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    Palazzo Avogadro

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    A Elisa Sala si deve attribuire la sezione "Committenza e architettura" a Filippo Piazza la sezione "Affreschi e decorazioni". La dimora Avogadro si colloca alle spalle del palazzo della Loggia di Brescia; lo scritto ripercorre i passaggi di proprietà del bene: inizialmente citato nei testamenti Avogadro di fine XV secolo, giunge alla famiglia Martinengo Colleoni e, infine, con il XVIII secolo, alla città di Brescia. Attraverso indagini archivistiche, è stato possibile ricostruire l’articolazione planimetrica interna della dimora riconducibile agli interventi di riordino avviati nel XVI secolo; lo studio si è fondato anche su inediti rilievi ottocenteschi ad opera di Luigi Donegani. Lo scritto include alcune riflessioni sulla condizione odierna del bene

    Casino Avogadro

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    A Elisa Sala si deve attribuire la sezione "Committenza e architettura" a Filippo Piazza la sezione "Affreschi e decorazioni". Il Casino Avogadro si colloca sulle pendici del Colle Cidneo lungo la risalita al Castello di Brescia. Nel XVI secolo di proprietà della famiglia Avogadro, giunge nel Seicento tra i possedimenti Martinengo Colleoni. Le carte del XVII secolo forniscono alcuni dettagli sull’articolazione planimetrica interna della dimora consentendo di poterne tracciare le linee in essere prima degli interventi invasivi del XIX secolo. Le fronti, sfruttando le quote del suolo, mostrano un impaginato elegante con caratteri palladiani sebbene non attribuibile, come talvolta ipotizzato in bibliografia, all’architetto vicentino

    5 Paris Bordon, Treviso, 1500 – Venezia 1571, Madonna con il Bambino in trono tra i santi Giorgio e Cristoforo (“Pala Manfron”). 1527 circ

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    La scheda è pubblicata all'interno del catalogo della mostra "Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552" (Brescia, Museo di Santa Giulia,18 ottobre 2024-16 febbraio 2025), a cura di Roberta D’Adda, Filippo Piazza e Enrico Valseriati, promossa da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, iniziativa alla quale la stessa autrice ha collaborato anche in fase di progettazione, quale membro del comitato scientifico

    Ritratti della realtà nella pittura bresciana del Cinquecento

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    Il saggio è pubblicato all'interno del catalogo della mostra "Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552" (Brescia, Museo di Santa Giulia,18 ottobre 2024-16 febbraio 2025), a cura di Roberta D’Adda, Filippo Piazza e Enrico Valseriati, promossa da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, iniziativa alla quale la stessa autrice ha collaborato anche in fase di progettazione, quale membro del comitato scientifico. Il testo nel catalogo dedicato alla grande stagione del ritratto rinascimentale a Brescia, ripercorre lo sviluppo del genere, attraverso una selezione delle opere dei tre principali protagonisti, Romanino, Moretto e Savoldo, intrecciando congiunture storico-artistiche, culturali, religiose, declinate nelle varie sezioni del percorso espositivo

    Palazzi bresciani del secondo Cinquecento. Una nuova schedatura critica.

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    Schedatura delle dimore patrizie bresciane della seconda metà del XVI secolo avviata in occasione degli studi promossi dall'Ateneo di Brescia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti e confluiti nel volume Annali di Storia Bresciana 4, Brescia nel secondo Cinquecento. Architettura, arte e società, a cura di Filippo Piazza e Enrico Valseriati, Morcelliana, Brescia 2016. Il progetto, curato da Irene Giustina con Elisa Sala nel DICATAM dell'Università degli Studi di Brescia, ha riguardato alcune delle più interessanti (ma anche poco esplorate) fabbriche bresciane del pieno Rinascimento ed è confluito in schede critiche redatte da un gruppo di studiosi con un taglio interdisciplinare, integrando aspetti storici, architettonici ed artistici. La schedatura, basata in particolare su una nuova campagna archivistica e attenta soprattutto agli aspetti distributivi degli edifici oltre che a quelli pittorico-decorativi, amplia e aggiorna, talvolta correggendo, la letteratura consolidata e offre un nuovo punto partenza per considerazioni più ampie sulla feconda stagione architettonica e artistica bresciana del secondo Cinquecento e sulle sue relazioni con Venezia, Milano e i territori lombardo-emiliani. I palazzi schedati sono: Palazzo Maggi Gambara, Palazzo Maggi di Gradella, Palazzo Uggeri, Palazzina Lana, Palazzo Maggi Cigola Fenaroli, Palazzo Martinengo Cesaresco all’Aquilone, Casino Avogadro, Palazzo Avogadro, Palazzo Martinengo di Padernello Salvadego, Palazzina Dolzani Masperi, Palazzo Averoldi, Palazzo Monti della Corte, Palazzo Bargnani Lechi, cui si aggiunge la Sala del Collegio dei giudici

    Musica e paesaggio all'epoca di Fortunato Martinengo

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    Pubblicato nel catalogo della mostra "Il Rinascimento a Brescia: Moretto Romanino Savoldo 1512-1552" (Brescia, Museo di Santa Giulia, 18 ottobre 2024- 16 febbraio 2025), il saggio studia i concetti di musica e paesaggio (e le loro interrelazioni) all'epoca del conte Fortunato Martinengo, immortalato in un celebre ritratto del Moretto, oggi conservato alla National Library di Londra

    Dalle macerie la rinascenza: il Sacco di Gaston de Foix e la ricostruzione della concordia

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    Il contributo ripercorre le vicende del Sacco di Brescia (19 febbraio 1512), analizzando in particolar modo l'impatto del saccheggio sulla città di Brescia e i riflessi che si produssero sulle arti, la politica e la letteratura
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