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    Poeti per Catullo: uno sguardo alla recente poesia italiana

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    Passando in rassegna alcuni casi di ricezione delle poesie di Catullo nella poesia italiana recente, l’autore si sofferma su alcuni episodi in cui il nome stesso di Catullo, o alcuni fra i suoi versi più famosi, bastano per evocare una certa “identità” poetica. Esamina poi alcuni componimenti in cui i poeti italiani di oggi hanno recuperato il personaggio catulliano del passero di Lesbia (§ 2), o altri momenti salienti della storia d’amore fra Catullo e Lesbia, o della vita del poeta, per esempio il ritorno dalla Bitinia a Sirmione (§ 3) o l’esperienza del lutto (§ 5). Quanto alla ricezione dei carmina docta, l’autore si sofferma soprattutto su quanto scrive Attilio Bertolucci relativamente al c. 68b in La camera da letto § 5). In conclusione vengono presentati alcuni componimenti in cui il recupero di un motivo o di una situazione catulliana è particolarmente riuscito e significativo (§ 6). The author here reviews several cases of Catullus’reception in recent Italian poetry, focusing especially on those episodes in which Catullus’ name itself, or a few of his most famous lines, are sufficient to evoke a certain poetic “identity”. He then examines various works in which contemporary Italian poets recall the Catullan figure of Lesbia’s sparrow, or other important moments in the love story between Catullus and Lesbia, or in Catullus’ life, such as his return from Bitinia to Sirmione or his grief on losing his brother. In regard to the reception of the carmina docta, the author gives special attention to Attilio Bertolucci’s verses in La camera da letto. To conclude, the author presents several examples in which a reprisal of a Catullan theme or situation proves especially effective and meaningful

    Tradurre l’intraducibile: la sfida di Catullo, in Catullo e le sue tradizioni. Prima giornata di studi, Atti della giornata di studi in occasione della fondazione del Centro di Studi Catulliani (Università di Parma, 24 ottobre 2017), in «Paideia» 73, 2018, pp. 2115-36.

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    L’intervento riassume alcuni dei problemi teorico-pratici incontrati in una recente traduzione italiana di Catullo in metri ‘barbari’. L’autore presenta la sua scelta di una versione ritmica e ne illustra l’impostazione metrica. Si sofferma in particolar modo su alcuni problemi di fedeltà, e specialmente sulla necessità di rispettare, nel testo di arrivo, le costanti espressive del testo di partenza: parole ricorrenti, ripetizioni lessicali a breve distanza, combinazioni di tessere espressive. Sul piano del lessico, si affrontano qui in particolare le difficoltà sollevate dai diminutivi e dai composti. In alcuni casi è opportuno cercare di riprodurre nel testo d’arrivo anche lo stesso ordine delle parole presentato dai versi del testo originale. This paper summarizes some of the theoretical and practical problems encountered whilst recently translating Catullus into italian-“barbarian” meters. The Author explains his choice of a metrical version and describes the metrical structure it entailed. He reflects in particular on some problems of fidelity and especially on the necessity of recreating – in the translated text – the same expressive patterns used in the original text, such as recurring words, lexical repetitions at a short distance, and the specific combination of certain expressive devices. From a lexical point of view, the Author deals with the difficulties raised by diminutives and compound nouns. In some cases, it was deemed necessary to recreate – within the translated text – the same word-order used in the original text

    L’AMICO DI GELLIO (E DI ALTRI AMICI): su "Le Muse in gioco" di Giorgio Bernardi Perini

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    This paper carefully examines the rich book that Giorgio Bernardi Perini aims to present as «his farewell work». The author has collected his verse translations of Latin works that frequently feature as art re-writings of ancient originals. As well as such «sovrascritture», or «overwritings» as Bernardi Perini himself defines them, the collection shows occasional poems and short memoirs linked to some of the most relevant friend relations the writer has had throughout a culturally committed life. The review high-lights some of the most refined and poetical features that make the work not just a farewell but the first of new contributions that will make our relationship with the past more valuable and richer in humanity

    La giornata di un traduttore: appunti da un viaggio nell'Eneide

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    Sommario: I. La responsabilità del traduttore; 1. L’impostazione metrica; 2. Qualche esempio in tema di «responsabilità». II. Costanti di traduzione 1. Parole uguali, ‘ripetizioni’, formularità, combinazioni di tessere; 2. Uguale verso, diversamente giocato: a. oratori; b. Mare sconvolto dai remi; c. Pugni, graffi e sorelle; III. Sul problema delle ‘traduzioni-chiosa’. L’autore si propone di profilare alcune considerazioni metodologiche, da lui ritenute particolarmente rilevanti, in base alla propria esperienza di traduttore dell’“Eneide”. Vantando l’“Eneide” una lunga tradizione di traduzioni, si poteva a priori ritenere che rimanesse poco spazio per una traduzione nuova, che segnasse un progresso nell’offrire, a un pubblico della letteratura non in grado di fruirne in lingua originale, l’occasione di un approccio il più possibile ‘scientifico’, oltre che estetico, al capolavoro virgiliano. Dopo aver sviluppato considerazioni generali sulla responsabilità inerente ai compiti del traduttore, si passano in rassegna, sotto il profilo della loro necessità teorica, le novità dell’approccio dall’autore stesso perseguito nella sua traduzione – in dinamico raffronto con un’ampia selezione delle traduzioni italiane precedenti (vd. “Riferimenti Bibliografici”). In particolare il punto delle costanti di traduzione: a) individuazione di un traducente il più possibile fisso per tutte le principali parole maggiormente ricorrenti nell’originale; b) rigoroso rispetto della formularità (un dato mai preso in adeguata considerazione dalla precedente tradizione delle traduzioni); c) rispetto delle figure retoriche senza cadere nella tentazione di normalizzare le torsioni intese a straniamento (specialmente per le enallagi). In sintesi: proiezione alla capillare conservazione della più vasta gamma possibile delle scelte e finanche sfumature stilistiche dell’originale, in un sistema che nella lingua d’arrivo ne segni un apprezzabile equivalente. Il lavoro teorico qui svolto a stretto contatto e in continua interazione con la dimensione pratica costituita dalla traduzione dell’“Eneide” (Einaudi 2012), oltre a proporre nuovi risultati concreti, riscontrabili nella coerenza con cui i principi vengono parallelamente applicati, schiude un orizzonte nuovo, mettendo in rilievo come a rigore l’intero patrimonio delle nostre traduzioni dai classici andrebbe riconsiderato secondo parametri tesi ad assicurare, al lettore non strumentato, un contatto filologicamente corretto (auspicabilmente, senza detrimenti estetici) con i testi antichi e i loro sofisticati impianti formali. Del saggio è programmato l’inserimento A) nel volume di “Atti del Convegno «Magno e Latio totaque Ausonia... »” (10-11.2.2013), Collection de l’Ecole Française de Rome; e B), in traduzione inglese, nel volume “Virgil and his Translators” progettato dalla prof. Susanna Braund (The Univ. of British Columbia, Vancouver, Canada), con il titolo “Cutting our Losses: a Translator’s Journey through the Aeneid”.This paper summarizes the main theoretical and practical problems faced while recently translating the Aeneid in Italian 'esametri barbari' (barbarian hexameters). After having underlined the translator’s responsibilities, the author explains his choice of a metrical version and describes the metrical structure. He reflects in particular on some problems of fidelity and especially on the necessity of recreating the expressive patterns used in the original text in the translated text, such as recurring words, lexical repetitions at a short distance, formulaic episodes, and combinations of expressive features. Amongst the problems taken into consideration, the author underlines also the opportunity of reproducing properly the ornatus of the source text; often the translator cannot help explaining linguistic figures such as the enallage that will be used as an example, reproducing them with what the author calls a “translation-comment”

    Problemi, prove, progressi e compromessi: tu chiamale, se vuoi, traduzioni...

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    The author, who translated the Aeneid (2012) and Catullus (2018) for the Turin-based publisher Einaudi, in the first part of the article traces the main problems he encountered in the course of producing these works. In particular, he examines the choice of a rhythmic metric classified as “barbaric”, translation constants (iteration of significant words or authentic “formulas”), as well as specific lexical problems, such as the translation of compounds and diminutives. In the second part, he discusses whether or not it is appropriate to include in translations of ancient texts allusions to very prominent texts (e.g. Dante’s Commedia) from later periods, and concludes by examining some problematic passages of Petronius’ Satyricon, proposing idiosyncratic translations devised – as one might say – “outside the box”

    Mappe, panorami, voci: qualche appunto sulle opere in versi nell’Italia contemporanea

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    The paper is a reflection on the contemporary Italian poetry scene. Starting with some recent "maps!" - which are really partial - this contribution tries to broaden the perspective to a wider range of poets. After drawing up a list of names that, in his opinion, cannot be neglected, the author focuses especially on four poets, whose performance should be better known: Matteo Pelliti, Claudio Pasi, Mariateresa Giani, Giuseppe Grattacaso

    Sogno pastorale e drammi della Storia: fra Mantova e Bor

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    La fortuna delle bucoliche di Virgilio, e specialmente delle cosiddette ecloghe dell'esproprio, nelle poesie di Miklós Radnóti. Osservazioni di Seamus Heaney sulla persistenza del genere bucolico

    La trasparenza di un addio (ricordo di Anna Elisa De Gregorio e recensione del suo libro di poesie "L'ombra e il davanzale", 2019)

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    Ricordo della poetessa Anna Elisa De Gregorio e recensione del suo libro, "L'ombra e il davanzale" (Seri ed., 2019

    Avanzare retrocedendo: qualche opinione sul futuro insegnamento dei classici

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    è un ampio intervento sul problema dei classici nella cultura di oggi, in Atti del convegno Formazione e aggiornamento dell’insegnante di italiano, a cura di Riccardo Bruscagli e Beatrice Coppini. Con due appendici: Appendice I: Brevi specimina di comparazione fra antico e moderno, fra i quali: Ciclo troiano, cicli formativi e ciclismo; Pompei in cinemascope; Il volto della Tradizione (Stazio e gli epici d’età flaviana); Statue di statue: Marco Aurelio e i suoi tempi; Polli, barbari e eroi: la caduta senza rumore di un impero; Appendice II: Un ‘corsivo’ di Achille Campanile

    Ricercare Dio con la poesia: un itinerario fra recenti voci italiane

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    L'articolo prende in considerazione varie voci poetiche (soprattutto voci della poesia italiana contemporanea) che si sono rivolte al tema del divino
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