresenta una delle leve principali sulle quali concentrare le forze per avviare o intensificare processi di sviluppo locale
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