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Venezia dopo Venezia: Economia e demografia urbana nel Novecento.
Subject of this paper is the relationship between the urban population, the inhabitants (many or few, young or old, male or female) who live in the Venice island, and the economic functions that the city has taken or has been assigned during the twentieth century. The author in fact believes that the answer to some crucial questions concerning the city of today, asking how Venice could become what it is today, should be researched exactely in the interplay between projects of displacement and resettlement of the population, related to an idea of the historical city that becomes unchangeable in its own structure in the mid century
Premessa
The paper introduces the special issue of the journal on SMEs in the Veneto region during the 20th century, focusing on the emergence of a plurality of historical alternatives to mass production in the area, from craft industries to industrial districts and niche MNEs. The banking system and network dynamics are analysed as crucial factors in the development and sustainability of such forms of enterprise
Amministrare lo sviluppo: Bassano del Grappa, 1946-1980
Il libro ripercorre le vicende di Bassano dalla Liberazione alla fine degli anni '70 seguendo tre diversi fili conduttori: lo sviluppo economico e urbanistico, l'azione amministrativa e le vicende politiche municipali, a loro volta situate nel contesto nazionale.
La trasformazione di Bassano da città industriale a centro del commercio e dei servizi passa attraverso la crisi progressiva delle “Smalterie”, uno stabilimento per la produzione di oggetti e accessori smaltati fondato nel 1925 da imprenditori stranieri, che nel 1975 liquidarono l’azienda licenziando oltre un migliaio di operai. Il declino della grande impresa si accompagnò alla diffusione di un denso tessuto di piccole aziende attive, oltre che nella meccanica, nei settori della concia, del legno e dell’edilizia, e alla crescita del ruolo della città come polo scolastico, sanitario, amministrativo e commerciale per un vasto comprensorio. Questo processo fu favorito dall’azione delle amministrazioni democristiane che, oltre a gestire la ricostruzione e mediare politicamente le sempre più gravi difficoltà occupazionali degli anni ’60 e ’70, promossero una serie di interventi strutturali e infrastrutturali, che tuttavia soltanto a partire dai primi anni ’70 furono inquadrati in un vero e proprio piano regolatore. L’approvazione di quest’ultimo, progettato fin dagli anni ’50, fu infatti a lungo impedita dalle difficoltà di coordinamento con le amministrazioni dei comuni confinanti, verso i quali si era orientata l’espansione dell’abitato fin dall’inizio del secolo. La mancata regolamentazione degli usi del suolo, a Bassano come nei comuni vicini, costituì un presupposto essenziale per lo sviluppo della piccola impresa, che spesso trovava proprio nell’edilizia il proprio principale committente. La saturazione del territorio da parte della residenza e delle attività produttive finì però negli anni ’70 per costituire un ostacolo insormontabile al completamento delle importanti vie di comunicazione stradali progettate a livello regionale, che avrebbero dovuto fare della città il principale snodo viario del Veneto.
L’approvazione del piano regolatore si situa proprio in questa fase, in cui gli squilibri derivanti dallo sviluppo spontaneo dei decenni precedenti si fanno insostenibili, e spingono il ceto dirigente democristiano ad avviare una politica di programmazione, volta a consolidare i consensi di cui tradizionalmente godeva il partito cattolico. A questo mutato approccio al governo della città corrisponde a livello politico la formulazione, nella seconda metà degli anni ’60, di una strategia unitaria di partito a livello locale, in risposta alle interferenze provenienti dalla segreteria provinciale e dalle gerarchie ecclesiastiche nella scelta dei candidati al Parlamento. L’impegno da parte dei rappresentanti di entrambe le correnti forti a livello locale (i «dorotei» e la sinistra sindacale) a far pressione sui propri referenti a livello nazionale in funzione dei medesimi obiettivi appare infatti esplicitamente volto ad attirare risorse e attenzione in favore della città anche in assenza di rappresentanti che fossero diretta espressione dal ceto politico locale.
Il ruolo svolto dall’amministrazione nell’indirizzare lo sviluppo urbano diventa quindi intelleggibile soprattutto alla luce della documentazione conservata nell’archivio della sezione locale della Democrazia Cristiana, cui l’autore affianca lo spoglio della stampa locale, delle relazioni sull’operato dell’amministrazione e degli atti della giunta e del consiglio comunale conservati nell’archivio municipale
L'impresa a rete fra tradizione e innovazione: il caso Benetton
Il testo propone di utilizzare l’analisi del caso Benetton per verificare come le forme di organizzazione d’impresa a rete contemporanee risolvono alcuni problemi che storicamente
hanno incontrato altre forme di organizzazione decentrata della produzione, mettendo in evidenza il riemergere di alcune difficoltà laddove la presenza di una struttura a rete fortemente radicata nel territorio oppure caratterizzata da una scarsa integrazione fra i
partner ostacola l’adeguamento a un mutato contesto competitivo
Le periferie urbane tra ottocento e novecento: un panorama europeo
Il saggio, dopo aver preso in esame i meccanismi e le fasi della crescita delle città nelle diverse aree d’Europa tra ‘800 e ‘900, individua alcuni specifici elementi che appaiono determinanti nella
morfologia e nella cronologia dell’espansione delle periferie, seguendo il filo di un dibattito che risale ai primi anni del ‘900
Angelo Messedaglia: la statistica tra scienza della popolazione e scienza dell'amministrazione
Angelo Messedaglia è noto agli studiosi della storia politica e culturale del secolo scorso in quanto maestro riconosciuto di tutta una generazione di scienziati e uomini politici, protagonisti di un dibattito sul metodo in economia politica che influì in maniera determinante sulle scelte di politica economica della classe dirigente dell'Italia liberale. Ciò che l'articolo mostrar è come il lavoro di studio, di critica e di divulgazione teorica compiuto da Messedaglia a partire dagli anni '50 dell'Ottocento sia stato presupposto e condizione di possibilità per la ricezione e la rielaborazione, nell'Italia appena unificata, di teorie e tecniche statistiche atte a fornire "elementi di fatto" all'analisi e all'interpretazione dei fatti economici e sociali
Dalla grande impresa al distretto polivalente: il caso di Bassano del Grappa
The issue of industrial districts, after the acdemic luck of the last two decades of the last century, has vecome somehow obsolete following the transformations of the economic context and its consequent decline as a development model. This paper reconstructs the history of a "multi-purpose district" that grew up around Bassano del Grappa in the second half of the 20th century. The city underwent a transformation from an industrial town in a rural setting into the service center for a wide industrialised area. The mechanisms underlying this change allow to question and clarify some contradictions in the sociological interpretation of industrial districts. The industrialisation of the surrounding area could parallel the crisis of the largest factory in the city thanks to the technological expertise built within the latter, which allowed the the local production of specialized machine tools to mechanise traditional sectors. On the other hand, the peasant origin of small entrepreneurship is explained by an original "accumulation of capital" resulting from the indiscriminate conversion of poor farmland into building plots used as a collateral to obtain funding when starting a business
The "Italian school" of statistics and demography in the Fascist period and the US: Corrado Gini's American connections
I lunedì della geografia cafoscarin
Recensione a A. Rosina - F. Rossi (a cura di), Il sistema demografico alla fine delle grandi epidemie, Padova 2000
La metamorfosi di uno spazio regionale: il caso veneto, 1750-1950
This paper takes into exam the changes occurring in the economic structure of the Venetian region from the fall of the Republic of Venice until the post-WW2 period, focusing on the construction and development of transport infrastructure, in connection with the political vicissitudes of the area. Statistical sources and the historical literature available are used here in order to study the transition from a system composed by different economic areas, approximately
coinciding with the major river basins converging into the Venetian lagoon, to a poly-centric ‘corridor’ connecting the main cities of the plain. This change was made possible by the network of road and rail transport built during the 19th Century, but in its turn the resulting decentralised spatial
pattern affected the development of tramways network during the early 20th Century and explains the peculiar effects of the political choice in favour of the road transport made after WW2
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