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    Conclusioni

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    Il capitolo analizza in modo comparativo e critico le diverse modalità di targettizzazione del mercato "etnico" in Italia. Si propone una lettura del mercato come laboratorio delle identità possibili, che pareggia la nota lettura del consumo come rappresentazione teatrale

    «Fermo restando»: l’art. 41-bis ord. penit. tra il gerundio della legislazione e l’imperativo dell’amministrazione.

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    Timori elettorali e mai sopite tensioni securitarie impediscono, ancora una volta, una riflessione seria sulla Guantanamo italiana. A distanza di venticinque anni dalla sua introduzione normativa è opportuna una rimeditazione dell’art. 41-bis ord. penit., le cui dinamiche consentono al potere esecutivo di limitare la libertà personale, sconfinando in un settore costituzionalmente riservato alla giurisdizione

    La scultura al Museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco a Milano

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    Istituito all’inizio dell’Ottocento presso l’Accademia di Brera e trasferito nel 1897 nelle sale della Corte Ducale al Castello Sforzesco, il Museo d’Arte Antica è una delle più prestigiose istituzioni museali milanesi. Ospita, tra l’altro, una delle maggiori raccolte di scultura esistente in Italia: più di quattrocento opere esposte (e altre duemila nei depositi), databili tra il IV e il XVI secolo, in parte provenienti da ritrovamenti e salvataggi effettuati durante gli interventi di demolizione e di scavo compiuti tra Otto e Novecento nel centro di Milano, in parte frutto di lasciti e depositi, oppure di acquisti mirati, come nel caso della Pietà Rondanini di Michelangelo. Posto in coda al percorso, che è organizzato secondo un ordine cronologico, il marmo michelangiolesco è preceduto da altri importanti monumenti, da statue e complessi decorativi, integri o frammentari, che delineano una storia della scultura lombarda e, insieme, della stessa città di Milano tra Medioevo e Rinascimento: dall’età tardoantica alla conquista dei Longobardi, dal periodo carolingio al libero comune, dalla signoria dei Visconti al ducato degli Sforza. Nei quindici articoli in cui è diviso il volume vengono illustrate, in quindici sala per sala, le opere esposte, analizzate alla luce delle più recenti acquisizioni critiche e delle più aggiornate proposte interpretative. Segue un capitolo sulla Pietà Rondanini e, in coda, un repertorio completo del materiale esposto in museo, nel quale ciascun manufatto è illustrato da una fotografia e da una scheda tecnico-scientifica. Pur svolgendo la funzione di guida, volta ad accompagnare il visitatore nella visita al museo, l'opera è stata pensata e strutturata avendo in mente il fatto che, a parte quello pubblicato da Vigezzi nel 1934 (che si riferisce a un diverso allestimento e a una differente e più limitata selezione di pezzi rispetto a quelli esposti attualmente) non esiste a tutt'oggi un catalogo scientifico del museo di scultura del Castello Sforzesco di Milano: di qui la scelta di procedere alla presentazione sintetica ma analitica di tutto il materiale esposto, secondo un duplice sistema di comunicazione: testuale e descrittivo, nei diciassette capitoli in cui si articola, sala per sala, la narrazione; rigoroso e sintetico nel repertorio finale, dove ogni pezzo è illustrato da una fotografia e da una scheda tecnica essenziale, onde fornire sia al pubblico sia agli studiosi uno strumento completo e aggiornato di conoscenza delle collezioni, presentate sulla base degli studi più aggiornati. Oltre alla curatela del volume, spetta al sottoscritto la stesura dei primi sei capitoli, relativi alle prime sei sale del museo, dov'è esposto materiale scultoreo compreso tra il IV e l'inizio del XV secolo, mentre Maria Teresa Fiorio ha scritto i restanti undici capitoli sulle opere del XV-XVI secolo

    Presunzione di non colpevolezza e onere della prova.

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    Il frenetico ampliamento del catalogo dei reati-presupposto idonei ad azionare la responsabilità penal-amministrativa delle società (si pensi alla recente introduzione del delitto di “autoriciclaggio”), la sostanziale irrilevanza “esimente” delle certificazioni relative ai più comuni sistemi di gestione aziendale (in materia di qualità, ambiente, sicurezza sul lavoro, ecc.) ed approdi giurisprudenziali significativi di una verifica sempre più approfondita dei profili legati alla cd. “colpa di organizzazione” in sede processuale (v., tra le tante, Cass., Sez. V, 18 dicembre 2013, n. 4677), costituiscono tutti elementi che obbligano le imprese ad affinare gli strumenti di compliance, al fine di evitare (o, comunque, limitare) i rischi cautelari e gli effetti sanzionatori prefigurati dal d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Il Volume offre un'ampia panoramica sul tema della prova nel processo agli enti, al fine di rappresentare alla societas come i "pilastri" dell'organizzazione aziendale (modello organizzativo e Organismo di Vigilanza) possano essere efficacemente "registrati" per garantire piena immunità dalle conseguenze del reato

    "A non ordinario ornamento di quella patria". Fortune letterarie e iconografiche degli affreschi di palazzo della Seta fra Cinque e Ottocento.

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    Nel saggio sono ripercorse le vicende materiali e la fortuna letteraria e iconografica degli affreschi che decoravano le facciate del palazzo di Fiorio della Seta. Le pitture, staccate nel 1891 da Gaetano Pasetti e trasportate al Museo, sono state oggetto di una lunga fortuna letteraria partita ancora nel Cinquecento con le vite di Giorgio Vasari e prolungatasi fino all'Ottocento, quando ii pittore Pietro Nanin, poco prima della distruzione del palazzo, le riprodusse in tre tavole acquarellate che costituiscono tutt'oggi la più preziosa testimonianza del ciclo nella sua consistenza originale

    Il diritto al controllo e la riforma della sentenza di assoluzione

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    Il diritto alla prova nel procedimento di secondo grado, a lungo marchiato da una sorta di «accessorietà», compendiata in massime giurisprudenziali che relegavano la rinnovazione istruttoria in appello ad istituto di natura eccezionale, pare essersi rivitalizzato per effetto delle recenti prese di posizione delle Sezioni Unite della Corte di cassazione e, più in generale, del progressivo recepimento, da parte della Suprema Corte, delle indicazioni della Corte e.d.u., circa l’obbligo «di un contatto diretto tra il testimone valutato a discarico in primo grado e il giudice di appello orientato a usare le sue dichiarazioni ai fini di una condanna»

    Azioni collettive e azioni inibitorie per la protezione dei consumatori nel processo civile spagnolo: il ruolo delle associazioni dei consumatori

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    Versión en español del trabajo “Azioni collettive e azioni inibitorie per la protezione dei consumatori nel processo civile spagnolo: il ruolo delle associazioni dei consumatori”, publicado en Consumatori e processo. La tutela degli interessi collettivi dei consumatori, obra colectiva coordinada por Sergio Chiarloni y Paolo Fiorio, Ed. Giappichelli, Turín, 2005, pp. 129-157.Depto. de Derecho Procesal y Derecho PenalFac. de DerechoFALSEpu
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