982 research outputs found
Donne fra le carte. Censimento di fonti per la storia delle donne nella Ferrara di età contemporanea
Il volume contiene i risultati di un censimento di fonti per la storia delle donne disponibili negli archivui di Ferrara. Contiene inoltre una guida alla lettura e una introduzione di Maura Palazzi incentrata sul percorso effettuato dalle storiche per individuare , raccogliere e rendere fruibile alla collettività un patrimonio sempre più grande e prezioso di fonti per storia delle donne:
Introduzione [Migranti e lavoro]
L’idea da cui nasce questo volume scaturisce dalla condivisa esigenza di sintetizzare le varie prospettive di studio in tema di lavoro dei migranti e, allo stesso tempo, di arare nuovi campi d’indagine, partendo dalla considerazione unitaria dei fenomeni collegati alle migrazioni tanto per motivi economici, quanto per motivi umanitari
Integrazione e inclusione sociale dei lavoratori migranti: il ruolo del sindacato
Il saggio esamina i temi dell'integrazione sociale dei lavoratori migranti, approfondendo sia i sistemi promozionali sia gli strumenti della contrattazione collettiva
Pillole di politica sociale dell’Unione europea e funzione “protezionistica” del diritto del lavoro: crisi di idee o crisi di metodo?
Nel contributo si analizzano alcuni episodi della storia economica passata in relazione a scelte di politiche protezionistiche per esaminare, seppure in sintesi, alcune questioni di metodo che emergono dalla recente cronaca in tema di politiche sociali, tra cui la tecnica del social and economic mainstreaming e della valutazione di impatto sociale nell’ambito del Pilastro europeo dei diritti sociali anche alla luce dell’emergenza da Covid-19
Holistic Prison Ministry: Author Q&A with Maura Poston Zagrans
Maura Poston Zagrans is an American Catholic poet, author, and photographer. Her book “Camerado, I Give You My Hand,” published by Image in August 2013, tells the non-fiction story of Father David T. Link, a Notre Dame University dean and lawyer who became a priest at 71 after his wife died and now works as a Catholic chaplain to inmates at Indiana State Prison.
Sean Salai, interviewed Mrs. Zagrans about her writing and work
Adsorption and degradation mechanisms of per- and polyfluoroalkylsubstances (PFAS) on zeolites and graphene oxide: a combined thermal, chromatographic and x-ray diffraction study
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono contaminanti persistenti di interesse emergente che causano implicazioni negative sulla salute umana e sull'ecosistema e sono necessarie tecniche efficaci e sostenibili per trattare l'acqua dalla loro contaminazione. Le zeoliti sono materiali microporosi cristallini con proprietà uniche come adsorbenti. Inoltre, i materiali a base di grafene con caratteristiche distintive sono candidati interessanti da utilizzare come adsorbenti. Nel presente progetto di ricerca per la prima volta l'adsorbimento di PFAS è stato studiato attraverso zeoliti sintetiche Y (FAU), Beta (BEA), L (LTL), mordenite (MOR); Chabasite naturale (CHA); e zeoliti sintetizzate da prodotti di scarto delle ceneri volanti (FAU e KFI). Le zeoliti selezionate hanno diversi gradi di purezza, struttura, rapporto silice/allumina (SAR), dimensione dei pori, e distribuzione di canali e gabbie. Alcune zeoliti sono state studiate tal quali, funzionalizzate con argento, e a differente SAR, per verificare l’affinità adsorbente/adsorbato in presenza di argento, ipotizzando che favorisca interazioni di tipo elettrostatico e reazioni catalitiche; oltre a fornire proprietà battericide e anti-biofouling al materiale. In primo luogo, l'adsorbimento delle zeoliti è stato esaminato verso soluzioni di laboratorio altamente concentrate di acidi perfluoroottanoico e perfluoroottansolfonico. Quindi, soluzioni di laboratorio contenenti 18 PFAS a catena lunga e corta sono state esplorate per convalidare l'adsorbimento PFAS in presenza di PFAS con lunghezza della catena variabile e diversi gruppi funzionali. Infine, per valutare l'applicabilità in condizioni il più possibile simili a quelle di un contesto reale, l'adsorbimento è stato valutato con quattro acque reali contaminate da PFAS campionate a Uppsala (Svezia). Le prestazioni delle zeoliti sono state confrontate alle stesse condizioni con il carbone attivo in polvere (PAC), il materiale più utilizzato nelle attuali tecnologie di bonifica ad adsorbimento di PFAS. Le concentrazioni di PFAS nei campioni di acqua sono state estratte mediante estrazione in fase solida (SPE) e valutate mediante cromatografia liquida a prestazioni elevate accoppiata a uno spettrometro di massa interfacciato con una sorgente di ionizzazione in modalità ioni negativi (UPLC-(-)ESI-MS/MS). Dati di diffrazione a raggi X su polvere (XRPD), analisi termica (TG-DTA) e diffrazione da luce di sincrotrone in situ, sono stati acquisiti per ottenere informazioni chimiche e mineralogiche e per comprendere la decomposizione termica dei PFAS durante il riscaldamento e la temperatura adeguata per la rigenerazione del materiale tramite trattamento termico, nonché le conseguenze strutturali del processo. L'analisi termica ha confermato che la degradazione dei PFAS inizia da ~300°C fino a ~700°C, e alcuni residui di carbonio possono essere degradati fino a 1400°C. L'adsorbimento delle zeoliti è risultato efficiente ad alta e bassa concentrazione di PFAS e ha mantenuto la selettività di adsorbimento anche nei campioni reali, con una velocità di reazione più rapida rispetto al PAC; e nessuna perdita strutturale quando trattati termicamente al contrario del PAC. La zeolite Beta (SAR=25) calcinata è risultata la più promettente, ed ha adsorbito tutti i PFAS studiati ad eccezione di piccoli residui di PFAS a catena corta, come il PAC. Inoltre, l'ossido di grafene (GO) e GO funzionalizzato con argento (AgGO) sono stati studiati mediante diffrazione a raggi X da luce di sincrotrone in situ prima e dopo il caricamento di PFOA e PFOS. Le variazioni nelle posizioni e nelle intensità dei picchi, i nuovi riflessi e i valori d sono stati valutati da temperatura ambiente fino a 400°C, per comprendere la riduzione termica di GO a rGO (ossido di grafene ridotto), il contributo sull'affinità GO-PFAS e le evidenze di degradazione dei PFAS.Per- and polyfluoroalkyl substances (PFASs), are persistent contaminants of emerging interest that cause negative implications on human health and ecosystem, and effective and sustainable techniques are needed to treat water from their contamination. Zeolites are microporous and crystalline materials with unique properties as adsorbents. In addition, graphene-based materials with distinctive characteristics are attractive candidates to be used as adsorbents. In the present research project, the PFAS uptake of different framework-type synthetic zeolites Y (FAU - Framework Type), Beta (BEA), L (LTL), mordenite (MOR); natural Chabasite (CHA); and zeolites synthesized from fly ash waste products (FAU and KFI) were evaluated for the first time. The selected zeolites have different degrees of purity, framework, silica to alumina ratio (SAR), pores size, channels and cages distribution. Some zeolites were explored at different SAR, as synthetized and silver functionalized, to verify differences in adsorbent/adsorbate affinity in the presence of silver, assuming to favour electrostatic type interactions and catalytic reactions; as well as providing bactericidal and anti-biofouling properties to the material. First, the zeolites uptake was examined towards highly concentrated lab solutions of perfluorooctanoic and perfluorooctanesulfonic acids. Then, 18 long and short-chain PFAS lab solution was explored to validate the PFAS adsorption in presence of PFAS with variable chain length and different functional groups. Finally, to assess the applicability in conditions as closest as that in a real context, the adsorption of four PFAS-contaminated waters (raw water of potable water plants, wastewater effluents of wastewater plants, landfill leachate, and landfill groundwater, respectively) sampled in Uppsala (Sweden) were investigated. The performance of the zeolites was compared under the same analysis conditions with powdered activated carbon (PAC), the most used material in current PFAS adsorption remediation technologies. PFAS concentrations in water samples were extracted by Solid Phase Extraction (SPE) and evaluated by Ultra-Performance Liquid Chromatography coupled to tandem Mass Spectrometer interfaced with an Electrospray Ionisation source in a negative-ion mode (UPLC-(-)ESI-MS/MS). X-ray powder diffraction (XRPD), thermogravimetry and differential thermal analysis (TG-DTA), and real time in situ synchrotron diffraction data were acquired on as-synthesized, silver exchanged and PFAS loaded adsorbents to obtain chemical and mineralogical information, and to understand PFAS thermal decomposition during heating and the proper temperature for material regeneration via thermal treatment as well as the structural consequences of the process. Thermal analysis confirmed that PFAS degradation starts from ~300°C up to ~700°C, and some carbon residues can be degraded up to 1400°C. Zeolites uptake resulted efficient at high and low PFAS concentration and maintained adsorption selectivity also in real contaminated water samples, with a faster reaction rate and no structural losses when restored by thermal treatment, compared to PAC. Hydrophobic Beta zeolites were found to be the most promising. Calcined Beta25 zeolite adsorbed all investigated PFAS except for small residues of short chain perfluorobutanoic acid > perfluorobutanesulfonate > perfluoropentanoic acid, as found for PAC.
Furthermore, graphene oxide (GO) and silver functionalized GO (AgGO) were investigated by in situ synchrotron X-ray diffraction before and after PFOA and PFOS loading. Variations in peaks positions and intensities, new reflections and d-values were evaluated from room temperature up to 400°C, to understand the thermal reduction of GO to rGO (reduced graphene oxide), contribution to GO-PFAS affinity, and PFAS degradation in real time conditions
Trasferimento di innovazione per la valorizzazione del castagno da frutto
Il volume raccoglie vari contributi (autori: Andrea Becchimanzi, Marina Maura Calandrelli, Mario Conti, Emiddio de Franciscis di Casanova, Luigi De Masi, Flora Della Valle, Franco Di Pippo, Elvira Ferrara, Rosario Nicoletti, Angelina Nunziata, Milena Petriccione, Giulia Verrilli) di partecipanti al progetto "CASTARRAY", coordinato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e di cui il Cnr è partner, le cui attività sono state finanziate dalla Regione Campania in attuazione del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020. L'obiettivo è quello di contribuire a tutelare il grande giacimento di risorse genetiche insito nella castanicoltura campana, e ad introdurre innovazioni sostenibili nella gestione degli impianti già esistenti o da realizzarsi, quale volano di sviluppo per il comparto nevralgico dell’agricoltura campana sia in termini economici che per i suoi insostituibili riverberi ambientali, paesaggistici e di difesa idrogeologica
Incidence study of Guillain-Barré syndrome in the province of Ferrara, Northern Italy, between 2003 and 2017. A 40-year follow-up
Background: Guillain-Barré syndrome (GBS) is an acute/subacute autoimmune inflammatory polyradiculoneuropathy. Previous epidemiological studies carried out in the province of Ferrara, Italy, from 1981 to 2002 indicated that GBS incidence had tendency of increase in the period considered. Objectives: We aimed at updating the epidemiology of GBS in the years 2003–2017 and carrying on the work started in the 1980s. Methods: We conducted an incidence study, by adopting a complete enumeration approach. Cases were identified from administrative, medical records, and database of the Ferrara Hospital and other provincial structures of the study area. Case ascertainment and definition are analogous to those adopted in previous surveys. Results: In the period 1 January 2003 to 31 December 2017, 73 patients living in the province of Ferrara (mean population 353,142) were found to be new cases of GBS fulfilling the NINCDS criteria. Male/female ratio 1.15. The mean incidence rate was 1.38 per 100,000 (95% CI 1.08–1.74), 1.54 per 100,000 for men and 1.23 per 100,000 for women, a nonsignificant difference. During the period considered, the rates had slow increase or mild decrease, without nonsignificant difference. The highest rates were observed for the age groups 70–79 years for both sexes. A half of patients reported infectious events in the weeks before the onset of symptoms. Conclusion: In line with many epidemiological data, in the whole period 2003–2017, we observed a trend towards increase or decrease in incidence and periods of relative stability. Similar temporal heterogeneity with the comparison to our previous works was found
Trasferimento di innovazione per la valorizzazione del castagno da frutto
Il volume raccoglie vari contributi (autori: Andrea Becchimanzi, Marina Maura Calandrelli, Mario Conti, Emiddio de Franciscis di Casanova, Luigi De Masi, Flora Della Valle, Franco Di Pippo, Elvira Ferrara, Rosario Nicoletti, Angelina Nunziata, Milena Petriccione, Giulia Verrilli) di partecipanti al progetto "CASTARRAY", coordinato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e di cui il Cnr è partner, le cui attività sono state finanziate dalla Regione Campania in attuazione del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020. L'obiettivo è quello di contribuire a tutelare il grande giacimento di risorse genetiche insito nella castanicoltura campana, e ad introdurre innovazioni sostenibili nella gestione degli impianti già esistenti o da realizzarsi, quale volano di sviluppo per il comparto nevralgico dell’agricoltura campana sia in termini economici che per i suoi insostituibili riverberi ambientali, paesaggistici e di difesa idrogeologica
Le fonti per la storia delle donne e di genere. Un lungo percorso per ricostruire la memoria individuale e collettiva
E' il saggio introduttivo del volume e ricostruisce le principali tappe del percorso di individuazione, reperimento, e interpretazione delle fonti realizzato dalle storiche italiane a partire degli anni settanta. Un percorso che ha comportato anche la creazione di nuovi archivi e la "invenzione" di nuove forme di catalogazione
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