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    Le «buone letture». 2. Giovanni Casati

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    Il saggio è costituito da due parti, la prima delle quali, dedicata alla fondazione della Federazione italiana delle biblioteche circolanti cattoliche, è stata pubblicata nel precedente numero dei «Nuovi Annali», XXVII (2013), pp. 137-163. In questa seconda parte viene delineata la figura intellettuale di Giovanni Casati, che diresse la «Rivista di letture» dal 1912 al 1944, trasformando il periodico della Federazione in una rivista impegnata nella divulgazione della cultura cattolica. A questo impegno militante Casati fece corrispondere un intenso programma editoriale, che trovò espressione nella pubblicazione di saggi letterari, di manuali e opere repertoriali.The study consists of two parts; the first is dedicated to the history of the Federazione italiana delle biblioteche circolanti cattoliche since its foundation (1904) up to 1912 and was published in the previous volume of the «Nuovi Annali », XXVII (2013), pp. 137-163. In this second part, the author outlines the intellectual figure of Giovanni Casati, who directed the «Rivista di letture» from 1912 to 1944, transforming the magazine of the Federation in a journal engaged in the spreading of Catholic culture. To this militant engagement Casati matched an intense publishing program, which found its expression in the publication of literary essays, manuals and reference works

    Westrogothia Runica : protostoria della Svezia occidentale e tradizione runica

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    This dissertation was developed from the original intention to produce an updated and commented edition of Västergötland’s runic inscriptions – with transliteration, normalised Norse text and Italian translation – comprising new finds as well as up-to-date interpretations of previously collected material not included in the last comprehensive edition of the corpus from 1970. The work however evolved in the perspective of an approach aimed at considering the runic tradition by combining a survey of the texts with a study of the context in which they originated, considering runic inscription both as historical cultural products and as sources for the history and culture of the area. The work was hence organised in the following three sections: An overview of historical and literary sources regarding the Geats and their role in the protohistory of the Swedish Kingdom, considered as an indispensable element in studying Västergötland, both to define the cultural background of the inscriptions and as a basis to interpret certain characteristics of the corpus. A more specific treatment of Västergötland as a geographical and cultural entity, based on the collection and analysis of historical and archaeological sources for the period relevant to the inscriptions, from the 6th century to the Middle Ages, with a particular focus on the Christianisation process in Västergötland and its distinguishing features. The updated corpus of Västergötland’s runic inscriptions - with transliteration, normalised Norse text and Italian translation – preceded by an overview of previous studies, a description of the current condition of the corpus, and a survey of its characteristics with regard to dating and distribution of the inscriptions, runic alphabets employed, decorative elements, anthroponomy and toponymy, as well as formulas and meter in the texts. The work is concluded by a final section presenting a series of observations which emerged from the combination of historical, archaeological, literary and runological data, considered throughout the dissertation not only with the intention of placing the corpus in the period, area and culture it belongs to, but also as a means to pursue a multidisciplinary approach in order to identify connections and stimulate new lines of possible interpretation.La dissertazione è stata elaborata a partire dalla originaria intenzione di produrre un’edizione commentata e aggiornata del corpus di iscrizioni runiche di Västergötland -traslitterate, normalizzate in norreno, e tradotte- che comprendesse i reperti rinvenuti successivamente all’ultima edizione di riferimento del 1970 e che tenesse conto dei nuovi dati emersi nell’interpretazione delle iscrizioni già comparse nelle edizioni precedenti. Il lavoro è stato però sviluppato nell’ottica di realizzare una ricerca di taglio diverso che affiancasse allo studio dei testi anche quello dei contesti che li hanno prodotti, considerando le iscrizioni runiche tanto come prodotti culturali storicamente collocati, che come fonti per la storia e la cultura dell’area. La dissertazione si articola quindi in tre principali sezioni: Una panoramica delle fonti storiche e letterarie riguardanti gli Götar e il loro ruolo accanto agli Svear nella protostoria del Regno di Svezia, ritenuta imprescindibile nel considerare un’area quale quella di Västergötland, tanto per collocare culturalmente il corpus di iscrizioni che per muovere all’interpretazione di alcune sue caratteristiche. Una più specifica trattazione di Västergötland come entità geografica e culturale, considerata alla luce dei dati storici ed archeologici riguardanti l’arco di tempo a cui le iscrizioni del corpus risalgono, dal VI secolo all’epoca vichinga e fino al medioevo, con particolare attenzione al processo di conversione al cristianesimo, che in questa zona sembra essersi diffuso con tempi e modalità diverse rispetto a quelle del resto della Svezia. Il corpus di iscrizioni runiche -traslitterate, normalizzate in norreno, e tradotte- preceduto da una panoramica degli studi su di esso finora svolti, da una descrizione del suo attuale stato di conservazione e da un’analisi delle sue caratteristiche per quanto concerne la periodizzazione e la distribuzione dei reperti, gli alfabeti runici impiegati, gli aspetti grafici e ornamentali, la formularietà, la metrica, e la presenza di antroponimi e toponimi. Nelle osservazioni conclusive che completano questa dissertazione si presentano alcuni dei più interessanti risultati emersi dall’accostamento dei dati raccolti dagli studi storici, archeologici, letterari e runologici, considerati non solo con l’intenzione di fornire gli elementi per contestualizzare il corpus nel periodo, nell’area e nella cultura in cui esso si attesta, ma anche nella prospettiva di un approccio multidisciplinare mirato a produrre spunti per formulare possibili nuove proposte interpretative o evidenziare collegamenti del tutto o in parte inediti

    Comico e tragico del diritto nella novellistica italiana: il novelliere di Giovanni Sercambi

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    Nelle novelle di età tardomedievale ed umanistica, a causa del loro carattere fortemente realistico, il diritto ha un posto importante, poiché rappresenta un elemento centrale e ineliminabile della vita della comunità. Il novelliere di Giovanni Sercambi da Lucca non fa eccezione, anche se l’autore non ha una cultura giuridica né s’interessa in modo specifico al diritto. Il presente saggio vuole analizzare sotto tale profilo queste novelle per verificare quale concezione del diritto emerge da esse e come la narrazione ne risulti arricchita.In the late medieval and humanistic novellas, owing to their very realistic character, the right is an important central and inevitable element in community life. Giovanni Sercambi’s novelliere is no exception even if the author lacks a legal culture, nor is specifically interested in right. This essay intends to analyze these novellas under this profile to verify what kind of right they consider and how the stories are enriched

    Bird presence vegetation complexity data in Melbourne, Australia. Data created in 2018 by Giovanni Carrabs.

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    Bird presence and vegetation complexity data from Melbourne, Australia. Data created for a university thesis project and publication in 2018. Author: Giovanni Carrabs.</p

    Chapter Atto biografo di Giovanni Gualberto

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    The paper examines the Vita s. Iohannis Gualberti by Atto, reconstructing its genesis and fortune. Probably the author wrote this hagiography when he was abbot and before becoming bishop of Pistoia. He re-elaborated the Life of the saint by Andrea of Strumi, adapting it to a changed historical and ecclesiastical context. The text was successful among the Vallombrosan Order and it was used by later hagiographers to create epitomes and rewritings of the Life of Giovanni Gualberto

    Gli introduttori di subordinazione in cimbro: il ruolo del contatto linguistico

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    Nel contributo viene analizzato il ruolo del contatto linguistico romanzo-germanico quando, nello specifico, i prestiti linguistici sono "parole-funzione" come le congiunzioni subordinanti di tipo 'che'

    Sposine vegetali. Blumenmädchen. Straßburger Alexander 5157-5358

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    L'articolo tratta l'episodio dei Blumenmädchen, trasmesso in Mhd solo nella versione di Strasburgo dell'Alexanderlied (e, in francese antico nel Roman d'Alexandre). Viene analizzata la funzione narrativa dell'episodio nel testo che lo include, attraverso un'analisi contrastiva con l'analogo episodio in francese antic

    Quel che c'è di profondo nell'umano è la pelle. Tattilità nel cinema di Bergman

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    Scene da un matrimonio, Sarabanda, Persona e Sussurri e grida sono i film di Bergman in cui vengono analizzati momenti particolarmente significativi rispetto al tema della tattilità , visto quale superamento della distanza fisica e della freddezza affettiva che contraddistingue i personaggi nel cinema del grande Maestro. In particolare l’uso espressivo del primo piano della mano concorre a costruire una cartografia dei corpi che vede nell’insistenza figurativa della tattilità e del generarsi di un fugace contatto un modo per superare la barriera difensiva eretta dalle singole esistenze

    Author of newly released Bicycles, Nikki Giovanni gives tips on writing a love poem

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    A new book of love poetry has been published by internationally known author Nikki Giovanni, University Distinguished Professor of English at Virginia Tech

    Due paliotti ricamati da Giovanni Rassanelli alias Fiorentino per la Cappella del Crocifisso nella Cattedrale di Palermo

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    Grazie a due documenti pubblicati in questo articolo, l'autore attribuisce due paliotti d'altare conservati nel Tesoro della Cattedrale di Palermo, provenienti dai beni mobili della cappella del Crocifisso, a Giovanni Rassanelli detto "Fiorentino". Uno di essi viene identificato come quello ricamato con corallo, che fa parte dell'attuale esposizione del Tesoro.Thanks to two documents published in this article, the author ascribes two altar clothes stored in the Treasure of Palermo’s Cathedral, coming from the movables concerning the chapel of the Crucified, to Giovanni Rassanelli called "Florentine". One of them is identified as the one embroidered with coral, which is part of the Treasure’s current exhibition
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