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Filippo Lambertucci
L’idea di questo volume nasce dalla volontà dei curatori di raccogliere le testimonianze di ventisette architetti, di diversa formazione e provenienza, riguardo al loro rapporto (si sarebbe detto un tempo) con il tavolo da disegno, e al loro modo di accostarsi alle problematiche del progetto, dalle richieste della committenza, alla soluzione dei condizionamenti imposti dagli inevitabili vincoli, alle scelte di carattere strutturale, funzionale e formale.
Questo lavoro, sullo sfondo, vuol conservare un doppio proposito: se da un lato è importante far conoscere agli studenti in Architettura il necessario senso delle scelte che si celano dietro ciascun progetto, attraverso la costruzione di una sequenza plurale di testimonianze e di voci, rappresentanti del panorama contemporaneo, dall’altro è etico - per le discipline che si occupano del progetto - tentare di comunicare il pensiero architettonico alla comunità dei “non addetti ai lavori”, recuperando quello spirito del progetto come pratica sociale, in grado di educare ed indirizzare - si auspica - la futura domanda dei committenti: per una rinnovata missione culturale e civile dell’architettura. Nel racconto di alcune storie, si sveleranno - sicuramente - come le reali esigenze e le domande da parte dei committenti (spesso solamente programmatico-funzionali... nel migliore dei casi), siano state affrontate, interpretate e risolte da parte del progettista, intrecciando e coordinando le diverse forme di condizionamento per il progetto - le questioni funzionali, strutturali, tecnico-organizzative, normative, di contesto, di proporzione - e trasfigurandole nel tentativo di raggiungere un’immagine di bellezza.
Infine, questa collettanea vuol testimoniare la passione e le storie che si celano dietro ciascun progetto di architettura e provare a dimostrare quanto gli “accidenti” e le forme di condizionamento siano necessarie - al lavoro
dell’architetto/progettista - per la conduzione del proprio processo ideativo -interpretativo-configurativo che racchiude tutte le fasi del progetto
Una nuova stanza per la Forma Urbis Severiana
ll contributo si inserisce all'interno del libro "Il Colosseo, la piazza, il museo, la città", libro che espone l'esito di una ricerca condotta dal Dipartimento di Architettura e Progetto di Sapienza sotto il coordinamento scientifico del Prof. Orazio Carpenzano e del Prof. Filippo Lambertucci riguardante il masterplan per la ridefinizione e valorizzazzione dell'area archeologica centrale di Roma, ora denominata dal MIBACT Parco Archeologico del Colosseo. Alla luce della costituzione del Parco nel 2016, la ricerca ricompone il profilo culturale e spaziale di un luogo straordinario, tanto popolare quanto poco compreso nella sua controversa e complessa natura. Pur essendo un'icona pop, infatti, il grande monumento e i suoi dintorni restano culturalmente indecifrabili, e soffrono per di più di una prosaica ed inaccettabile carenza di servizi. A tutto questo va aggiunto il rapporto – a dir poco problematico – tra la città, con le sue esigenze quotidiane, e l'Area Archeologica Centrale. Nel volume "Progetti" in cui è contenuto il presente testo, si illustra un progetto di architetture urbane suggerendo le azioni necessarie alla riconfigurazione dell'invaso del Colosseo, alla ridefinizione del suo rapporto con l'area dei Fori e all'attivazione di un sistema museale diffuso che si disponga a corolla intorno al grande monumento.
Il contributo di Angela Fiorelli si concentra nella proposta per la sistemazione dell'area dove un tempo sorgeva il Templum Pacis e in particolare descrive il manufatto che l'autrice progetta per la collocazione della Forma Urbis Romae severiana. Il progetto per questa parte di città, non vuole essere il luogo espositivo e di ricerca degli esigui frammenti rimasti dell'antica mappa (individuato in altra sede all'interno del masterplan generale), ma mira piuttosto a ricomporre nel sito del ritrovamento la spazialità architettonica della sala in cui la Forma Urbis un tempo era collocata attraverso il disegno di un'opera assolutamente contemporanea. Tale dispositivo architettonico funge infatti da cerniera tra l'asse dei via dei Fori Imperiali e il piano archeologico: un volume cubico puro, una scatola cava dalle pareti cieche che ricalcano le dimensioni dell'antica stanza, viene sollevata leggermanete da terra per ospitare una grande scala di ordine urbano che dal mondo odierno conduce a quello sotterraneo della Roma Antica
Attraversare la storia. Una passeggiata nello spazio del tempo
Il saggio intende realizzare una sorta di viaggio per immagini all'interno della stazione Metro C di San Giovanni a Roma. Il racconto parte dalla quota dell'atrio e prosegue sino al piano corrispondenze per concludersi alla quota delle banchine dei treni. Ogni pagina è accompagnata da brevi testi che spiegano le ragioni delle scelte progettuali e figurative che hanno portato alla realizzazione della stazione. Il progetto è stato premiato in occasione della manifestazione "romarchitettura6" indetto dall'Inarch Lazio, dall'Acer e dall'Ordine degli architetti pianificatori e paesaggisti di RomaThe essay aims to create a sort of journey through images inside the Metro C station of San Giovanni in Rome. The story starts at the level of the atrium and continues up to the level of correspondence to end at the level of the train platforms. Each page is accompanied by short texts explaining the reasons for the design and figurative choices that led to the construction of the station. The project was awarded at the "romarchitettura6" event organised by Inarch Lazio, Acer and the Order of Planning and Landscape Architects of Rome
Archeologia per chi va in metro. La nuova stazione di San Giovanni a Roma
Può una stazione della metropolitana trasformare il proprio statuto, da infrastruttura di servizio a luogo della città? A Roma è finalmente in funzione la nuova stazione di San Giovanni sulla linea C, la prima con un allestimento interno che mette in scena il racconto delle vicende storiche succedutesi nel corso dei millenni e sedimentatesi nel terreno. I cospicui ritrovamenti archeologici e la loro stratificazione, profonda più di 20 metri, hanno di fatto invocato un cambio di passo nella progettazione standard della linea che qui ha ricercato un rapporto più legato alla specificità del sito. In particolare gli autori, docenti e ricercatori della Sapienza Università di Roma, sono giunti al progetto muovendo da un'indagine di quei conflitti e prospettive virtuose che emergono dal confronto tra infrastrutture contemporanee e città storica, tra esigenze di trasformazione, e miglioramento funzionale, e conservazione e valorizzazione del patrimonio. Il libro illustra il progetto di allestimento degli ambienti di stazione, dalla quota urbana sino alle banchine, seguendo il filo delle storie messe in scena e raccontate attraverso un'ampia documentazione d'immagini e disegni. Al contempo vengono inquadrati gli aspetti tecnici e metodologici affrontati, anche in riferimento allo stato dell'arte delle discipline coinvolte che vanno dall'architettura degli interni alla museografia, fino all'illuminotecnicaCan a metro station transform its statute from a service infrastructure to a city location? In Rome, the new San Giovanni station on line C is finally in operation, the first with an internal layout that stages the story of the historical events that have taken place over the millennia and settled in the ground. The conspicuous archaeological finds and their stratification, more than 20 meters deep, have in fact called for a change of pace in the standard design of the line that here has sought a relationship more related to the specificity of the site. In particular, the authors, professors and researchers of the Sapienza University of Rome, came to the project starting from an investigation of those conflicts and virtuous perspectives that emerge from the comparison between contemporary infrastructure and historical city, between needs for transformation, and functional improvement, and conservation and enhancement of the heritage. The book illustrates the project of setting up the station environments, from the urban level to the quays, following the thread of the stories staged and told through an extensive documentation of images and drawings. At the same time, the technical and methodological aspects addressed are framed, also with reference to the state of the art of the disciplines involved, ranging from interior architecture to museography and lighting technology
Velia and the archaelogical walk: english abstract
Our project aims to compensate the demolition of the Velia hill by evoking the original sylvian character of the site. The new architectural volumes are: the enlargment of Villa Silvestri-Rivaldi; a new small entrance building to the Fora, next to the church of San Lorenzo in Miranda; a cubic volume that provides a new entrance for Metro "C", in which is situated a permanent virtual exhibition of the "Forma Urbis Severiana", the most famous marble map of the Imperial Age. This volume follows the size and the position of the underlying structures of Templum Pacis
IL DIAP progetta per il MIBACT
Il testo presenta ed illustra una serie di progetti che Pisana Posocco e Filippo Lambertucci hanno condotto per conto del DiAP, Dipartimento di Architettura e Progetto della Facoltà di Architettura della Sapienza, su richiesta del Mibact. Sono progetti legati al tema del patrimonio.The text presents and illustrates a series of projects that Pisana Posocco and Filippo Lambertucci conducted on behalf of the Diap, Department of Architecture and Project of the Sapienza Faculty of Architecture, at the request of Mibact. These are projects related to the theme of heritage
Immagini fotografiche della nuova stazione della metrolitana di Roma della linea C San Giovanni
Sul libro sono pubblicate alcune fotografie che fanno parte del progetto fotografico sulla nuova fermata San Giovanni della linea C della metropolitana di Roma. Progetto architettonico di Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci
Misure e attitudini del progetto
Comitato Scientifico: Benno Albrecht, Marino Borrelli, Renato Capozzi, Emilio Corsaro, Francesco Costanzo, Adalberto Del Bo, Adriano Dessì, Andrea Di Franco, Giovanni Durbiano, Massimo Ferrari, Andrea Gritti, Filippo Lambertucci, Angelo Lorenzi, Alessandro Massarente, Pasquale Mei, Pasquale Miano, Carlo Moccia, Manuela Raitano, Alessandro Rocca, Giovanni Francesco Tuzzolino, Alberto Ulisse, Ettore Vadini, Ilaria Valente
Titolo dell’intervento: Misure ed attitudini del progetto
Relatori della sessione Esperienze - Temi, scale e propedeutica: Rosalba Belibani, Gioconda Cafiero, Alessandra Como, Fernanda De Maio, Felice De Silva e Manuela Antoniciello, Loredana Ficarelli, Mariangela Torchiarolo e Nicola Scardigno, Gianluigi Freda, Giancarlo Gianfriddo, Filippo Lambertucci, Francesco Lenzini, Sandra Maglio, Elena Scattolini, Alisia Tognon, Giuseppe Mangiafico, Claudio Marchese, Francesco Menegatti, Antonello Monaco, Michele Montemurro, Federica Piemontese, Carlo Quintelli, Carlo Ravagnati, Ludovico Romagni, Massimo Zammerin
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