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    I livelli dell'attore organizzativo: individuo.

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    Si tratta del capitolo 2 (di Fabrizio Ferraro e Luigi Maria Sicca) nel manuale dal titolo “Organizzazione Aziendale: assetto e meccanismi di relazione” (a cura di Paolo de Vita, Riccardo Mercurio e Francesco Testa). Obiettivo di questo capitolo è di richiamare l’attenzione del lettore sull’assetto ed i meccanismi di relazione dell’ “attore organizzativo individuo”. L’analisi dell’attore individuo (alla stregua degli altri livelli di attore/azione) si pone al crocevia di molteplici tradizioni teoriche ed ambiti professionali che vanno - per esempio - dagli impatti dello sviluppo scientifico e tecnologico sul lavoro, alle esigenze psicologiche, di motivazione e di sviluppo/salvaguardia dei lavoratori e della loro identità sui luoghi di lavoro, a problemi di relazioni industriali che interessano i rapporti tra lavoratori ed impresa, ecc... . Di fronte ad una variegata gamma di possibili modi per interpretare l’azione a livello individuale, Fabrizio Ferraro e Luigi Maria Sicca si focalizzano su due piani da considerare come una “barriera non eludibile” in relazione reciproca: da un lato i problemi di progettazione delle strutture, dall’altro il comportamento organizzativo. Da tale binomio l’analisi si snoda su tre categorie di analisi che orientano l’intera trattazione del manuale entro cui si colloca il capitolo: conoscenza, potere ed affettività verranno qua affrontate dal “punto di osservazione” dell’attore individuo e, pertanto, attraverso una radiografia della microstruttura del lavoro

    MOViDA: multiomics visible drug activity prediction with a biologically informed neural network model

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    Motivation: The process of drug development is inherently complex, marked by extended intervals from the inception of a pharmaceutical agent to its eventual launch in the market. Additionally, each phase in this process is associated with a significant failure rate, amplifying the inherent challenges of this task. Computational virtual screening powered by machine learning algorithms has emerged as a promising approach for predicting therapeutic efficacy. However, the complex relationships between the features learned by these algorithms can be challenging to decipher. Results: We have engineered an artificial neural network model designed specifically for predicting drug sensitivity. This model utilizes a biologically informed visible neural network, thereby enhancing its interpretability. The trained model allows for an in-depth exploration of the biological pathways integral to prediction and the chemical attributes of drugs that impact sensitivity. Our model harnesses multiomics data derived from a different tumor tissue sources, as well as molecular descriptors that encapsulate the properties of drugs. We extended the model to predict drug synergy, resulting in favorable outcomes while retaining interpretability. Given the imbalanced nature of publicly available drug screening datasets, our model demonstrated superior performance to state-of-the-art visible machine learning algorithms. Availability and implementation: MOViDA is implemented in Python using PyTorch library and freely available for download at https://github.com/Luigi-Ferraro/MOViDA. Training data, RIS score and drug features are archived on Zenodo https://doi.org/10.5281/zenodo.8180380

    CORTE COSTITUZIONALE, BUNDESVERFASSUNGSGERICHT E CORTE EDU TRA IDENTITÀ SESSUALE E ORIENTAMENTO SESSUALE

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    La sentenza n. 170/2014 della Corte costituzionale era attesa con interesse in dottrina, poiché sarebbe stata l’occasione per ritornare sul tema delle coppie same-sex dopo la nota decisione n. 138/2010. Si tratta di una pronuncia sostanzialmente confermativa della precedente; tuttavia, la particolarità della fattispecie, in cui una coppia originariamente eterosessuale diviene same-sex in seguito alla rettifica del sesso di uno dei coniugi, segna un incrocio problematico tra il diritto all’identità sessuale e quello all’orientamento sessuale. Proprio la specificità del caso ha suggerito un’analisi comparata con altre pronunce di due diversi giudici, il Bundesverfassungsgericht e the European Court of Human Rights, che hanno esaminato fattispecie fondamentalmente analoghe. L’obiettivo è stato quello di evidenziarne differenze e analogie, facendo emergere soprattutto il conclamato ritardo dell’ordinamento italiano in tema di disciplina legislativa delle coppie omosessuali
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