177,544 research outputs found
Recent developments in the knowledge of inherietd forms of hypercholesterolemia. The familial recessive hypercholesterolemia
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Lipoprotein-X fifty years after its original discovery
Aims: To review the formation, catabolism, and the possible atherogenic properties of Lp-X. Data Synthesis: The conversion of cholesterol to bile acids is regulated by several mechanisms including cholesterol 7 alpha hydroxylase, fibroblast growth factor 19, and farnesoid X receptors. During cholestasis these mechanisms are altered and there is an accumulation of bile acids and cholesterol in plasma. The hypercholesterolemia observed in cholestasis is due to the presence of an anomalous lipoprotein called lipoprotein-X (Lp-X). Lp-X is a lipoprotein rich in phospholipid and free cholesterol present in plasma of patients with cholestasis and, with some variations, in patients with lecithin-cholesterol-acyl-transferase deficiency (LCAT), and after lipid infusion. Lp-X is formed from a bile lipoprotein moving to the blood vessels where it incorporates small quantities of triglycerides, apo-C and esterified cholesterol and becomes a “mature” Lp-X. The activity of the phosphatidilcholine canalicular transporter Mdr2 P-glycoprotein (homologous to the human ABCB4) is essential for LpX appearance, since its suppression abolishes Lp-X formation. However, the concentration of Lp-X in plasma is determined also by the degree of the cholestasis, the residual liver function, and the LCAT deficiency. The Lp-X catabolism seems to be mediated by the reticuloendothelial system and possibly the kidney. Conclusions: Lp-X might be considered a defense mechanism against the toxic effect of free cholesterol in cholestasis. The frequency of cardiovascular events in patients affected by primary biliary cholangitis, in whom the Lp-X is present in high concentration, are not increased. Further studies could now clarify the remaining open questions on the role of Lp-X in the dyslipidemia of cholestasis
The cryoplant for the ITER neutral beam test facility to be built at RFX in Padova, Italy
Nuovi approcci per la valutazione della sicurezza degli impianti di terra a frequenza industriale.
Analisi di impianti di terra a frequenza industriale: confronto tra indagine sperimentale e simulazione numerica
Viene valutata la possibilità di individuare classi di impianti di terra a sicurezza garantita in ogni condizione di mezzo disperdente o predeterminata in funzione della resistività del mezzo stesso.
Nella prima parte del lavoro vengono richiamate le espressioni che consentono il calcolo dei fattori di riduzione da applicare alle tensioni di contatto e di passo indisturbate per avere le corrispettive tensioni effettive (che considerano la presenza del corpo umano).
Nella seconda parte vengono illustrate alcune considerazioni sull'applicazione di tali coefficienti agli impianti di terra di utenze alimentate da reti gestite con centro stella isolato da terra: viene quindi introdotto il concetto di resistività critiche di un impianto di terra e mostrato come le difficoltà alla realizzazione di un impianto di terra non sono sempre crescenti con l'aumentare della resistività del mezzo disperdente.
Nella terza parte tali considerazioni vengono estese al caso di impianti di terra di utenze alimentate da reti gestite con centro connesso connesso a terra.
Le note conclusive del lavoro lasciano intravedere la possibilità di utilizzo pratico dei concetti esposti per la definizione di una serie normalizzata di impianti di terra per cabine di trasformazione MT/bt a sicurezza predeterminata (al limite esenti dall'onere della misura delle tensioni di contatto e di passo), oppure per l'ottimizzazione della geometria di dispersori di stazioni AT/AT o cabine primarie AT/MT (si ricorda che in Italia le reti MT e AT sono gestite rispettivamente con centro stella isolato e connesso a terra)
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