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    Su una voce recente del linguaggio giovanile capitolino. Roman. imbrasà(re)

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    L'autore ricostruisce storia ed etimologia del verbo romanesco imbrasà(re), giovanilismo di recente diffusione

    Recensione a Le nuove frontiere del LEI. Miscellanea di studi in onore di Max Pfister in occasione del suo 80° compleanno, a cura di Sergio Lubello e Wolfgang Schweickard, Wiesbaden, Reichert Verlag, 2012, viii + 215 pp.

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    Il saggio recensisce i contributi raccolti in onore di Max Pfister, contributi in cui si fa il punto sullo stato dei lavori del Lessico etimologico italiano

    Storia e origine di intruglio e intrugliare

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    Nell'articolo si ricostruisce la storia della parole intruglio e intrugliare e si recupera l'antica proposta etimologica secondo cui le due voci risalirebbero, in ultima analisi, a derivati metatetici e sincopati dei lat. *turbulum e *turbulare.This paper deals with the etymologies of intruglio and intrugliare, which belong to the most controversial issues in etymological research. While novel data about the documentation of these words before the 19th century would seem to suggest that they irradiated from Naples, the paper argues in favor of Schuchardt’s hypothesis (1898-1899). According to Schuchardt, intruglio and intrugliare are metathetic and syncopated derivatives of lat.*turb(ŭ)lum ‘turbid; confused, shapeless’ and *turb(ŭ)lare ‘to upset, to confuse, to garble’

    L'origine dei plurali italiani in -e e -i

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    L’origine dei plurali italiani — e più precisamente l’individuazione delle desinenze latine da cui si sono sviluppati i morfemi vocalici -e e -i (rose, lupi, monti) — rappresenta senza dubbio una delle questioni più controverse e dibattute della linguistica storica italo-romanza. Il volume riconsidera le due principali ipotesi in campo — nominativale e sigmatico-accusativale — da diverse angolazioni. Si tiene conto, ovviamente, di quanto consente di ricostruire l’analisi prospettica e retrospettiva dei dati documentari mediolatini e romanzi; ma si esamina approfonditamente anche la diacronia di alcuni tratti fonomorfologici le cui evoluzioni, investendo i morfemi desinenziali, offrono pur esse elementi utili alla definizione del problema. Un problema che non manca, infine, di essere valutato in chiave morfosintattica: alla luce, cioè, dei complessi processi di ristrutturazione che nel volgere di alcuni secoli favorirono il passaggio dal sistema pluricasuale latino a quello (generalmente) acasuale romanzo

    Introduzione

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    Il testo presenta i contenuti del volume "Linguaggio e comicità. Lingua, dialetti e mistilinguismo nell’intrattenimento comico italiano tra vecchi e nuovi media" mettendo in evidenza gli aspetti maggiormente rilevanti di ogni saggio e i tratti di continuità e discontinuità che, rispetto al passato, caratterizzano il linguaggio comico degli ultimi decenni

    «’E parole de Roma». Studi di etimologia e lessicologia romanesche

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    l volume, diviso in due parti e articolato in 17 capitoli, è il primo interamente dedicato al lessico del dialetto di Roma e a problemi di etimologia romanesca, affrontati a seconda dell’argomento da prospettive e con metodi diversi. Nella maggior parte dei contributi si discutono singoli lessemi o espressioni; in altri si muove invece da testi antichi, meno antichi, o recenti. Altri ancora si esercitano su questioni generali quali l’ambito operativo dell’etimologia capitolina o la patente di «romaneschità» attribuita a questa o quella parola da scriventi del passato. Alcuni saggi, sempre in relazione a lessemi specifici, esplorano, temi strutturali quali il cambio di categoria lessicale in contesto di grammaticalizzazione o l’integrazione dei prestiti; in un caso si retrodata l’emersione di una parola funzionale quali la particella allocutiva «a». Centro dell’interesse del volume è, ovviamente, il dialetto dell’Urbe, cui però ci si accosta senza trascurare mai il panorama (italo-)romanzo. Si fornisce così agli studiosi un’originale punto di osservazione delle complesse vicende «interne» ed «esterne» della lingua di Roma, già oggetto di analisi approfondite, ma finora mai sistematicamente indagate in prospettiva lessicologica ed etimologica

    Il raddoppiamento fonosintattico nel romanesco contemporaneo: tendenze evolutive

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    Il saggio discute uno dei tratti in via di evoluzione nel romanesco contemporaneo: la riduzione del raddoppiamento fonosintattico – date determinate condizioni prosdosiche – dopo i polisillabi ossitoni, non più in grado, al pari di parole raddoppianti quali "come" (compativo) e "ma" (congiunzione testuale), di innescare il fenomeno in modo sistematico ("dormì (t)tante ore", "come (L)lucìa", "ma (d)dormirebbero male?"). Dopo aver descritto i contesti che favoriscono la manifestazione di questa riduzione, si ricostruirà la diacronia dell’innovazione, i cui prodromi, teste il corpus dei Sonetti belliani, si rintracciano proprio nella varietà capitolina del primo Ottocento.The contribution discusses one of the evolving traits of contemporary Romanesco: the reduction of phonosyntactic doubling – given certain prosodic conditions – after oxytonic polysyllables, which are no longer able – like doubling words such as comparative come and ma in its capacity as a textual conjunction – to trigger the phenomenon in a systematic way ("dormì (t)tante ore", "come (L)lucìa", "ma (d)dormirebbero male?"). After describing the contexts that favour the manifestation of the said reduction, the diachrony of the innovation will be reconstructed, whose prodromes, witness the corpus of Belli’s Sonnets, can be traced precisely in the Romanesco of the early 19th century

    Etimologia, fonetica storica e fonosimbolismo: rom. ciufolà(re) (e it. zufolare)

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    This paper deals with the etymology of Romanesco ciufolà(re) ‘to whistle; to malign; to blab’ (Old Romanesco cifolàre), also occurring elsewhere in the dialects of Italia mediana, and its Tuscan and Italian counterpart zufolare. In fact, while both variants of this word undoubtedly derive from dialectal variants of Latin SIBILARE (such as *SUFOLARE), some details still need further clarification, first and foremost the change S- > [ʦ]-, whose origin is debated, with two contrasting views, the former having it that the change is to be traced back to (spoken) Latin, possibly due to substrate influence, the latter that the change only arose in Romance. Conversely, the change S- > [ʧ]-, documented in Romanesco and the area mediana, has received little attention in research. I will propose that this change took place due to the influence of ideophones containing an affricate such as ciù and ci
    corecore