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Caratterizzazione di un vitigno minore dell'Alto Lazio: la Cannaiola di Marta
Cannaiola di Marta è un vitigno minore ad uva nera coltivato su pochi ettari in provincia di Viterbo, nei territori dell’omonimo villaggio situato sul lago di Bolsena e, più sporadicamente, a Capodimonte e Tuscania. Cannaiola di Marta fornisce un vino da fine pasto apprezzato localmente e oggetto di una crescente richiesta, ma pressochè introvabile. Per la sua valorizzazione, è stato ottenuto il riconoscimento della DOC nell’ambito del Vino dei Colli Etruschi viterbesi ‘Canaiolo’. Le origini del vitigno sono incerte: è ritenuto talora sinonimo di Canaiolo nero oppure un clone distinto del vitigno toscano. Sul piano varietale, tuttavia, il disciplinare proposto, pur obbligando a riportare la denominazione specifica, non identifica il vitigno Cannaiola come entità distinta dal Canaiolo nero, ma come un suo sinonimo, alimentando in tal modo possibili confusioni e rischi di inquinamento genetico, con sostituzione e perdita del materiale localmente selezionatosi nei secoli.Poichè manca una specifica descrizione, la caratterizzazione ampelografica di Cannaiola di Marta costituisce un primo passo finalizzato alla verifica ed all’accertamento della sua identità. Sono quindi state effettuate nel corso di un triennio osservazioni sulle caratteristiche biometriche di foglia, grappolo e acini e su alcuni caratteri fenologici ed agronomici, a confronto con il vitigno toscano Canaiolo nero. La pianta è risultata poco vigorosa e scarsamente produttiva. Il grappolo, tozzo e piuttosto compatto, giunge a maturazione oltre una settimana prima di Canaiolo nero. La temperatura di germogliamento, calcolata sulla base della relazione tra tasso di sviluppo e temperatura, non è risultata significativamente diversa nei due vitigni. Il succo alla raccolta è più ricco di zuccheri e a più bassa acidità titolabile. L’analisi di 6 loci microsatellite non ha evidenziato differenze tra le due accessioni
Expression of genes associated with anthocyanin synthesis in red-purplish, pink, pinkish-green and green grape berries from mutated ‘Sangiovese’ biotypes: a case study
Using normal red-purplish grape bunches and pink, pink-green and green berry colour-mutated biotypes of cv. Sangiovese (V.vinifera L.), we investigated their anthocyanin metabolism via biochemical and molecular assays. The number and composition of the different types of anthocyanins were analysed by spectrophotometry and chromatography. The expression of six structural genes of biosynthetic pathway (chalcone synthase [CHS], chalcone isomerase [CHI], flavanon-3-hydroxylase [F3H], dihydroflavonol 4-reductase [DFR], leucoanthocyanidin dioxygenase [LDOX] and UDP-glucose 3-O-flavonoid:glucosyltransferase [UFGT]) was determined over the four weeks subsequent to veraison via Northen blot and Real Time PCR.The grapes from the non-mutated biotype showed a prevailing accumulation of monoglycoside anthocyanin fractions, with only traces of acetyl and p-coumaroyl derivatives. The berries of the mutated biotypes showed a gradual berry pigment loss associated with a reduction in total anthocyanin content, although anthocyanin composition was the same of the non-mutant biotype. Indeed, the Northern blot assay data, as confirmed by the quantitative Real Time PCR tests, showed a differential expression in the berries of the non mutated and mutated biotypes for the UFGT gene, proving normal in the red purplish, lower in the biotypes with pink and pink-green berries and wholly lacking in the green one. Thus, the UFGT gene in berry skin of colour-mutated Sangiovese biotypes is controlled independently of the other structural genes encoding enzymes in the anthocyanin biosynthetic pathway and its capacity of expression is a critical factor in the synthesis and storage of these compounds.[...
La biodiversità Viticola in Emilia Romagna
L’Emilia-Romagna, che rappresenta la terza regione italiana per la produzione di vino, è caratterizzata da una piattaforma ampelografica che, pur dominata da Lambruschi, Sangiovese e Trebbiano romagnolo, vanta una notevole ricchezza in termini di “biodiversità” viticola, testimoniata dalle 99 varietà di vite appartenenti al Registro Nazionale delle varietà di Vite e autorizzate alla coltivazione in regione. Tale notevole variabilità, autoctona e alloctona, è ancora oggi molto esposta a rischio di erosione genetica e di estinzione dei genotipi ‘minori’ o estremamente rari. Partendo da queste considerazioni, la Regione Emilia-Romagna ha finanziato nel corso degli ultimi 20 anni numerosi progetti volti alla ricognizione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio viticolo.
I risultati del progetto PSR 2014-2020 - Sal.Va.Re.Bio.Vit.E.R. (2017-2020), Recupero, salvaguardia e valorizzazione della biodiversità viticola in Emilia-Romagna, conclusosi nel dicembre 2020, hanno consentito di implementare le conoscenze sulla biodiversità viticola presente in Emilia-Romagna. Nel complesso, le attività di ricognizione condotte sul territorio hanno permesso di individuare 46 accessioni delle quali è stato analizzato il profilo molecolare basato sui 10 marcatori microsatellite. Tra queste, 24 sono risultate accessioni locali, 14 delle quali non conosciute e 10 delle quali, pur non iscritte al Registro Nazionale delle Varietà e neppure al Repositorio, erano già state caratterizzate geneticamente ma solo parzialmente dal punto di vista morfologico e spesso con denominazioni differenti. I vitigni individuati verranno sottoposti a ulteriori indagini di fenotipizzazione per arrivare in primo luogo alla iscrizione al Repositorio regionale e per valutare, con ulteriori approfondimenti di natura agronomica ed enologica, le possibilità di una loro valorizzazione e di una eventuale iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite, condizione indispensabile per rendere possibile la loro coltivazion
Individuazione di omonimie e di sinonimie in alcune cultivar di Vitis vinifera attraverso metodi ampelografici e analisi del DNA a mezzo di microsatelliti
Il sistema di allevamento a “siepe” con potatura semiminima: esperienze sulla cv. Sangiovese
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