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    Enrico Filippini a trent'anni dalla morte. Scrittura, giornalismo, politica culturale nell'Italia del secondo Novecento

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    Un’indagine a tutto campo sul lavoro culturale di Enrico Filippini (Cevio 1932 - Roma 1988), sullo sfondo di anni decisivi (1950-1990) per l’apertura dell’Italia a un orizzonte internazionale. I dodici contributi esplorano gli esordi di Filippini in Ticino; l’incontro a Milano con Antonio Banfi, Enzo Paci e la fenomenologia; il lavoro nell’editoria; la sua importante mediazione tra la cultura mitteleuropea e quella italiana, attraverso la traduzione di Husserl, Benjamin, Binswanger. Meno noti, e qui per la prima volta approfonditi, i rapporti con la Francia, la Spagna e l’America latina. Documenti e testimonianze inedite chiariscono l’attività letteraria di Filippini e il ruolo d’intermediario che ebbe tra l’editoria e la Neoavanguardia, importante per la fondazione del Gruppo 63. Emergono inoltre nuovi elementi sulla produzione giornalistica di Filippini a “la Repubblica”, articoli che, come pochi altri, hanno saputo raccontare la “cultura della crisi” e il “moderno”

    Smaterializzare lo spazio del negozio. Effetti del digitale negli interni e negli affacci urbani

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    Il contributo indaga le ultime istanze del retail design collegate alla vendita omnicanale che ha ricadute anche nel contesto urbano, modificando l’organizzazione ambientale del negozio e la relazione con lo spazio cittadino. Personalizzazione, inclusione, esperienza digitale – lungo un processo definito dalla letteratura sui negozi e i consumi in termini di retailtainment – guidano negli ultimi anni, e sempre di più dopo le vicende pandemiche, il progetto di architettidesigner e sviluppatori di software per la vendita off e on line, confermando la pronosticata convergenza tra mondo fisico e digitale (phygital). In questo scenario in fieri, dove i feedback forniti dai social sono già inclusi tra i fattori cruciali d’acquisto, i colossi dell’on-line sperimentano punti vendita reali con vetrine interattive, uso di fotocamere e sensori per l’acquisto senza cassa, e la grande distribuzione si ridimensiona con concept store nei centri storici cercando l’integrazione con la vita del quartiere. The present paper investigates the latest developments in retail space design related to omnichannel retail. The latter also has an impact on the city, transforming the stores’ layout design and their relationship with the urban context. In recent years, customisation, inclusiveness and digital experience, the key features of the so-called retailtainment – a term coined by the literature on retail spaces and consumption – have inspired the projects of architects, designers and software developers for online and offline retail, and increasingly so after the pandemic, confirming the predicted convergence of physical and digital (phygital) worlds. In this scenario in the making, with social networks influencing purchasing decisions, on-line giants have been using stores to experiment with interactive shop windows, the use of cameras and sensors for checkout-free shopping. Large retailers, on the other hand, are experimenting with smaller store formats such as concept stores, located in city centres and thus seeking integration with the neighbourhood

    Efeso, Ulpiano e il Senato. La contesa per il primato nella provincia Asia nel III sec. d.C.

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    Nell'Asia Minore romana di epoca imperiale (I–III sec. d.C.) le antiche città greche continuavano a combattere aspramente tra loro per conquistare il primato provinciale: Efeso, Pergamo, Smirne, Sardi, Cizico, Laodicea e le altre poleis erano in competizione per ottenere titoli e privilegi dagli imperatori e dal Senato di Roma, in particolare la custodia di un tempio federale del culto imperiale e il rango di metropoli. L'analisi storica di un importante dossier epigrafico e numismatico di Efeso rivela come la città fosse riuscita, tra l'epoca dei Severi e di Diocleziano (c.a. 193–293), a consolidare la sua posizione grazie all'accorta diplomazia dei notabili cittadini e infine a detenere la presidenza della prestigiosa federazione dei Greci d'Asia. Il più antico testimone dei privilegi giuridici efesini risulta essere il celebre giurista Ulpiano, allora segretario della cancelleria dell'imperatore Caracalla; la sua trattazione in materia venne recepita e ufficialmente citata da un proconsole d'Asia di epoca dioclezianea, T. Oppius Aelianus Asklepiodotos, che confermò in via definitiva il primato di Efeso rispetto alle altre metropoli provinciali

    Non sono atti degli apostoli ma scritti demoniaci. Il movimento enkratita nell’Anatolia tardoantica: iscrizioni, eresiologi e testi apocrifi

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    Different sources (epigraphical, literary, apocryphal) can be used to analyse the Christian heretical sects connected to an enkratite movement (Enkratites, Apotactites, Sakkophoroi, Hydroparastatai, Aerians), which was characterised by radical forms of self-restraint (enkrateia). Epigraphical documents are helpful in setting these communities in the rural background of late antique Anatolia (4th-5th cent. AD). On the other side the apocryphal acts of the apostles offer important hints on social and economic ideas developed by Enkratites and throw new light on their specific Christian Weltanschauung

    Epigramma onorario per l'alto funzionario Martinianus

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    Hierapolis of Phrygia; Greek Epigraphy; Roman History; Late Antiquity; Prosopography; Martinianus; honoray epigrams

    È possibile costruire mobili di serie?” Ombre e luci sull'arredo democratico italiano dal dopoguerra

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    L’ampio periodo, quello tra le due guerre, preso in considerazione per avanzare le riflessioni che seguono, trova una sua precisa giustificazione nel considerare che dal 1945 in avanti vengono ripresi e sviluppati alcuni discorsi parzialmente interrotti a causa dei conflitti, ma impostati, a livello internazionale, almeno dagli anni venti e con estremo ritardo in Italia almeno dai trenta. Se è indubbio il mancato aggancio della sponda commerciale-produttiva al progetto di design – parlando di paradosso di un “design senza industria” che porta il design italiano a confrontarsi prevalentemente con l’artigianato e le arti, investendo la sfera artigianale della capacità di qualificare l’oggetto – bisogna aggiungere un fattore non meno importante, quello del retaggio culturale “italico” – ben divulgato da autorevoli progettisti come Gio Ponti che indirizza il progetto degli interni ai “mobili decorativi”

    Smart Italian design: un nuovo futuro per il design industriale italiano

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    Una nuova imprenditoria del design si sta affacciando nello scenario italiano. La tanto celebrata smartness nel progetto di italian design vede oggi innestarsi una sorta di nuova intelligenza: un'attitudine non più circoscrivibile esclusivamente al solo prodotto finito ma sempre più allargata all'intera filiera, alla messa a fuoco di operazioni imprenditoriali di più ampio respiro che, partendo magari da un'idea, ne diffondono il raggio d'azione fino a costruire imprese vere e proprie. In questo articolo si passano in rassegna tre esempi di recenti progetti imprenditoriali o start-up che hanno messo al centro del progetto nuove idee di prodotto o di sistema; in linea con una visione rinnovata del fare design che pone al centro il processo e si interroga di volta in volta su come strutturare, attraverso un sistema smart, delle nuove modalità basate su: crowdfunding, l'idea di una "fabbrica diffusa", un prodotto-sistema ad alto contenuto tecnologico con applicazioni diverse

    Gastrointestinal stromal tumors treatment in the Imatinib era. The role of fair indication

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    Minerva Chirurgica 2012 Aprile;67(2):165-73 lingua: Inglese Tumori stromali gastrointestinali nell’era dell’Imatinib. Il ruolo della corretta indicazione Vendettuoli M., Pironi D., Pontone S., Panarese A., La Gioia G., Arcieri S., Romani A. M., Palazzini G., Filippini A. ✉ Department of Surgical Sciences, La Sapienza University, Rome, Italy PDF Obiettivo. I tumori stromali gastrointestinali (gastrointestinal stromal tumors, GIST) rappresentano la più comune causa di tumori mesenchimali dell’apparato digerente. La chirurgia rimane il trattamento di prima scelta. Nel nostro studio abbiamo analizzato i tassi di sopravvivenza e recidiva in due gruppi di pazienti trattati chirurgicamente prima e dopo l’avvento dell’Imatinib. Metodi. Sono stati analizzati due gruppi di pazienti sottoposti a chirurgia per GIST selezionati tra il gennaio del 1997 e il dicembre 2002 (gruppo Pre-IM) e tra il gennaio 2003 e il dicembre 2008 (gruppo Post-IM). Caratteristiche anagrafiche e anamnestiche, manifestazioni cliniche, sede e stadiazione dei tumori sono state registrate e confrontate. Risultati. Nel gruppo Pre-IM il tasso di sopravvivenza media e stato di 24,6 mesi (15-51). I pazienti appartenenti al gruppo Post-IM sono attualmente sotto stretto controllo oncologico (follow-up medio 50,7 mesi; range 26-74) manifestando una ottima risposta alla terapia farmacologica. Conclusioni. La diagnosi precoce e la chirurgia radicale rimangono ad oggi le armi più efficaci nel trattamento dei GIST. Gli ottimi risultati ottenuti con l’utilizzo dell’Imatinib suggeriscono un più ampio utilizzo nel trattamento farmacologico. La nostra esperienza suggerisce un’elevata correlazione tra lo stato mutazionale della proteina KIT e la prognosi clinica. Questo aspetto merita ulteriori approfondimenti in futuri studi randomizzatiMinerva Chir. 2012 Apr;67(2):165-73. Gastrointestinal stromal tumors treatment in the Imatinib era. The role of fair indication. Vendettuoli M1, Pironi D, Pontone S, Panarese A, La Gioia G, Arcieri S, Romani AM, Palazzini G, Filippini A. Author information Abstract AIM: Gastrointestinal stromal tumor (GIST) is the most common mesenchymal tumor of the gastrointestinal tract. Surgery remains the elective treatment. We retrospectively compared two group of patients, who underwent surgery for GIST before and after Imatinib advent in order to analyze the recurrence and survival rate. METHODS: Two patient groups who underwent surgery for GIST, from January 1997 to December 2002 (Pre-Imatinib group) and from January 2003 to December 2008 (Post-Imatinib group) were compared. Patients were evaluated on the base of gender, age, clinical manifestations, primary location and metastasis positivity, tumor size, mitotic index, immunoreactivity for CD117 and the outcome, including date of death. RESULTS: In the Pre-IM group only one patient died for prostate cancer, 12 months after operation, the other died because of GIST with a 24.6 months of median survival rate (range 15-51). In the remaining 12 patients the median follow up period was 55 months (range 6-152 months). In the Post-IM group the mean follow up was 50.7 months (range 26-74) and they are still being assessed for oncological as well as surgical treatment. CONCLUSION: Early diagnosis and radical resection remain the standard of cure for GISTs. To date, the use of Imatinib lead to its utilization as adjuvant and neo-adjuvant therapy in adults. Our experience suggests that there is a correlation between the mutational status of KIT and clinical outcome. These aspects should be explored for targeted therapy that can effectively combine biological therapy to surgery. PMID: 22487918 [PubMed - indexed for MEDLIN
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