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    L’inserimento lavorativo degli immigrati stranieri residenti in Italia: dinamiche recenti e quadro attuale

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    Obiettivo del presente contributo è quello di riesaminare l’inserimento lavorativo degli stranieri residenti nelle grandi ripartizioni territoriali italiane alla luce delle informazioni disponibili più recenti e di valutare il persistere o meno delle differenze territoriali e di genere riscontrate sino all’inizio del nuovo millennio. I dati utilizzati sono quelli dell’ultimo censimento della popolazione e delle abitazioni per il 2001 e quelli della rilevazione continua sulle forze di lavoro per il 2007, entrambi di fonte Istat

    Regionalization with dynamically constrained agglomerative clustering and partitioning. An application on spatial segregation of foreign population in Italy at regional level

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    We propose an application of a new method of regionalization and spatial clustering called RedCap. Firstly we describe this method and how it works and then we propose a possible application of it: finding homogenous and spatially contiguity areas in Italy with the regard of spatial segregation of foreign population. The results obtained offer first indications about the spatial dimension of foreign population in Italy and could be a start point to develop new and more deeply analysis in the future applying this kind of method

    I figli degli immigrati in Campania: contesti di vita e difficoltà d’inserimento scolastico

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    Sulla base dei dati di un'indagine svolta nel 2006 su un campione di alunni italiani e stranieri delle scuole secondarie di primo grado della Campania vengono proposti alcuni confronti con riguardo a: contesto familiare, abitativo e sociale; inserimento scolastico. Ne scaturisce un rapporto difficile tra minori stranieri e sistema scolastico locale

    Le fonti informative sull'inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro in Italia

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    Diverse sono le rilevazioni che forniscono informazioni utili sull’inserimento della popolazione immigrata nel mercato del lavoro italiano. Tuttavia, il loro utilizzo richiede particolari accortezze, sia per la diversità delle definizioni adottate che per gli intrinseci problemi di completezza, affidabilità e aggiornamento. Alcune rilevazioni sono di natura statistica e perseguono pertanto finalità conoscitive, altre di natura amministrativa hanno obiettivi connessi all’assolvimento di procedure e funzioni proprie della pubblica amministrazione, ma le informazioni raccolte possono assumere rilevanza statistica a seguito di una loro attenta revisione e mediante l’introduzione di semplificazioni che non è possibile trascurare quando si vanno ad analizzate i dati. Attualmente, tra le rilevazioni di natura statistica vi sono l’indagine continua sulle forza di lavoro e il Censimento della popolazione e delle abitazioni, entrambe di fonte Istat, nonché l’indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del lavoro; tra le maggiori rilevazioni di natura amministrativa vanno menzionate quelle sui permessi di soggiorno rilasciati dal Ministero dell’Interno e quelle che danno luogo ai vari archivi dell’Inps, dell’Inail e delle Camere di Commercio. In questo focus di approfondimento vengono richiamate brevemente le diverse rilevazioni evidenziando il loro apporto conoscitivo e i loro limiti principali. Viene anche richiamato l’apporto conoscitivo derivante dalle indagini campionarie sugli stranieri, puntando l’attenzione pressoché esclusivamente sulla cosiddetta indagine SUD

    Vivere da immigrati a Napoli e nei paesi vesuviani: punti di riflessione a partire dai risultati di una ricerca

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    Nel napoletano, come nel resto del territorio nazionale, le ondate migratorie successive, fino a quelle più recenti, stanno a segnalare la continua evoluzione del fenomeno, per dimensione e caratteristiche. Nel tempo sono aumentati i poli di attrazione: non più solo la metropoli partenopea ma anche diverse altre aree della provincia di Napoli e della regione. Da zona di transito o di soggiorno temporaneo il territorio napoletano è diventato anche area di insediamento stabile per una parte degli immigrati. Il contesto rimane quello riconducibile al cosiddetto “modello mediterraneo”: possibilità occupazionali circoscritte ad alcuni settori e professioni, rapporti di lavoro spesso informali, stagionali o temporanei, prevalenza della componente femminile, molteplicità di modelli migratori, ecc.. Le differenti situazioni per gruppi nazionali e luoghi di insediamento rendono necessario un monitoraggio continuo e capillare del fenomeno, condizione necessaria per l’adozione di interventi mirati. L’intervento propone un approccio possibile alla lettura dei fenomeni migratori che si avvale delle informazioni derivanti sia dalle fonti ufficiali disponibili sia da un’indagine campionaria sugli immigrati maggiorenni presenti a Napoli e nei comuni vesuviani

    Verso l’individuazione di aree sovra-comunali per contiguità spaziale e omogeneità delle caratteristiche degli stranieri residenti in Campania

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    La Campania è ormai diventata un’area di radicamento stabile per una parte degli immigrati dall’estero anche se permane la generale doppia vocazione del territorio regionale, che rappresenta nel contempo sia una possibilità di radicamento per alcune collettività immigrate, che una mera zona di transito o di trasferimento temporaneo per altre. Coesistono pertanto i problemi tipici della prima accoglienza e quelli propri di un’immigrazione più matura riconducibili all’integrazione nella realtà di adozione. Il quadro che si è andato componendo nel tempo è quello di una presenza immigrata assai articolata per aree di provenienza (nonostante la predominanza degli Ucraini), caratteristiche strutturali (demografiche e sociali) delle comunità, progetti migratori, modalità e settori di inserimento lavorativo, nonché forme di insediamento e modi di adattamento agli spazi. Considerando inoltre che anche tra le diverse aree della regione si riscontano differenze di non poco conto, l’obiettivo del contributo è quello individuare aree omogenee per similarità della presenza immigrata che dovrebbe consentire di approntare politiche congiunte di integrazione su scala intermedia tra la dimensione regionale e quella comunale. Naturalmente, tali aggregazioni dovrebbero soddisfare anche il vincolo della contiguità spaziale. Il lavoro può dirsi distinto in più fasi. Prima di tutto vengono costruiti su base comunale una serie di indicatori inerenti l’impatto, le caratteristiche demografiche, il numero delle nazionalità e la struttura per area di provenienza degli stranieri residenti all’inizio del 2009. Si procede quindi ad una sintesi degli indicatori elementari attraverso metodi di analisi fattoriale. Sulla base dei punteggi sugli assi principali si vanno ad individuare aggregazioni di comuni utilizzando tecniche di classificazione automatica che tengano conto della dimensione geografica

    Modelli insediativi delle comunità immigrate in Italia

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    La differente distribuzione territoriale delle collettività straniere rappresenta uno degli elementi che caratterizza le varie modalità di adattamento dei gruppi immigrati alla realtà di adozione. Nella prima parte dell’articolo vengono mostrati i differenti modelli insediativi degli stranieri attraverso l’elaborazione e la successiva discussione di un ampio ventaglio di indicatori elementari sulla distribuzione territoriale dei diversi gruppi nazionali; nella seconda parte vengono evidenziati i legami maggiormente significativi tra i differenti modelli insediativi e le principali caratteristiche demografiche, migratorie e lavorative delle stesse collettività immigrate, anche attraverso il ricorso a tecniche di regressione lineare multipla. Ancor più netto che in passato è il ruolo giocato soprattutto dalla specializzazione lavorativa, sebbene alcuni casi risultino oggi più complessi da esplicitare. L’addensamento territoriale in aree urbane e metropolitane resta soprattutto una prerogativa delle collettività di antica immigrazione dedite ai servizi domestici e di quelle impiegate in ambito commerciale. Ma l’insediamento metropolitano pare non essere più tipico dei gruppi a netta prevalenza femminile, perché tale squilibrio di genere è oggi diffuso soprattutto tra le collettività di più recente immigrazione che, quand’anche specializzate nel settore dei servizi alle famiglie, risultano più disperse su tutto il territorio, al pari delle comunità che hanno un più ampio ventaglio di possibilità occupazionali, in quanto rispondono ad una domanda di lavoro oggi più diffusa, nonché alle esigenze imposte da un generalizzato processo d’invecchiamento della popolazione e alla crisi del welfare. All’inserimento in settori più tradizionali e a netta predominanza della componente maschile (agricoltura e industria) corrisponde tuttora una più radicata presenza in comuni di piccole e medie dimensioni demografiche. *** The foreign presence in Italy has recorded a considerable increase in recent years, both in absolute terms and in terms of effect on the total resident population. The complex distribution by country of origin remains a constant, even though major changes have occurred in the size and weight of the various immigrant communities due to the appearance of some new migration routes, the further strengthening of some flows and weakening of others. The different geographical distribution of foreign communities is one of the elements characterising the ways in which immigrant groups adjust to their receiving contexts. The first part of the paper presents the different types of settlement of foreigners by processing and discussing a wide range of elementary indicators on the geographical distribution of the various national groups. The second part highlights the most significant links between the settling modalities and the main demographic, migratory and work-related characteristics of the same immigrant communities also by means of multiple linear regression techniques. Interestingly, the role played by work specialisation is now more important than it used to be, even though some cases are more difficult to explain. Geographical concentration in urban and metropolitan areas remains mainly a prerogative of older immigration groups working in the domestic service sector or employed in trade. Settlement in metropolitan areas seems to be no longer typical of the groups with a prevalence of women, however, as such gender unbalance is mainly widespread among more recent immigration communities at present. Despite being specialised in the sector of services to families, these communities are evenly distributed all over the country, just like the communities with a wider range of employment opportunities. This is because they respond to a more widespread demand of work as well as to the needs generated by a general ageing of the population and the crisis of the welfare system. Employment in more traditional sectors with a prevalence of male workers (agriculture and industry) still corresponds to settlements in small- and medium-sized towns

    The foreign immigrants’ employment in the Caserta labour market: irregularity and economic discrimination in a southern Italian province

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    The insertion of immigrants into the labour market shows large differences between the various Italian territories. In the Center and North the percentage of foreigners on the whole resident population is higher than in the rest of the country (in some areas more then 10%). This is mainly due to the fact that there are more job opportunities, not only in the metropolitan areas but also in the industrial districts and in the other towns of medium and little dimension. The presence of foreigners is much lower (3-4%) in the South and on the Islands where the occupational possibilities are mainly limited to seasonal or casual works with an high risk of employment instability. The province of Caserta is one of the main Southern receiving areas and a perfect example of the Mediterranean migration model characterized by instable jobs, mainly as seasonal employment (agriculture and tourism), building industry and family service (elderly care, baby sitter, colf). The aim of this work is to analyze the employment situation of foreign immigrants using data from the sample survey on “Integration of immigrants in the province of Caserta” on about 1,200 foreigners coming from developing countries and Central and Eastern Europe (including new EU citizens). A thorough analysis will be done on the situation of economic discrimination and exploitation of labour for difference status of residence. Using a multinomial logistic regression we can estimate which demographic, human and social capital, migration and employment characteristics affect the different levels of exploitation status. We will also estimate the wage function for various socio demographic profile of the foreign immigrants (as gender and status of residence) and apply decomposition methods to evaluate which part of the differential pay is attributable to the different socio-demographic characteristics of the considered groups and which part to the economic discrimination

    Tempi e luoghi dell’immigrazione: il lungo e contraddittorio processo di stabilizzazione della presenza

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    Obiettivo del capitolo è la ricostruzione delle diverse fasi dell’immigrazione straniera nel napoletano e l’esame delle principali caratteristiche demografiche e migratorie della popolazione straniera attualmente presente nel comune capoluogo e nei paesi vesuviani. Il capitolo si chiude con un approfondimento sul capitale umano e le intenzioni future degli immigrati che consente di completare il quadro sul diverso ruolo dei territori considerati nell’attrarre e trattenere i flussi migratori
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