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Un deserto per la nazione argentina
Spazio che più di ogni altro ha definito l'immaginario territoriale argentino, la pampa è l'universo di segni che dà origine a una letteratura che con esso vuole rappresentare l'identità nazionale, colmare l'ansia del "vuoto" geografico e costruire una "scena" in cui gli argentini possano identificarsi attraverso il paesaggio
Cartografie possibili
Sertao e pampa sono la scena di infinite rappresentazioni storiche letterarie, fisiche, identitarie. Sono il luogo-tempo da cui pensare la differenza e da cui ripensare la dicotomia tra storia e geografia, civiltà e barbarie, identità e alterità
Leonor Arfuch, "La vida narrada. Memoria, subjetividad y política", Villa María, Editorial Universitaria Villa María, 2018, pp. 196 ISBN 978-987-699-481-1
Al centro del volume c’è una molteplicità di voci e di esperienze animate dall’inquietudine memoriale di narrare esperienze traumatiche. Lo “spazio biografico” (che include biografie, autobiografie, confessioni, memorie, diari intimi, testimonianze, carteggi ma anche interviste, romanzi biografici, documentari, pratiche artistiche) è lo strumento di cui l'A. si serve per tracciare una cartografia che prende in esame le diverse modalità con cui si (ri)costruisce la memoria intima e collettiva in paesi (Argentina, Cile tra gli altri) in cui è ancora viva l’esigenza di comprendere il passato e rendere giustizia al vissuto di chi non c’è più, di narrare il trauma di un familiare desaparecido, di raccontare la condizione dell’esilio o dell’“insilio”
Julieta Zarco, "Treinta años de cine, política y memoria en la Argentina", Buenos Aires, Editorial Biblos, 2016, pp. 174, ISBN 978-987-691-403-1
Articolata in quattro capitoli (1. La ausencia de imágenes; 2. El horror está dentro; 3. La militancia lleva faldas; 4. De idas y vueltas), l'indagine dell'A. abbraccia un arco di tempo in cui le strategie memoriali del cinema hanno prodotto un am-pio ventaglio di risultati, anche perché il cinema argentino è stato più o meno in sintonia con le politiche istituzionali. Oltre che alla configurazione di una politica della memoria collettiva (con tutti i suoi risvolti conflittuali), il cinema ha contribuito a colmare quel vuoto di immagini che aveva contrassegnato uno degli aspetti più tragici della dittatura: il sequestro, la tortura e l’uccisione di decine di migliaia di persone
Prefazione [Trame narrative, intrighi di potere. La cospirazione nella letteratura ispanoamericana contemporanea]
La trama è qui intesa nella sua doppia valenza: fondamentale requisito per l'esperienza della lettura e chiave interpretativa nascosta di ogni finzione
Todo sobre mi hermano: Ernesto Guevara en el espacio de la intimidad
"Che, My brother" by Juan Martín Guevara and Armelle Vincent springs from a testimony that embraces family history and big history, biography and self-fiction. Che Guevara’s biography is the narration of a life propelled by a drive for justice. With this book Juan Martín sets his own story in motion, finds the texture of his life and retraces his traumatic past, charting the casual order of his memories. Juan Martín’s memoir reveals the doubling of every autobiographical adventure; it reconstructs Che’s personal journey far from the myth, and inevitably halts in front of the impossibility of transferring such an exemplary life
Sertão-Pampa. Topografie dell'immaginario sudamericano
Analisi degli elementi dialettico-retorici in "Grande Sertao: Veredas" di Joao Guimaraes Ros
Rodolfo Walsh: decostruire una verità falsificata con l'intersezione tra i generi
Con la manipolazione della finzionalità della detective story, Rodolfo Walsh ricostruisce la dinamica dell'assassinio di tre sindacalisti nell'Argentina degli anni Sessanta, svela la falsità della versione ufficiale e le macrocospiche lacune dell'inchiesta giudiziaria. Un testo fondatore del giornalismo narrativo mette a nudo la trama politico-criminale che contrassegna la crisi del movimento sindacale peronista
El silencio del testigo: "El etnógrafo" de Jorge Luis Borges
En "El etnógrafo" Borges trabaja la calculada ambiguedad de todo relato etnográfico. La ironía esencial del cuento radica en el hecho de que si bien la experiencia del protagonista culmina en su devenir otro, el relato de dicha experiencia permanece un secreto no enunciable. Tal como el etnógrafo no subordina el conocimiento del otro a la obligación de formalizar su vivencia en un discurso, el relato juega con el desconcierto que genera en el lector la posibilidad de conjeturar el contacto con lo "otro" perturbador como un enigma inaccesible
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