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    Alfabetizzazione bilingue: Lettura e comprensione del testo

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    Il capitolo 6, di Elena Florit e M. Chiara Levorato, è dedicato alle problematiche connesse all’acquisizione della lingua scritta, nelle sue due componenti di decodifica e comprensione orale. Riguardo allo sviluppo delle capacità di decodifica, le autrici prendono in esame da un lato la letteratura che dimostra come nei/nelle bilingui tale processo sia analogo e altrettanto rapido che nei monolingui, dall’altro gli studi sui precursori di tale processo, quali la conoscenza dei foni della lingua e della forma delle lettere che li rappresentano. La componente della comprensione orale viene analizzata con riferimento alla comprensione del testo, alla luce del modello Simple View of Reading: c’è un sostanziale accordo in letteratura secondo cui sia la comprensione orale del testo sia quella delle sue componenti lessicali e morfosintattiche costituiscono punti di debolezza nello sviluppo della competenza bilingue e sono causa della scarsa capacità di comprensione del testo scritto. Anche rispetto al processo di alfabetizzazione, come negli altri capitoli, vengono presi in considerazione i fattori contestuali, quale l’esposizione alla L2, lo status socio-economico e le esperienze di pre-alfabetizzazione in ambiente familiare

    Listening Text Comprehension in Preschoolers: Concurrent and Longitudinal Contribution of Cognitive and Linguistic Components

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    The present investigation aimed to indentify some of the lower- and higher- level linguistic and cognitive skills responsible for individual differences in listening text comprehension in preschoolers. Four- to six-year-old typically developing children participated in four cross-sectional and one longitudinal study. The first four studies aimed to identify a) concurrent specific relations between listening text comprehension and lower- and higher- level linguistic and cognitive component skills, and b) the developmental path of these relations between 4- and 6-years. The fifth study aimed to analyze longitudinal and causal relations between the specific concurrent predictors identified in the cross-sectional studies, and listening text comprehension evaluated at six-to-eight-months of distance. Results of the four cross-sectional studies showed that verbal intelligence, receptive vocabulary, verbal short-term and working memory, the ability to use linguistic context and inferential skills concurrently contribute to listening text comprehension and that these relations were stable between 4- and 6- years. On the other hand, non verbal intelligence and sentence comprehension did not specifically account for preschoolers’ text understanding. Results of the longitudinal study showed that verbal intelligence, receptive vocabulary and the ability to use the linguistic context were causally related to listening text comprehension, moreover inferential skills influenced later text comprehension. Overall, findings showed that lower-level components, namely verbal intelligence and receptive vocabulary, and higher-level components, namely the ability to use the linguistic context and inferential skills, are the most relevant factors in accounting for preschoolers’ listening text comprehensionL’obiettivo del presente lavoro era quello di analizzare il ruolo giocato da alcune abilità componenti di natura cognitiva e linguistica e di alto o basso livello nella comprensione del testo orale in bambini di età prescolare. Bambini con sviluppo tipico di età compresa tra i 4 ed i 6 anni hanno preso parte a quattro studi trasversali ed a uno studio longitudinale. Scopo dei primi quattro studi era analizzare a) le relazioni concorrenti tra abilità di comprensione del testo orale e componenti cognitive e linguistiche di basso ed alto livello, e b) il pattern di sviluppo di queste relazioni tra i 4 ed i 6 anni. Scopo del quinto studio era analizzare le relazioni longitudinali e causali tra i predittori concorrenti individuati negli studi trasversali e la comprensione del testo orale valutata a distanza di 6-8 mesi. I quattro studi trasversali hanno dimostrato che l’intelligenza verbale, il vocabolario recettivo, la memoria verbale a breve termine e di lavoro, l’abilità di utilizzare il contesto linguistico e le abilità inferenziali sono precettori specifici della comprensione del testo orale e che queste relazioni sono stabili tra i 4 ed i 6 anni. Diversamente, l’intelligenza non verbale e l’abilità di comprendere frasi non sono relate alla comprensione del testo orale. I risultati dello studio longitudinale hanno dimostrato che l’intelligenza verbale, il vocabolario recettivo e l’abilità di usare il contesto linguistico sono relati in modo causale alla comprensione del testo orale, inoltre le abilità inferenziali influenzano la successiva comprensione del testo. In conclusione, i risultati della presente indagine dimostrano che componenti di basso livello quali l’intelligenza verbale e il vocabolario recettivo, e componenti di alto livello quali l’abilità di utilizzare il contesto linguistico e le abilità inferenziali, giocano un ruolo cruciale nella comprensione del testo orale in età prescolare

    Comprensione di vocaboli, inferenza e testi in L2 di bambini prescolari bilingui simultanei: Il ruolo dell’esposizione linguistica e delle pratiche narrative

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    Introduzione: Numerose ricerche hanno indagato il ruolo di fattori individuali (età, working memory) e fattori ambientali che possono influenzare l'acquisizione della L2 (Paradis, 2011). I fattori ambientali includono quantità e qualità di input linguistico, ambiente domestico di alfabetizzazione e uso della L2 nel contesto domestico (Unsworth, Hulk e Marinis, 2011). Quantità e qualità dell’input linguistico ricevuto, la cui operazionalizzazione risulta tuttavia diversificata, influenzano lo sviluppo linguistico dei bambini. Tuttavia studi che esaminano gli effetti dell’input linguistico in differenti domini linguistici all'interno dello stesso gruppo di bambini sono limitati e presentano risultati contraddittori. L'obiettivo di questo lavoro è indagare il ruolo della quantità di esposizione linguistica in italiano (cumulativa e input linguistico attuale) e delle pratiche narrative in L2, in diversi ambiti di comprensione quali vocabolario, inferenze e testo orale di bambini bilingui simultanei. Metodo: Alla ricerca hanno partecipato 27 bambini bilingui simultanei di età prescolare e le loro famiglie. I genitori hanno compilato un questionario sul contesto socio-economico familiare, sulla frequenza delle pratiche narrative e sulla quantità di input linguistico in italiano (esposizione cumulativa e quantità di input linguistico), mentre ai bambini sono stati somministrati PPVT-R, TOR 3-8 e Test sulle abilità inferenziali (Florit, Roch & Levorato, 2011). Risultati: Sono state condotte 3 regressioni gerarchiche con VD vocabolario, comprensione del testo orale e abilità inferenziali e con predittori esposizione cumulativa (M=55 mesi), percentuale input linguistico (M=63%) e frequenza di pratiche narrative in italiano (M=2,1 almeno una volta a settimana). I risultati significativi hanno riguardato il vocabolario, la cui varianza è spiegata per il 28% dall’esposizione cumulativa e il 20% dalla frequenza delle pratiche narrative e l’abilità inferenziali, la cui varianza è spiegata per il 18% dall’input linguistico e il 14% dalla frequenza delle pratiche narrative. Conclusioni: L’esposizione cumulativa, l’input linguistico e la frequenza di pratiche narrative in L2 determinano, con un peso differente, lo sviluppo di diversi ambiti di comprensione (vocabolario, inferenze, testo orale), di bambini bilingui simultanei. Indagare l'impatto di fattori ambientali sullo sviluppo della L2 consente ai ricercatori di fornire indicazioni pedagogiche ad insegnati e genitori

    Il Simple View of Reading in bambini che apprendono a leggere in italiano; evidenze a supporto e quesiti ancora aperti.

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    Introduzione. Il Simple View of Reading (SVR; Hoover & Gough, 1990) descrive la comprensione del testo scritto come il prodotto di decodifica e comprensione del testo orale. La validità del modello è stata ampiamente testata, tuttavia, il numero di ricerche condotte con bambini/e che apprendono a leggere in lingue con ortografia superficiale è ridotto (si veda ad esempio Florit & Cain, 2011; Tobia & Bonifacci, 2015). Il presente studio ha analizzato il ruolo delle componenti del modello in bambini/e che apprendono a leggere in italiano, per contribuire al dibattito sui seguenti punti: a) la comprensione del testo orale esercita un peso maggiore rispetto alla decodifica valutata in termini sia di correttezza sia di velocità fin dalle prime fasi di scolarizzazione?; b) il vocabolario contribuisce alla comprensione del testo scritto oltre il contributo delle componenti principali o attraverso di esse? Metodo. Hanno partecipato 149 bambini/e (età media = 6;3; 50% femmine) che sono stati testati all’inizio (T1; no istruzione formale) e alla fine (T2; dopo 7 mesi di istruzione formale) del primo anno della scuola primaria. Al T2 sono state somministrate prove di comprensione del testo orale e scritto, e di correttezza e velocità di lettura di parole e non parole. Al T1 sono state somministrate prove di vocabolario recettivo, consapevolezza fonologica e ragionamento non verbale, e sono state raccolte informazioni circa le pratiche di pre-alfabetizzazione nel contesto familiare. Risultati. I risultati ottenuti dall’applicazione di modelli di equazioni strutturali hanno mostrato che: a) al T2, il contributo della comprensione del testo orale alla comprensione del testo scritto è rilevante, soprattutto quando la decodifica è valutata in termini di accuratezza; b) il vocabolario al T1 contribuisce alla comprensione del testo scritto al T2 attraverso la comprensione del testo orale al T2. Conclusioni. I risultati forniscono sia evidenze a supporto sia spunti di riflessione circa il ruolo della comprensione del testo orale e della decodifica. I risultati hanno dunque implicazioni circa la validità del modello per spiegare la comprensione del testo scritto in lingue con ortografia superficiale e nelle prime fasi di scolarizzazione

    Narratives in preschool bilingual children: the role of exposure

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    Recent studies showed that the amount and type of linguistic stimulation at home can facilitate second language (L2) acquisition and reduce the probability for language and learning impairments (Scheele, et al., 2010; Leseman, et al., 1998). The aim of the present study was to investigate the role of the amount of exposure to Italian language as L2 at home, and of the type of linguistic stimulation - as assessed by the frequency of narrative practices - on narrative comprehension and production in L2. Seventy-eight bilingual children participated to the study: 34 Moroccan and 44 Romanian (mean age: 4 years and 5 months; SD = 8 months, range 3-6 years). The TOR 3-8 (Levorato & Roch, 2007) was used for assessing narrative comprehension and the TVL (Cianchetti & Fancello, 1997) for assessing narrative production. A semi-structured interview was administered to the participant’s parents in order to obtain information about the amount of linguistic exposure to L2 and about the type of linguistic stimulation at home in terms of narrative practices. The results showed that bilingual children had age-appropriate performance in narrative comprehension but were delayed in narrative production. Narrative competence resulted to be related to linguistic stimulation at home. In particular, narrative practices accounted for individual differences in narrative production whereas the amount of exposure to L2 provided a contribution to narrative comprehension. In line with literature (e.g. Wiezman & Snow 2001), the present study highlighted the relevance of the amount of linguistic exposure and linguistic stimulation at home in promoting linguistic development in bilingual preschoolers, and in particular of narrative competence

    Children’s reading comprehension in a digital age

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    Technology has spread throughout our lives. Increased availability and use of digital technologies and online reading are changing children’s reading and learning practices which are no longer limited to printed texts. However, relatively little is known about children’s print and digital (reading) experiences and the processing and comprehension of various types of digital texts. Reading digital texts can be viewed from different angles. A first angle is on medium effect (whether print or digital medium effect comprehension). A second angle asks which elements of digital text or environment impact comprehension and processing – and for whom. We consider both angles in this symposium that presents four studies in 10- to 12-year-olds from four different countries (UK, Spain, Italy, Netherlands). The first two papers focus on the print versus digital distinction. Paper 1 looks at print vs. digital comprehension, while Paper 2 looks at impact of print vs. digital reading habits on reading ability and motivation. Papers 3 and 4 focus on individual variation in digital reading comprehension of multiple texts. Paper 3 takes process measures into account, while paper 4 focuses on children’s digital exposure as related to their sustained attention. The symposium contributes to shed light on the complexities of reading in a digital age. It emphasizes that current theories of reading comprehension should be adapted to consider the digital environment, as well as variation in (digital) texts and its features. At an applicative level, we contribute to informing the adoption and use of technologies in children’s reading and education

    A longitudinal study on listening text comprehension and receptive vocabulary in preschoolers

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    Abstract : The current study adopted a longitudinal design to analyze the causal connection between listening text comprehension and receptive vocabulary in pre-schoolers. Verbal intelligence and working memory were considered as possible mediators. One-hundred and fifty-two children were tested at two time points at a distance of 7-8 months (mean age = 4 ;10 years, SD = 7 months at Time 1 ; mean age = 5 ;5 years, SD = 7 months at Time 2). Children were administered tasks to evaluate listening text comprehension and receptive vocabulary at both time points, and tests for the evaluation of verbal intelligence and verbal working memory at Time 1. Results showed that : (a) receptive vocabulary has a direct causal effect on listening text comprehension, which is not entirely intertwined with that of verbal intelligence ; (b) listening text comprehension affects the development of receptive vocabulary only indirectly, namely through verbal intelligence. Implications for understanding the developmental pattern of the relation between text comprehension and vocabulary were discusse

    The simple view of reading : is it valid for different types of alphabetic orthographies?

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    We present a meta-analysis to test the validity of the Simple View of Reading Gough & Tunmer (Remedial and Special Education, 7:6-10, 1986) for beginner readers of English and other, more transparent, orthographies. Our meta-analytic approach established that the relative influence of decoding and linguistic comprehension on reading comprehension is different for readers of different types of orthography during the course of early reading development. Furthermore, we identified key differences in the relations among different measures of decoding and reading comprehension between readers of English and other more transparent orthographies. We discuss the implications for reading instruction and the diagnosis of reading difficulties, as well as our theoretical understanding of how component skills influence reading comprehension level

    Going beyond children’s single-text comprehension: the role of word reading, working memory, comprehension monitoring and source use in 4th graders’ multiple-document comprehension.

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    This study examines the contribution of fundamental (word reading fluency and verbal working memory) and higher-level (comprehension monitoring and source use) skills to 4th graders’ multiple-document comprehension. The latter variable was assessed using sets of three documents on two topics (videogames and chocolate). The role of single-text comprehension (i.e., reading comprehension) and prior topic knowledge was taken into account as moderator and control, respectively. There was a significant direct and indirect (i.e., mediated by reading comprehension) influence of word reading fluency on multiple-document comprehension. There was also an indirect influence of comprehension monitoring on comprehension of multiple documents. However, these effects were apparent only for the topic of videogames, but not chocolate. Verbal working memory and source use did not emerge as unique predictors for either topic. Results are discussed in relation to theoretical models of multiple-document comprehension and features of the documents used in the present study
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