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    Alle origini dell'approccio redditualista

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    During 20s and 30s Italian Accounting encountered a major transformation, mainly due to Gino Zappa. One of the most influential changes was the shift of the focus of Accounting from capital to income. Here the author explores this process, analysing the relationship with the evolution of Accounting in USA and pointing out the contribution of another scholar, Lorenzo De Minico, almost unknown abroad. As a result, the author shows a more correct path of the process, exposes cultural and social factors influncing the evolution of Accounting in Italy and some methodololical evidences for Accounting History

    Il fondo per rischi bancari generali: evidenze teoriche ed empiriche

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    Five years after implementation of UE Directive 86/635 about financial institution's financial statement, we analyse the nature and the scope of General Banking Risk Fund and the use of it made by italian banks. It is very similar to the general banking risk reserve as in IAS 30 and it may be used to preserve the bank from general risks or, less correctly, to influence the Earning Per Share. The analysis shows the lack of informations about it in Italian banks' financial statements, though it will be useful to explain the enetreprises'choices about it. IOSCO and Basle Committee agree this need in their last documents

    Azioni proprie e partecipazioni reciproche nel bilancio consolidato

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    Treasury shares and reciprocal stockholdings have relevant effects on equity interests and, thus, on corporate governance. Italian accounting standards about their representation in consolidate financial statements are not so clear; furthermore, they are very different from IASs'treatments. This article tries to give some evidence about the matter, also considering the incoming accounting changes in Europe due to the enforcement of IASs for listed companies starting from 2005

    Alcune riflessioni sul Fondo rischi su crediti nel bilancio delle imprese bancarie

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    In EU only Italian banks can write a provision for possible losses on loans called "Credit Risk Fund" in Financial Statements. Its nature is controversial: it's not strictly a reserve, but it's part of Capital, it's fiscally deductable as a provision. The analysis shows that often it's mis-used for tax policy purposes. If the Credit Risk Fund is not used for tax puposes, it's very similar to General Banking Risks Fund. It causes a lack of comparability between Italian Financial Statements and european ones

    LORENZO DE MINICO MAESTRO DELLA SCUOLA NAPOLETANA

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    Il lavoro approfondisce l'intero sviluppo dell'opera di Lorenzo De minico, con l'intenzione di comprenderla appieno e, al contempo, di diffonderne la lezione scientifica. Nel primo capitolo si predispongono gli strumenti dell'indagine: viene definito il contesto scientifico e viene chiarito l'approccio metodologico. Nel secondo e terzo capiolo vengono esaminati nel dettaglio le opere del Maestro, per poterne trarre le lezioni più significative. Nel quarto capitolo si traggono alcune riflessioni conclusive per evidenziare l'approccio metodologico dello Studioso, le determinanti dell'estensione dell'economia aziendale all'indagine integrata sui costi e le principali proposizioni ragioneristiche

    Sistemi contabili. Risposte dalla tradizione alle domande del futuro

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    La presente indagine parte dalla teoria dei conti a valore e dalla distinzione tra metodo e sistema contabile di Fabio Besta e si sofferma sulle due concezioni di fondo riconoscibili nella dottrina, quella patrimonialistica e quella redditualista, per comprenderne la filosofia originante e la razionalità profonda. Quindi, affronta l'analisi dei sistemi contabili che ne sono applicazioni, allo scopo di comprenderne le capacità ermeneutiche

    La copertura dei rischi. Un'analisi economico-aziendale della prassi internazionale di hedge accounting

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    Il continuo processo di innovazione finanziaria offre alle imprese sempre più efficaci e numerosi strumenti per la gestione dei rischi. Il respiro internazionale della competizione e la migliore accessibilità ai mercati dei capitali hanno sostenuto la diffusione degli strumenti finanziari derivati dal comparto degli intermediari finanziari alle imprese produttrici di beni e servizi reali. Il largo utilizzo dei derivati, particolarmente rischiosi e volatili, ha suscitato l'attenzione del FASB e dello IASC che, rilevata l'insufficienza delle regole contabili esistenti, hanno intrapreso processi di statuizione di nuovi standard. I percorsi, rivelatisi particolarmente accidentati per le difficoltà intrinseche dell'argomento e per le forti resistenze "politiche" incontrate, hanno segnato passi importanti con l'emissione dello SFAS 133 e dello IAS 39. Nell'ottica delineata, il lavoro, dopo aver inquadrato la copertura dei rischi nell'impianto concettuale dell'economia aziendale, propone un'analisi comparata dei modelli di hedge accounting indicati dai due principi contabili e dalle istruzioni per il bilancio bancario italiano e una loro interpretazione alla luce della teoria del reddito. Successivamente, esamina le recenti tendenze evolutive della materia e le prospettive di recepimento nell'ordinamento nazionale dei nuovi comportamenti contabili

    Gli Share-Based Payment nell'orientamento IASB

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    Il presente lavoro affronta il problema di misurazione e di rappresentazione dei pagamenti legati al valore delle azioni(Share-Based Payment), soffermandosi con particolare attenzione all'Exposure Draft 2, pubblicato dallo IASB, dal titolo "Share-Based Payment"

    La Government Accounting nel Regno Unito. Un approccio di Ragioneria internazionale pubblica

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    Gli studi di Ragioneria pubblica, anche in campo internazionale, sono focalizzati prevalentemente sugli Enti locali e sulle Amministrazioni decentrate, mentre non prestano la medesima attenzione al livello governativo, nonostante il peso del settore nella spesa pubblica e nonostante la sua rilevanza per i cittadini. I modelli interpretativi dell’Economia aziendale non sempre riescono a spiegare con chiarezza i punti critici dei sistemi contabili e direzionali statuali in relazione ai peculiari bisogni informativi dei cittadini in quanto stakeholders. Negli studi di carattere internazionale prevale l’approccio descrittivo, mentre la fase prescrittiva è orientata più all’individuazione di best practices che alla scelta di soluzioni più efficacemente adattabili agli specifici ambiti applicativi. In questa prospettiva nasce l'esame dell'assetto contabile, direzionale e di controllo dello Stato del Regno Unito, particolarmente interessante perché inserito in un efficace sistema di relazioni istituzionali e democratiche e perché consonante con i sottostanti valori di etica civile. Si riscontra che al progresso degli standard contabili e di controllo del settore privato corrisponde un modello di allocazione delle risorse e di rendiconto di assoluto interesse: il budjet e la contabilità seguono il principio di competenza e ricalcano gli standard dell’Accounting Standards Board. Inoltre, è stato avviato il processo che porterà al consolidamento contabile dell'intero settore pubblico, compresi gli Enti pubblici e le Amministrazioni locali. L’aspetto più interessante è il sistema di controllo, preventivo, concomitante e susseguente, vero centro dell'attenzione del processo di miglioramento dell'amministrazione che si sta perseguendo costantemente dagli anni '90. L’esame del caso del Regno Unito è foriero di interessanti spunti per il nostro Paese, ove il sistema dei controlli è inadeguato. Sul piano scientifico, il lavoro evidenzia le relazioni tra i modelli contabili e di controllo, gli assetti istituzionali e i valori espressi dalla collettività e dai singoli cittadini

    Riflessioni sul ruolo di visione e missione nell'economia delle aziende

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    It's generally accepted that "vision" and "mission" are key concepts in strategic thought, but there isn't any general agreement about the meaning of these two words. This article reviews some of the most widespread frameworks, choosing the one from Collins and Porras, and then discusses some issues on the development of effective visions and coherent missions. From the analysis emerges the centrality of the communication process, between the organization and the external environment and inside the organization itself. There is some empirical evidence about better communication of mission statements and some authors have proposed interesting frameworks related to specific kind of organizations, but there isn't a general agreement on the best way to communicate statements of mission. Probably, one interesting path to fallow is the improvement of disclosures through a system of quantitative expressions and ratios that synthetize the finalism of the firm
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