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    Promozione della leadership educativa diffusa e sviluppo della postura ecosistemica del tutor dei docenti neoassunti

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    La situazione emergenziale e l’incertezza che caratterizza sempre di più i contesti scolastici suggeriscono l’adozione di una prospettiva ecosistemica. Il volume, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti, i contributi sono l’esito delle riflessioni avviate nell’ambito di un percorso pluriennale di formazione svolto dal Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. La promozione della leadership educativa diffusa unitamente allo sviluppo di una postura ecosistemica da parte del tutor dei docenti neoassunti rappresentano una risorsa per rendere più resiliente il sistema scolastico (Giovanni Moretti). Il tutor assume una posizione strategica di figura di sistema nell'ecologia dei processi formativi che caratterizzano le istituzioni scolastiche (Fabio Bocci). Tale ruolo richiede al tutor di prestare attenzione alla percezione delle proprie convinzioni e allo sviluppo delle competenze ritenute indispensabili per qualificare l’agire professionale (Massimo Margottini). In particolare si analizza la formazione del tutor al Counselling per la supervisione professionale del docente neoassunto (Valeria Biasi, Nazarena Patrizi, Conny De Vincenzo), la formazione tra pari e il ruolo della ricerca nello sviluppo professionale continuo (Anna Maria Ciraci). Alcuni contributi riflettono sulle modalità di utilizzo e sulla sostenibilità di strumenti volti a: favorire la flessibilità didattica e il confronto sulle pratiche valutative (Concetta La Rocca, Edoardo Casale), condurre attività di osservazione peer to peer nell’ambito della formazione dei docenti neoassunti (Giovanni Moretti, Arianna Morini). Il volume presenta inoltre il profilo dei docenti tutor che emerge dalla analisi dei dati rilevati coinvolgendo oltre duemila tutor (Arianna Morini, Bianca Briceag e Natalia Ciaprini). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel corroborare la proposta di adottare una prospettiva ecosistemica nella formazione dei tutor dei docenti neoassunti

    Introduzione

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    La situazione emergenziale e l’incertezza che caratterizza sempre di più i contesti scolastici suggeriscono l’adozione di una prospettiva ecosistemica. Il volume, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti, i contributi sono l’esito delle riflessioni avviate nell’ambito di un percorso pluriennale di formazione svolto dal Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. La promozione della leadership educativa diffusa unitamente allo sviluppo di una postura ecosistemica da parte del tutor dei docenti neoassunti rappresentano una risorsa per rendere più resiliente il sistema scolastico (Giovanni Moretti). Il tutor assume una posizione strategica di figura di sistema nell'ecologia dei processi formativi che caratterizzano le istituzioni scolastiche (Fabio Bocci). Tale ruolo richiede al tutor di prestare attenzione alla percezione delle proprie convinzioni e allo sviluppo delle competenze ritenute indispensabili per qualificare l’agire professionale (Massimo Margottini). In particolare si analizza la formazione del tutor al Counselling per la supervisione professionale del docente neoassunto (Valeria Biasi, Nazarena Patrizi, Conny De Vincenzo), la formazione tra pari e il ruolo della ricerca nello sviluppo professionale continuo (Anna Maria Ciraci). Alcuni contributi riflettono sulle modalità di utilizzo e sulla sostenibilità di strumenti volti a: favorire la flessibilità didattica e il confronto sulle pratiche valutative (Concetta La Rocca, Edoardo Casale), condurre attività di osservazione peer to peer nell’ambito della formazione dei docenti neoassunti (Giovanni Moretti, Arianna Morini). Il volume presenta inoltre il profilo dei docenti tutor che emerge dalla analisi dei dati rilevati coinvolgendo oltre duemila tutor (Arianna Morini, Bianca Briceag e Natalia Ciaprini). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel corroborare la proposta di adottare una prospettiva ecosistemica nella formazione dei tutor dei docenti neoassunti

    Il tutor dei docenti neoassunti

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    Il volume “Il tutor dei docenti neoassunti”, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti a partire dagli esiti di un percorso di formazione e di una indagine conoscitiva svolti dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. Nel contesto della costruzione della scuola dell’autonomia il tutor dei neoassunti è considerato come risorsa per lo sviluppo professionale dei docenti (Giovanni Moretti) e di esso si prendono in esame una pluralità di dimensioni di cui è opportuno tenere conto nella progettazione delle attività di formazione. In particolare nel volume si analizza la formazione tra pari e la riflessione sulle pratiche professionali mediante il riferimento al framework teorico della comunità di pratica (Giuditta Alessandrini). Del docente neoassunto sono prese in esame le competenze di Autovalutazione e la promozione di competenze strategiche (Massimo Margottini), le attività di osservazione in classe (Anna Maria Ciraci) e la capacità di gestire il feed-back valutativo tenendo conto di uno sguardo trifocale sulle attività valutative (Concetta La Rocca). Il volume approfondisce le pratiche di osservazione tra pari con riferimento al microteaching (Fabio Bocci) e ad aspetti specifici come il Counselling per la Supervisione Professionale Docente Tutor - Docente neo-assunto (Valeria Biasci, Nazarena Patrizi). Alcuni contributi presentano l’utilizzo nel contesto scolastico di alcuni strumenti proposti per l’osservazione reciproca tra tutor e neoassunto (Arianna Lodovica Morini) e la rilevazione delle pratiche valutative di middle management (Arianna Giuliani). Il volume presenta inoltre una riflessione sul tutor dei docenti neoassunti di scuola dell’infanzia nella prospettiva dello sviluppo del Sistema integrato 0-6 (Bianca Briceag). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel definire una proposta complessiva che intende contribuire a chiarire il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti e a qualificarne i percorsi di formazione e sviluppo professionale

    Checklist per le attività di osservazione peer to peer nel percorso di formazione dei docenti neoassunti: validazione dello strumento.

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    La situazione emergenziale e l’incertezza che caratterizza sempre di più i contesti scolastici suggeriscono l’adozione di una prospettiva ecosistemica. Il volume, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti, i contributi sono l’esito delle riflessioni avviate nell’ambito di un percorso pluriennale di formazione svolto dal Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. La promozione della leadership educativa diffusa unitamente allo sviluppo di una postura ecosistemica da parte del tutor dei docenti neoassunti rappresentano una risorsa per rendere più resiliente il sistema scolastico (Giovanni Moretti). Il tutor assume una posizione strategica di figura di sistema nell'ecologia dei processi formativi che caratterizzano le istituzioni scolastiche (Fabio Bocci). Tale ruolo richiede al tutor di prestare attenzione alla percezione delle proprie convinzioni e allo sviluppo delle competenze ritenute indispensabili per qualificare l’agire professionale (Massimo Margottini). In particolare si analizza la formazione del tutor al Counselling per la supervisione professionale del docente neoassunto (Valeria Biasi, Nazarena Patrizi, Conny De Vincenzo), la formazione tra pari e il ruolo della ricerca nello sviluppo professionale continuo (Anna Maria Ciraci). Alcuni contributi riflettono sulle modalità di utilizzo e sulla sostenibilità di strumenti volti a: favorire la flessibilità didattica e il confronto sulle pratiche valutative (Concetta La Rocca, Edoardo Casale), condurre attività di osservazione peer to peer nell’ambito della formazione dei docenti neoassunti (Giovanni Moretti, Arianna Morini). Il volume presenta inoltre il profilo dei docenti tutor che emerge dalla analisi dei dati rilevati coinvolgendo oltre duemila tutor (Arianna Morini, Bianca Briceag e Natalia Ciaprini). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel corroborare la proposta di adottare una prospettiva ecosistemica nella formazione dei tutor dei docenti neoassunti

    Introduzione

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    Il volume “Il tutor dei docenti neoassunti”, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti a partire dagli esiti di un percorso di formazione e di una indagine conoscitiva svolti dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. Nel contesto della costruzione della scuola dell’autonomia il tutor dei neoassunti è considerato come risorsa per lo sviluppo professionale dei docenti (Giovanni Moretti) e di esso si prendono in esame una pluralità di dimensioni di cui è opportuno tenere conto nella progettazione delle attività di formazione. In particolare nel volume si analizza la formazione tra pari e la riflessione sulle pratiche professionali mediante il riferimento al framework teorico della comunità di pratica (Giuditta Alessandrini). Del docente neoassunto sono prese in esame le competenze di Autovalutazione e la promozione di competenze strategiche (Massimo Margottini), le attività di osservazione in classe (Anna Maria Ciraci) e la capacità di gestire il feed-back valutativo tenendo conto di uno sguardo trifocale sulle attività valutative (Concetta La Rocca). Il volume approfondisce le pratiche di osservazione tra pari con riferimento al microteaching (Fabio Bocci) e ad aspetti specifici come il Counselling per la Supervisione Professionale Docente Tutor - Docente neo-assunto (Valeria Biasci, Nazarena Patrizi). Alcuni contributi presentano l’utilizzo nel contesto scolastico di alcuni strumenti proposti per l’osservazione reciproca tra tutor e neoassunto (Arianna Lodovica Morini) e la rilevazione delle pratiche valutative di middle management (Arianna Giuliani). Il volume presenta inoltre una riflessione sul tutor dei docenti neoassunti di scuola dell’infanzia nella prospettiva dello sviluppo del Sistema integrato 0-6 (Bianca Briceag). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel definire una proposta complessiva che intende contribuire a chiarire il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti e a qualificarne i percorsi di formazione e sviluppo professionale

    Introduzione

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    Introduzione al volume con citazione pasoliniana e anticipazione degli elementi citati nel libro, soprattutto la ricostruzione dei ritratti dei personaggi celebri, da Cleopatra a Nanni Moretti, agli scrittori del Novecento, come Pasolini a Gadda, che vissero nei quartieri romani narrati all'interno del volume. L'Introduzione è curata da Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello

    Le residenze romane di Luigi Moretti per Ettore Muti, "L'Africano"

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    Il Fascismo manifesta presto la volontà, incoraggiata dalle indagini legate agli sventramenti romani e agli scavi di Pompei, Ercolano ed Ostia, di stabilire una continuità tra le memorie archeologiche e la Terza Roma. La sinergia tra archeologia e regime sostiene le volontà auto rappresentative del Fascismo in vista del bimillenario della nascita di Augusto (1937), celebrandone con una mostra l’identificazione con il Duce e stimolando il cinema di propaganda. Il regista Gallone gira prima Gli ultimi giorni di Pompei, dove Pietro Aschieri allestisce scenografie e costumi attingendo dai risultati degli scavi, e poi Scipione L’Africano, con cui si celebra la campagna etiopica. Quando, nel 1940, Luigi Moretti è chiamato ad allestire l’abitazione romana del gerarca Ettore Muti nell’antica Porta Appia, oggi San Sebastiano, immagina un allestimento scenografico in bilico tra modernità, trofei di guerra e reperti antichi: una ideale residenza all’antica in cui l’architetto-regista ambienta le gesta quotidiane del presunto delfino di Mussolini. Curiosamente, una prima versione della residenza di Muti va in scena dentro Porta San Paolo. Questo spiega le contraddizioni presenti nei pochi documenti grafici e fotografici rimasti, qui riordinati e utilizzati dagli autori per produrne delle ricostruzioni. Le ragioni di questo spostamento, al di là dei semplici benefici dimensionali, si possono cercare proprio nel contesto archeologico, mediatico e propagandistico di quegli anni. Moretti elabora una associazione tra Muti, artefice delle conquiste africane, e Publio Cornelio Scipione l’Africano, vittorioso a Zama, il cui sepolcro si trova in prossimità di Porta San Sebastiano. Nella ricerca del genius loci, Moretti trova un ulteriore mediatore nell’imperatore Carlo V, che dopo aver sconfitto i Turchi a Tunisi, l’antica Cartagine, era entrato trionfante a Roma nel 1536 proprio attraverso l’antica porta, con modalità e percorsi ripresi durante la visita di Hitler del 1938.Fascism soon manifests the intent, encouraged by the investigations linked to the Roman demolitions and excavations of Pompeii, Herculaneum and Ostia, to establish a continuity between the archaeological memories and the Third Rome. The synergy between archeology and regime supports the Party self-representation in view of the two thousandth anniversary of the birth of Augustus (1937), celebrating his identification with the Duce with an exhibition and stimulating the propaganda cinema. The Director Gallone first shoots Gli ultimi giorni di Pompei, where Pietro Aschieri organizes sets and costumes after the results of the excavations, and then Scipione L’Africano, whom the Ethiopian countryside is celebrated with. When, in 1940, Luigi Moretti was called to set up the Roman home of the hierarch Ettore Muti in the ancient Porta Appia, today San Sebastiano, he imagined a scenic setting between modernity, war trophies and ancient finds: an ideal residenza all’antica in which the architect-director sets the daily events of the alleged dolphin of Mussolini. Curiously, a first version of Muti’s residence is staged inside Porta San Paolo. This explains the contradictions visible in the few remaining graphic and photographic documents, here ordered and used to conjecture reconstructions. The reasons for this movement, beyond the simple size benefits, can be found precisely in the archaeological, media and propaganda context of those years. Moretti elaborates an association between Muti, architect of the African conquests, and Publio Cornelio Scipione, called the African, victorious in Zama, whose tomb is located near Porta San Sebastiano. In searching for the genius loci, Moretti finds a further mediator in the Emperor Charles V, who after defeating the Turks in Tunis, the ancient Carthage, had triumphantly entered Rome in 1536 right through the ancient gate, with methods and paths resembled during Hitler’s visit in 1938

    La dimensione architettonica dell'urbanistica

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    Presentazione di due progetti di concors
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