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    Recensione a: J. GOLDSWORTHY, Parliamentary Sovereignty – Contemporary Debates, Cambridge Cambridge University Press, 2010, pp. 326

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    I quattro temi di questa monografia, in cui all’impostazione del problema l’autore fa precedere una accurata analisi filosofica ed una minuziosa ricostruzione delle cause storiche dei diversi aspetti con cui la giurisprudenza e la dottrina anglosassone ha trattato, all’interno del tema del “common law constitutionalism”, la “Sovranità del Parlamento”, dimostrano esaurientemente la difficoltà di riuscire a dare una esatta valutazione giuridica a dei concetti, quando questi sono di stretta attualità politica, in quanto, più abusati e comuni essi diventano, tanto più imprecisi ed inefficienti essi possono risultare.The four themes of this monograph, in which the setting of the problem, the author makes precede a thorough philosophical analysis and a detailed reconstruction of the historical causes of the different aspects in which the case law and doctrine British treaty, within the theme of "common law constitutionalism", the "Sovereignty of Parliament", fully demonstrate the difficulty of being able to give an exact assessment of the legal concepts when they are topical policy, since most abused and common they become, the more inaccurate and inefficient they may be

    Recensione a: S. BARTOLE, La Costituzione è di tutti, Bologna, Il Mulino, 2012, pp.198

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    Esistono testi che, per una sorta di eterogenesi dei fini, superiore alle stesse intenzioni dei loro autori, sono destinati a sprigionare un carico di divisività tale da farli assurgere a veri e proprio casi nel panorama editoriale ed accademico.Questo è stato sicuramente il destino dell’opera del Bartole, Interpretazione e trasformazioni della Costituzione repubblicana, che nel 2004, ha preceduto il testo oggetto di questa recensione, e del quale, il presente, La Costituzione è di tutti, rappresenta, a giudizio dello scrivente, un tentativo di mediazione tra le sue diverse ed opposte interpretazioni; mediazione realizzata tramite l’approfondimento delle tematiche le cui criticità hanno maggiormente, da un lato, scatenato il rovello polemico dei detrattori, e dall’altro, rafforzato la convinzione dei suoi sostenitori a farsi tetragoni delle loro posizioni

    Recensione a: F. Biondi, Il finanziamento pubblico ai partiti politici. Profili costituzionali, Milano, Giuffrè, 2012, pp. 232

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    Ogni analisi scientifica indipendentemente dalla sua neutralità e dalla volontà di porre come suo oggetto di studio un singolo settore, o, come avviene in questo volume, singoli profili costituzionali in tema di finanziamento dei partiti politici e di interventi regolatori dello Stato sull’uso del denaro da parte dei soggetti politici presuppone, come ebbe a riconoscere nel 1949 Schumpeter nel suo “Scienza ed Ideologia”, una “visione o intuizione del ricercatore”: l’opera della Prof.ssa Biondi, in grado d’essere, tanto rigorosa nella concatenazione logica degli assunti, nell’argomentazione delle comparazioni offerte, nella descrizione della evoluzione dei diversi modelli, e nelle referenzialità delle citazioni, quanto animata da un acume in grado di concentrarsi sugli elementi essenziali, tralasciando i “ballons d’essai” quotidianamente offerti dal dibattito politico e le critiche sovente rivolte al regime istituzionale vigente, le quali sembrano ormai divenute opinione dominante, e, più ancora, luogo comune, conferma la validità di questa osservazione.Every scientific analysis regardless of its neutrality and willingness to put as its object of study a single sector, or, as in this volume, individual profiles constitutional regarding funding of political parties and regulatory intervention of the state on the use of money by political actors assumes, as it had to recognize in 1949 Schumpeter in his "Science and Ideology", a "vision or insight of the researcher": the work of Prof. Biondi, capable of being, as rigorous in the concatenation logical assumptions, argumentation comparisons offerings, in the description of the evolution of the different models, and in the referentiality of the quotes, as animated by an acumen able to focus on the essentials, leaving aside the "ballons d'essai" daily offered by the debate political and criticism often directed at the existing institutional arrangements, which now seem to have become dominant opinion, and, even more, commonplace, confirms the validity of this observation

    Concorso "A due anni dalla rivoluzione del 25 Gennaio 2011, quali contributi possono dare i giovani all'Egitto? Idee, pensieri, proposte, progetti per il futuro..." indetto dall' Ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto

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    In the July 25, 1943, during the II World War and after twenty years of dictatorship, Italian government decided to turn the page and follow the orientation of reviving the liberal institutions of the pre-fascist period. On 2 August of the same year, the Royal Decree-Law n. 705 dissolving the “Camera dei Fasci e delle Corporazioni” and stated that within four months from the end of the war were to hold elections for the new Chamber of Deputies. The war and subsequent political prevented the realization of this project and emphasize the need for a comprehensive review of the whole institutional structure. By “Decreto Legge Luogotenenziale” June 25, 1944, n. 151, it was stated that at the end of the war were to elect a Constituent Assembly by direct universal suffrage and secret ballot to choose the new form of state and prepare the new Constitution. In addition, with the “Decreto Legislativo” April 5, 1945, n. 146 it was decided to create a not elected body, the “Consulta Nazionale”, in order to endorse the Government decisions on regulatory issues of particular relevance. This committee also participated in the drafting of the electoral law for the Constituent Assembly. The political post-conflict transformed the framework that was outlined above. The “Decreto Legislativo” 16 March 1946, n. 98, modified the “Decreto Legge Luogotenenziale” n. 151 of 1944, entrusting to a referendum the decision on the institutional form of the state, adding that if a majority of the electors voting had spoken in favor of the Republic, the Constituent Assembly, as his first act was to elect the Provisional Head of State. After 68 years, on the other side of the Mediterranean sea, Egypt, “the oldest state that has always known the meaning of citizenship and equality”, country which like Italy comes from an ancient civilization, lives a constitutional transition. Such as Italy in the forties, almost immediately after the his dictator departure, the SCAF, the Supreme Council of the Armed Forces, the junta to which Mubarak resigned power on February 11 convened a not elected body, a committee of lawyers and judges, to draft amendments to Egypt’s constitution for a rapid transfer of power to an elected, civilian government. The committee generated eight constitutional amendments that implicitly laid out a timetable for Egypt’s transitional period , likewise the “Consulta Nazionale” did in Italy. Is possible to find more connections ( e.g. as well as in Italy in Egypt the liberation movement was always a pluralistic on, united most by what they opposed : the dictatorship, even if they opposed it for different reason) but the aim of this working paper is different. The purpose of this paper is to describe briefly how the legal doctrine in Italy studied the constitutional transition, in order to bring out through the comparison between the two experiences of rebuilding of democratic institutions after despotic regimes other works that aim to examine in detail the many questions connected

    Recensione a R. Scarciglia, F. Alacevich, F. Guida, (a cura di), Le Facoltà di Scienze politiche in Italia, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 213. In NOMOS - ISSN:2279-7238

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    L’opera collettiva in esame contempla, attraverso una progressiva trattazione, gli esiti della raccolta dei lavori svolti durante il Convegno «Istruzione come bene pubblico nei 150 anni dell’Italia unita» tenuto, nel 2011 presso l’Università degli Studi di Salerno. Il volume spicca, oltre per il suo valore di testimonianza sull’attuale “stato dell’arte” dell’Università e delle Facoltà di Scienze politiche – indispensabili istituzioni culturali – per le possibilità di riflessione ed analisi che esso offre. Le sue pagine sono, difatti, potenziali strumenti per considerazioni teoretiche d’ampio respiro: sia sul concetto, sia sulle funzioni, dell’Università – in generale – e – in particolare – delle Facoltà di Scienze politiche. E tal fine, in queste sede vengono presentate relazioni sugli atenei di: Bari; Firenze «Cesare Alfieri»; Genova; Macerata; Milano; Milano Università Cattolica del Sacro Cuore; Napoli «L’Orientale»; Padova; Perugia; Roma «La Sapienza»; Roma Tre; Salerno; Siena; Teramo; Trieste; Università della Calabria; Urbino «Carlo Bo»; Vallée d’Aoste

    Recensione a P. Pombeni, La questione costituzionale in Italia, Bologna, il Mulino, 2016, pp. 376. In NOMOS - ISSN:2279-7238. pp.1-6. In NOMOS - ISSN:2279-7238 vol. 2

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    L’opera, a prescindere dallo “scaffale” sul quale la si intende collocare, risulta, non solo preziosa, ma, soprattutto nell’attuale contesa, indispensabile per tutte le posizioni in essa coinvolte. Le ragioni sono facilmente comprensibili: se, da un lato, è già stato osservato da autorevoli studiosi come Giorgio Rebuffa che, da quando è possibile parlare di una reale democrazia dei moderni, la trama dei tempi sia stata soggetta a continue rotture, essendo presente in ogni processo d’emersione di nuove fasi politiche un medesimo intento a dimenticare, presentandosi come eccezionale ed unica (e conseguenze di ciò sarebbero riscontrabili nelle sempre maggiori difficoltà contro le quali andrebbero scontrandosi quanti volessero compiere una tessitura della memoria in grado di portare ad una comprensione ed ad una riaffermazione delle ragioni dello stare insieme di una grande comunità); dall’altro, appare evidente una recente ed altrettanto pericolosa tendenza che, ad ogni costo, ed al di là di ogni ragionevole evidenza, riterrebbe possibile rinvenire per ogni posizione coinvolta nei summenzionati processi, un precedente, una tradizione, o una radice. Tali affermazioni, potrebbero essere validamente poste in ogni contesto nazionale; appaiono oggi come ragioni dirimenti alla questione di lungo periodo, per la quale, la vita pubblica italiana sia spesso difficile da decifrare. Viceversa, quelle offerte da Pombeni sono coordinate certe; ricavate da una puntuale rassegna d’indagini sugli sviluppi dottrinari, sia di singoli istituti giuridici, che di risalenti chiavi interpretative. Ed è per questo che, a prescindere dal loro essere, o meno, legate al presente, queste, soprattutto per le valutazioni dei cultori del diritto costituzionale, risultano oggi essere assolutamente indispensabili

    Recensione a L. Miles, A. Wivel (Edited by), Denmark and the European Union, London, New-York, Routledge, 2014, pp. 280

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    Il volume scelto per questa recensione sembra offrire immediatamente soltanto una opportunità d’indagine tecnica, specifica, cioè, delle tecniche e degli strumenti d’attuazione del Diritto dell’Unione Europea applicati alle esigenze funzionali, interne ed esterne, dell’organizzazione amministrativa dello Stato danese e della divisione di attività tra i suoi diversi organi costituzionali in relazione all’indirizzo politico in esso predominant

    Recensione a: AA. VV. , Italia al voto: le elezioni politiche della Repubblica (a cura Di L. Ricolfi, B. Loera, S. Testa), Utet, Torino, 2012, pp. 645

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    Nonostante l’editoria d’interesse scolastico nel corso degli anni abbia subito tanti e tali cambiamenti da rendere il “sussidiario” come qualcosa di ormai lontano nella memoria e legato a suggestioni più vicine al mondo letterario del De Amicis che alla nostra quotidianità, questo è ancora presente all’interno del nostro immaginario collettivo. Libro di testo comunemente adottato, insieme a quello di lettura, all’interno di ogni ciclo di studio, esso conteneva i primi elementi di tutte le materie d’insegnamento. Cambiate le cose che devono essere cambiate è questa la forma che reputo più idonea a descrivere l’opera oggetto di questa recensione: “Italia al voto: le elezioni politiche della Repubblica”. La convinzione dello scrivente deriva dalla constatazione per cui questo compendio di storia elettorale riesca ad essere realmente di ausilio in quanto basato su di un “controllo incrociato” dei dati proposti

    Seminario "Le Corti e il voto" sull’ordinanza di remissione della Corte di Cassazione e le prospettive dell’innovazione elettorale in Italia del 12 giugno 2013. Documentazione Seminario

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    DOCUMENTAZIONE SEMINARIO “LE CORTI E IL VOTO” (a cura di Simone Ferraro) 1. Testo Ordinanza Interlocutoria, n. 12060 CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE 2. Testo Memoria difensiva nel Ricorso R.G.N. 18249/2012 per l’Udienza pubblica del 21 marzo 2013 3. Testo Ricorso R.G N. 18249/2012 4. Sandro Staiano (Professore ordinario di Diritto costituzionale Università di Napoli Federico II), L’accesso alla Corte costituzionale per far dichiarare l’llegittimità della Legge elettorale. Breve nota sull’Ordinanza di rimessione della Legge elettorale 5. Emanuele Rossi (Professore ordinario di Diritto costituzionale Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), La Corte costituzionale e la legge elettorale. Un quadro in tre atti e dall’epilogo incerto, pubblicato su www.federalismi.it, il 5 giugno 2013 6. Dossier: CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, Prima Sezione Civile, Ordinanza Interlocutoria, n. 12060, Oggetto: Legge elettorale n. 270/2005. Legittimità costituzional
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