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Profili generali del diritto all’oblio oncologico
Il contributo illiustra gli aspetti generali del diritto all'oblio oncologico di cui alla legge n. 193/2023
La disciplina dei contratti con individui titolari del diritto all’oblio oncologico
Il contributo analizza la disciplina dei contratti con individui titolari del diritto all'oblio oncologico contenuta nell'art. 2 della legge n. 193/2023
Disposizioni transitorie e finali della legge sul diritto all’oblio oncologico
Il contributo analizza le disposizioni transitorie e finali contenute nell'art. 5 della legge n. 193/2023 in tema di diritto all'oblio oncologico
Le esigenze di tutela delle persone guarite dal cancro e le soluzioni del legislatore italiano
Il contributo analizza le esigenze di tutela degli individui guariti dal cancro e le opzioni fondamentali con le quali il legislatore italiano è intervenuto a regolare la materia nel dicembre del 2023
La legge Gelli-Bianco fra normativa speciale della medical malpractice e disciplina generale dell’obbligazione e della responsabilità civile
Il contributo illustra come, a dispetto del loro carattere settoriale, la legge Gelli-Bianco e la responsabilità sanitaria incrocino sotto vari profili diversi snodi fondamentali del diritto delle obbligazioni e della responsabilità civile
Il cinema non-fiction della Grande guerra italiana, tra propaganda e mercato. Produzione, distribuzione, circolazione
Nella tesi è stato ricostruito il ruolo ricoperto dagli enti ministeriali italiani preposti alla propaganda durante il corso della Grande guerra, nell’organizzazione della propaganda cinematografica svolta tramite i “dal vero” girati al fronte dalla Sezione Fotocinematografica dell’Esercito. In particolare è stata analizzata l’attività dei seguenti organi: il Ministero senza portafoglio per la Propaganda Interna ed Estera, di Vittorio Scialoja, il Commissariato Generale per le Opere Federate di Propaganda Interna e il Commissariato Generale per l’Assistenza Civile e la Propaganda Interna, entrambi affidati a Ubaldo Comandini, e, infine, il Sottosegretariato di Stato per la Propaganda all’Estero e per la Stampa, diretto da Romeo Adriano Gallenga Stuart. Il lavoro è stato condotto attraverso l’esame di cospicui fondi d’archivio pressoché inesplorati, in precedenza, dagli storici del cinema. L’analisi di tale materiale ha permesso di tracciare un quadro dell’economia del film di guerra.
Da una parte, sono stati messi in luce, infatti, gli sforzi produttivi attraverso cui le istituzioni sostennero l’attività della Sezione Fotocinematografica dell’Esercito, mettendo a disposizione di quest’ultima la pellicola necessaria alla realizzazione dei filmati e finanziandone l’operato. A latere di tale indagine è stato sottolineato anche l’intervento dello Stato nell’ambito della propaganda svolta attraverso importanti film di fiction.
Dall’altra, sono state ricostruite nel dettaglio le politiche di gestione della distribuzione, da parte degli enti ministeriali italiani, dei “dal vero” della Grande guerra, sia sul territorio nazionale che nei diversi Stati europei ed extraeuropei. Tale analisi ha permesso di cogliere come, a differenza di quanto avvenne negli altri Paesi belligeranti, in Italia si tentò di diffondere le immagini filmiche della guerra senza che l’operazione gravasse sul bilancio dello Stato.
Ciò che è emerso con forza, dallo studio delle fonti, è che gli enti pubblici italiani cercarono sempre di vendere i filmati di propaganda, alle ditte concessionarie, alle condizioni più vantaggiose possibili, nonostante da più parti si manifestasse il bisogno di una divulgazione gratuita delle pellicole stesse, al fine di favorire una maggiore circolazione di tali prodotti, poco apprezzati dal pubblico e dagli esercenti.
La tesi sostenuta è dunque che, nonostante la volontà, da parte dello Stato, di trovare una mediazione tra le finalità della propaganda e l’esigenza di un’oculata gestione dei costi, i due termini della dialettica rimasero costantemente in un rapporto conflittuale. In tal senso, la politica adottata dagli organi governativi ebbe, malgrado le intenzioni, un peso notevole nel determinare la limitata circolazione che i “dal vero” italiani della guerra fecero registrare
Il diritto all’oblio oncologico nella l. n. 193/2023: la via italiana alla tutela giuridica dei cancer survivors
Sulla scorta di quanto previsto da diversi ordinamenti stranieri e caldeggiato anche dalle Istituzioni europee, la l. n. 193/2023 ha introdotto nell’ordinamento italiano il diritto all’oblio oncologico per gli individui sopravvissuti al cancro. Ai sensi della nuova disciplina, le persone guarite da una patologia oncologica hanno il diritto di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica una volta trascorsi più di dieci anni dalla conclusione del trattamento attivo della malattia in assenza di episodi di recidiva
Il diritto all’oblio oncologico. Commento alla L. 7 dicembre 2023, n. 193
Seguendo l’esempio fornito da diverse legislazioni straniere e rispondendo agli auspici delle istituzioni europee, la l. 7 dicembre 2023, n. 193 ha introdotto nell’ordinamento italiano il diritto all’oblio oncologico per gli individui sopravvissuti al cancro. In forza di questo provvedimento, le persone guarite da una patologia oncologica hanno il diritto di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria condizione patologica pregressa qualora siano trascorsi più dieci anni dalla conclusione del trattamento attivo della malattia senza recidive o ricadute. Tale disciplina ha l’obiettivo di tutelare i cancer survivors contro il rischio di essere penalizzati e discriminati in una serie di contesti nei quali può venire in rilievo la valutazione dell’aspettativa di vita dell’individuo, quali, per esempio, l’accensione di un mutuo, la stipula di una polizza assicurativa, la richiesta di adozione di un minore di età, la partecipazione ad un concorso lavorativo
Il diritto all’oblio oncologico e la disciplina dei contratti con persone guarite dal cancro nella l. n. 193/2023
Seguendo l’esempio fornito da diverse legislazioni straniere, la l. n. 193/2023 ha introdotto nell’ordinamento italiano il diritto all’oblio oncologico per gli individui sopravvissuti al cancro. In forza di questo provvedimento, le persone guarite da una patologia oncologica hanno il diritto di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria condizione patologica pregressa qualora siano trascorsi più dieci anni dalla conclusione del trattamento attivo della malattia senza ricadute. Il contributo analizza, in particolare, le norme della nuova legge che disciplinano l’applicazione del diritto in parola nell’ambito contrattuale
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