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    Applicazione della metodologia LCA al settore dei materiali polimerici

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    l carattere versatile della plastica ne ha fatto il materiale di elezione per la maggior parte delle industrie, dal packaging all’industria alimentare, passando per il settore delle costruzioni, dell’edilizia, dell'auto motive, dell’elettricità, dell’elettronica e anche dell’agricoltura. Nonostante la crescente domanda mondiale, l’industria delle materie plastiche si trova ad affrontare sfide significative imposte dall’aumento dei costi energetici e dall’accesso limitato alle materie prime. Per rimanere produttivi e competitivi, i produttori di plastica e le aziende che la lavorano devono individuare modalità creative di risparmio energetico, conservazione delle risorse, miglioramento dei livelli di riciclaggio e sviluppo di nuove generazioni di materiali. Il problema dell’impatto ambientale della plastica può essere ridotto, con metodi di recupero tramite raccolta differenziata e di riutilizzo degli stessi materiali a fine vita (riciclo). Per soluzioni più definitive, si punta oggi a sostituire le plastiche tradizionali con plastiche biodegradabili

    Analisi LCA del sistema di gestione dei RAEE: effetto dei confini del Sistema

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    Il sistema europeo di raccolta dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) è stato introdotto con la Direttiva 2002/96/EC che ha richiesto agli Stati membri di avviare specifiche iniziative al fine di raggiungere importanti obiettivi di raccolta. Oltre ad assimilarne i principali concetti, tale Direttiva si fa promotrice della progettazione ecocompatibile, volta ad agevolare il riutilizzo, la soppressione e il recupero dei RAEE fin dalla fase di progettazione, che si dimostra così una fase cruciale per la gestione ottimale dell’intero ciclo di vita. La raccolta, lo stoccaggio, il trasporto, il trattamento e il riciclaggio dei RAEE, nonché la loro preparazione per il riutilizzo devono infatti essere effettuati secondo un approccio basato sulla protezione dell'ambiente e della salute umana nonché sulla preservazione delle materie prime. Il presente studio che si colloca nell’ambito del progetto WEEENMODELS (LIFE 12 ENV IT 001058), ha come obiettivo il calcolo del danno ambientale dovuto al riuso o al trattamento dei RAEE prodotti da un Comune di 500000 abitanti. L’unità funzionale è il peso dei prodotti RAEE che hanno terminato la funzione di uso in 1 giorno. Per ogni tipologia di RAEE è stato scelto un prodotto rappresentativo assumendo che esso produca per unità di peso lo stesso danno degli altri. I pesi dei prodotti elettronici dismessi al giorno e le percentuali dei prodotti che per ogni tipologia vengono ricondizionati per il riuso sono stati stimati e assunti come parametri. I componenti dei prodotti sostituiti sono stati scelti secondo il criterio della fattibilità e della convenienza economico/ambientale. Nell’analisi LCA, condotta utilizzando il codice di calcolo SimaPro 8.0.1 e il metodo IMPACT 2002+, sono stati considerati tre diversi confini del sistema: Sistema 1 - per il riciclo si considera il danno dovuto alla sola funzione di trattamento del rifiuto: in questo caso il danno del processo si riduce a causa del co-prodotto che esce dal sistema (criterio multi-output). Tale sistema considera la sola gestione dei rifiuti. Sistema 2 - per il riciclo, (come avviene per l’inceneritore e per la discarica anche nel Sistema 1) si considera il danno dovuto alla funzione e al coprodotto. Tale criterio è quello usato da Ecoinvent 3.1 nei processi con estensione Alloc Def (attributional version with allocation). Sistema 3 - per il riciclo si considerano anche gli utilizzatori dei coprodotti o dei materiali secondari definendo il coprodotto come prodotto evitato. Questo è il criterio dell’espansione del sistema, che Ecoinvent 3.1 applica ai processi con estensione Conseq (system expansion). In particolare, nello studio della gestione dei rifiuti elettronici volta allo smaltimento e al riuso degli stessi, si è voluto verificare dal punto di vista metodologico come la definizione de sistema e la scelta dei suoi confini influisca considerevolmente sul danno ambiental

    Il ruolo della metodologia LCA nella valorizzazione dei rifiuti

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    Ormai da diversi anni si parla sempre più frequentemente del concetto di “Urban Mining” inteso come l’ottenimento di risorse utilizzando i cosiddetti “rifiuti urbani”. Lo sviluppo di tecnologie innovative dedicate al recupero/riciclo di materie prime seconde ricopre un ruolo fondamentale nella chiusura delle catene del valore, rispondendo alla criticità di approvvigionamento di materie prime e alla contestuale necessità di ridurre le quantità dei rifiuti smaltiti in discarica e salvaguardare le risorse naturali. Tuttavia, la reale sostenibilità di un processo di riciclo e il conseguente riutilizzo di materie prime seconde dovrebbe necessariamente essere verificata ex ante mediante l’applicazione della metodologia Life Cycle Assessment (LCA), uno strumento quantitativo per la valutazione dell’impatto ambientale di prodotti, processi e servizi lungo tutto il loro ciclo di vita. L’analisi LCA rappresenta un supporto per definire già in fase di progettazione di un processo o di un prodotto, le scelte migliori per l’effettiva riduzione degli impatti non solo ambientali ma anche economici e sociali dovuti alla gestione dell’end of life. Obiettivo dello studio, svolto nell’ambito del progetto LIFE 10 ENV/IT/419 “WASTE3”, è la valutazione ambientale del riutilizzo di scorie a base di silicati di ferro derivanti dalla produzione del rame per l’ottenimento di uno smalto ceramico per il grès porcellanato e di assorbitori per microonde. Lo studio ha evidenziato come il riuso di una materia prima seconda non comporti necessariamente benefici dal punto di vista ambientale, ma richieda un’analisi LCA dettagliata in grado di verificarne, in ottica di ecodesign, l’effettiva riduzione dei carichi ambientali

    Controllo del contenuto di cristobalite in ceramica sanitaria in funzione della ricottura

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    Il processo di cottura dei sanitari rappresenta la fase più delicata dell’intero processo di fabbricazione poiché determina quell’insieme di trasformazioni chimicofisiche che conferiscono al prodotto finito le caratteristiche funzionali, tecniche ed estetiche che ne determinano le sue prestazioni.La trasformazione cristobalite alfa → cristobalite beta che si manifesta durantele fasi di consolidamento e densificazione, è caratterizzata da una notevole variazione di volume specifico che determina l’insorgere di microfratture durante il raffreddamento o l’eventuale ricottura dei pezzi.Al fine di comprendere l’effetto del numero di cicli termici di cottura sul contenuto di cristobalite e quindi sui difetti o fratture che si manifestano nei pezzi ceramici è statasa effettuataun’analisi quantitativa delle fasi presenti nei campioni, mediante diffrazione a raggi X

    Il metodo Rietveld nello studio della capacità deflocculante di tripolifosfati di sodio

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    In questo articolo la capacità deflocculante di diversi tripolifosfati (TTT) è messa in corralazione con la loro analisi mineralogica e chimic

    Life Cycle Assessment (LCA) for glazed porcelain tiles

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    IGiving the growing awarnessn of themes of environmental sustainability and energy saving in industrial processes, it may be useful to apply LCA to the ceramic sector. In this paper we present the results of a study into the glazed porcelain tile production process. Data were analysed by choosing specific impact indicators to evaluate damage

    Crystallization of some modified fluor-miserite Kx(Ca,Ce)5xSi8O22F2 glasses

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    Fluorine-rich miserite glass compositions with variable K2O to CaO ratios, Kx(Ca5.5x,Ce0.5)Si8O21.5F3 where x 1⁄4 1, 2 or 3, have been investigated in term of crystallization path and Ce3þ substitution. For sake of comparison a second series without ceria was also prepared: KxCa6.5xSi8O21.5F3. Xonotlite, tokkoite, fluorite and cristobalite were developed in all crystallized glasses; however, miserite was only identified in Ce-containing samples. Increase of K2O/CaO ratio, in Ce-free sample, enhanced the formation of tokkoite, and reduced the contents of xonotlite and fluorite. On the other hand, in Ce-containing samples, an increase of K2O/CaO ratio promotes the formation of miserite crystals. Quantitative Rietveld analyses assessed the presence of Ce3þ cations in miserite structure. The microstructure of Ce-free glasseceramics was relatively coarse in the form of interlocked flakes and rods; however, it became unpronounced in the sample of highest K2O/CaO ratio. In Ce-containing glass-ceramics, irregular nanosized grains were spread in cryptocrystalline groundmass, whose fineness increased with increasing K2O/CaO ratio. The CTE values of the parent glasses and their glasseceramics varied from 10.31 to 11.05 and from 7.52 to 9.84 106 C1 respectively with lower values for Ce-free glass-ceramics. Density and micro hardness values were also measured

    Quantitative environmental assessment of solution combustion synthesis of oxide nanomaterials

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    Among soft chemistry strategies for the preparation of advanced functional oxide nanomaterials, solution combustion synthesis (SCS) can be easily considered the most appealing one. Indeed, with respect, for example, to sol-gel (both hydrolytic and non-hydrolytic) and hydrothermal (or solvothermal) techniques, SCS is significantly less energy and time consuming, the reason of which mainly relies in its self-sustaining character [1, 2]. However, although SCS advantages have been widely recognized and accepted worldwide, contributing to make this synthetic route well fitting in the green inorganic chemistry field [3, 4], quantitative data related to its environmental as well as human health impact is missing in the scientific literature. Therefore, starting from a previous work from our group [5], in which the green metrics evaluation of a hydrolytic sol-gel synthesis of TiO2 nanoparticles was accurately investigated, a similar approach was applied in the present work to quantitatively assess the impact of SCS of similar oxide material. Particularly SCS of anatase nanoparticles consists in the following three reaction steps [6]: hydrolysis (eq. 1), nitration (eq. 2) and CS employing glycine as fuel (eq. 3). Ti(C4H9O)4 + 3H2O → TiO(OH)2 + 4C4H9OH (eq. 1) TiO(OH)2 + 2HNO3 → TiO(NO3)2 + 2H2O (eq. 2) 3TiO(NO3)2 + 5C2H5NO2 → 3TiO2 + 8N2 + 5CO2 + 10 H2O (eq. 3) A first evaluation, from a mere chemical point of view, was realized by means of the software EATOS (Environmental Assessment Tool for Organic Syntheses [7]). This software allows calculating some important environmental parameters, by considering data, which are easily available from the material safety data sheets. Moreover, in order to take into consideration other potentially impacting categories such as transportation, energy and time requirements, thus realizing a cradle to the grave environmental evaluation, the Life Cycle Assessment (LCA, [8]) of the SCS of anatase TiO2 nanoparticles has been realized. The obtained results will allow for the first time to quantitatively determine the widely recognized “greenness” of SCS technique, and, concurrently, to compare this synthetic strategy to those more conventionally employed. The quantitative environmental parameters obtained by the combined EATOS-LCA methodology, will be extremely useful to inorganic chemists and material scientists with a strong environmental awareness. The potential applicability, of the here proposed quantitative environmental assessment to further combustion synthesis-based processes and products will be discussed as well

    Environmental sustainability based on the Life Cycle Assessment (LCA)

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    The broader awareness of the sustainable development issues causes more and more attention to be given to the environmental impacts of products through the different phases of their life cycle such as manufacturing, distribution, use and, when appropriate, to the fate after use.Life-Cycle Assessment (LCA) has been recognized as a valuable tool to investigate the environmental performance of products as well as processes and services. In particular LCA has also been gaining attention as a method to compare and quantify the environmental impacts of similar products

    WEEENmodels: la gestione sostenibile dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE)

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    Il sistema europeo di raccolta dei RAEE è stato introdotto con la Direttiva 2002/96/EC che ha richiesto agli Stati membri di avviare specifiche iniziative al fine di raggiungere importanti obiettivi di raccolta. La recente Direttiva europea 2012/19/UE ha introdotto alcuni elementi di innovazione per arrivare ad obiettivi di riciclo più elevati e per definire nuovi obblighi a carico dei distributori. Particolare attenzione è stata posta sui cosiddetti “piccoli” RAEE, di lunghezza inferiore ai 50 cm., la cui raccolta è inferiore rispetto alle altre categorie di RAEE. In Italia, il D.Lgs. 49/2014 che recepisce la Direttiva europea, ha posto l’accento sulla priorità delle operazioni di riutilizzo e riuso dei RAEE e dei relativi componenti. Il progettoWeeenmodels, finanziato nell’ambito del Programma LIFE+ 2012, ha lo scopo di applicare un nuovo modello di raccolta dei RAEE domestici, ovvero un sistema che minimizzi i costi di servizio e organizzi l’offerta, secondo modalità stabili e sistematiche. L’obiettivo principale diWeeenmodels è quello di dimostrare che, attraverso l’applicazione di un efficiente sistema logistico ed un coordinamentocentralizzato dei servizi di raccolta è possibile ottenere e anche superare i target di raccolta definiti dalla direttiva europea
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