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«Il gesto ripetitivo mi annoia, mi disturba, mi stanca». Ambrogio Pozzi: artista
Il contributo ricostruisce la figura dell'Ambrogio Pozzi artista, poco sondata dalla storiografia, nettamente più rivolta all'analisi del ruolo svolto nell'ambito del design
Il Gruppo "Immagine". Una storia di artivismo femminista da Varese alla Biennale di Venezia, catalogo della mostra (Varese, Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 15 novembre 2023-8 marzo 2024)
Nel catalogo della mostra (Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 15 novembre 2023-8 marzo 2024) è integralmente ricostruita, per la prima volta, la storia del sodalizio nato a Varese nel 1974 e rimasto attivo sino al 1988
Ambrogio Pozzi. Opere dalla collezione di famiglia
Catalogo della mostra (Varese, Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 6 novembre 2019-14 febbraio 2020)
«Una fragile essenza dell’apparire»: sull’ultima fase della ricerca di Antonio Pizzolante
Antonio Pizzolante (1958 -), esordiente, negli anni Settanta, nell’ambito della pittura figurativa di matrice neoespressionista, approda successivamente alla scultura, declinata dapprima secondo vigorose modalità materiche e indirizzata, poi, verso soluzioni installative lineari, archetipiche, primarie, minimaliste. Centrale, nell’ultima fase della sua ricerca, di cui le opere esposte e pubblicate fanno parte, è il rapporto dialogico tra la forma e lo spazio (reale e illusorio, tangibile ed evocato), a creare o a enfatizzare pieni e vuoti, concavità e convessità, orizzontalità e verticalità, che veicolano una riflessione su presenza e assenza, realtà e metafora, identità e storia. Il rimando, costante, alle culture dell’antico Mediterraneo, già baricentro della produzione degli anni Ottanta e ribadito nei cicli delle Porte, dei Portali e delle Dimore, trova ulteriore sviluppo con il tramite di un’attenta indagine sull’antropologia dei materiali (legno, ferro, metallo, pietra, carta).
L’esito è un rinnovato interesse per forme minimali, colori monocromi, che paiono corrosi e consunti dal tempo, sequenze ritmiche di superfici scabre, d’innesti e cesure che acquisiscono pregnanza semantica attraverso il legame con l’ambiente e la sua architettura: una relazione vivificante che vede il contesto diventare parte integrante del manufatto e cassa di risonanza della sua esplicazione di senso, significato e significanza.
Variegate le suggestioni e i modelli evocati, che spaziano dall’Informale all’Arte povera e al Minimalismo, con una forte proiezione, in ambito italiano, verso la poetica di capiscuola come Fausto Melotti, Giuseppe Uncini, Nicola Carrino ed Ettore Spalletti, cui si somma lo sguardo rivolto a protagonisti della scena internazionale: da Anselm Kiefer ad Anish Kapoor, da David Tremlett a Donald Judd, da Larry Bell a Carl Andre. Nella marcata essenzialità delle forme, poi, l’artista non manca di evocare anche mondi lontani, come quello nipponico, omaggiato con il tramite di raffinate traduzioni plastico-rituali delle atmosfere zen e mediante sofisticate allusioni letterarie haiku. Proprio questo ultimo aspetto, che funge da fil rouge della mostra, ha avuto un grandioso impatto, nella declinazione dell’ukiyo-e, sullo sviluppo dell’arte contemporanea occidentale ed è stato definito da Roland Barthes, ne L’impero dei Segni: «una poetica di vuoti, non di pieni, una poetica di silenzi, una fragile essenza dell'apparire»
Antonio Pizzolante : haiku o la forma del vuoto: catalogo delle opere
Catalogo delle opere e panoramica degli ambienti espostiv
Maria Hadfield Cosway, catalogo della mostra (Lodi, Fondazione Maria Cosway, 23 settembre-27 novembre 2022)
Maria Hadfield Cosway rimane una delle figure femminili più affascinanti della sua epoca, capace di intessere relazioni ed amicizie con personalità di rilievo internazionale nella storia politica, culturale e artistica tra la fine dell’Antico Regime e la Restaurazione. Tra di esse sono sicuramente da ricordare Thomas Jefferson, terzo Presidente degli Stati Uniti, e il suo fraterno amico, il generale polacco Tadeusz Kosciuszko, Louisa Stolberg contessa d’Albany con l’inseparabile Vittorio Alfieri, la famiglia Bonaparte, Giulia Beccaria e suo figlio Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Luigi Marchesi di Inzago detto Marchesini (1754-1829), che studiò a Modena e divenne “allievo musico soprano” nella cattedrale di Milano, innumerevoli artisti tra cui Angelica Kauffman, Anne Damer Seymour, Antonio Canova, Jacques Louis David, Joseph-Marie Vien, Jean-Baptiste Regnault, Andrea Appiani, e tanti altri personaggi ancora. Di queste relazioni rimangono un ricco epistolario e diversi diari, che racchiudono importanti testimonianze storiche. Nella piena consapevolezza di non poter fornire una panoramica del tutto esaustiva dei molteplici aspetti che caratterizzarono la vita della Cosway, la mostra Maria Hadfield Cosway intende proporre al pubblico alcuni approfondimenti per la conoscenza e lo studio dell’artista, sia come pittrice sia come musicista, e dell’educatrice, oltre a presentare aperture su alcuni specifici temi del periodo, partendo dalla Firenze asburgica e dalla Londra di Giorgio III e del principe di Galles, affacciandosi sui nascenti Stati Uniti di Jefferson e sulla Parigi di Napoleone, per arrivare alla realtà di Lodi e della Lombardia dei primi decenni del XIX secolo
Solar-driven calcium looping system for carbon capture in cement plants: Process modelling and energy analysis
Journal of Cleaner Production 394 (2023) 136367
Available online 6 February 2023
0959-6526/© 2023 Elsevier Ltd. All rights reserved.Solar-driven calcium looping system for carbon capture in cement plants:
Process modelling and energy analysis
Daniele Ferrario a,*, Stefano Stendardo b, Vittorio Verda a, Andrea Lanzini a
a Energy Department, Politecnico di Torino – C.so Duca Degli Abruzzi 24, 10129, Torino, Italy
b Italian National Agency for New Technologies, Energy and the Environment, ENEA, 00123, Via Anguillarese 301, Rome, Italy
A R T I C L E I N F O
Handling Editor: Cecilia Maria Villas Bˆoas de
Almeida
Keywords:
Cement production
Carbon capture
Calcium-looping
Concentrated solar
Industry decarbonization
A B S T R A C T
The cement industry produces around 6–7% of the global anthropogenic CO2 emissions. This sector, therefore,
needs to be decarbonized to meet the international goals on greenhouse gas emissions. In a cement plant,
however, around 60% of the CO2 emissions are hard-to-abate because they come from the calcination of the raw
materials. Carbon capture is thus needed to perform deep decarbonization of the cement production process.
Among all the carbon capture technologies proposed in the literature, Calcium looping (CaL) is one of the most
promising ones. This work analyses on novel solar-driven CaL process for carbon capture in a cement plant. In the
system proposed, the energy required for the CO2 sorbent regeneration is fully supplied by a heliostat field. The
performances of the overall system were evaluated through detailed process modelling and energy analyses.
Primary energy consumption and CO2 emissions (sum of both direct process emissions and indirect emissions due
to electricity consumption) were assessed considering different grid electricity mixes and integration levels (IL)
between the carbon capture system and the clinker kiln. We estimate that the integration of a solar-driven CaL in
a cement plant could be able to reduce over 90% of the plant CO2 emissions. Furthermore, this solution could
potentially decrease the plant fuel consumption thanks to the reuse of the exhausted sorbent in the production
process. On the other hand, a large heliostat field will be required to feed energy to the CaL process. Both the
carbon intensity of the grid electricity mix and the IL impact on the system energy and carbon balance, as shown
by the obtained values for the specific primary energy consumption for CO2 avoided (SPECCA) index. Obtained
SPECCA indexes vary between a maximum of 2.17 MJ/kgCO2, obtained for an IL of 20% and grid electricity
produced entirely from renewables, and a minimum of 0.57 MJ/kgCO2, estimated for an IL of 80% and grid
electricity produced from state-of-the-art pulverized coal
Da Collegio a Rettorato
Il contributo indaga l'inedita storia dell'edificio che ospita le sede del Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, con particolare attenzione alla fase di fondazione (1939-1940) e all'attività del Collegio di istruzione femminile gestito dalle Suore della Riparazione
Sant'Antonio alla Motta fra Otto e Novecento: restauro, scultura, adeguamento liturgico
Nel contributo è ricostruita, con l'ausilio di fonti documentarie inedite, la mai sondata storia otto-novecentesca della chiesa di Sant'Antonio alla Motta di Varese, suffraganea della basilica di San Vittore
Atti del Convegno “Lo Scienziato Ambientale dal mondo del lavoro a quello della scienza”
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