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Sulla ricezione del Sergente
Il contributo intende contestualizzare la pubblicazione del primo libro di Rigoni Stern nel contesto dei primi anni Cinquanta e nel contesto e dibattito della memorialistica sulla Campagna di Russia. Si evidenzia così la peculiarità e autenticità, nonché la forza letteraria, della testimonianza di Rigoni
Fabio Magro - Arnaldo Soldani, Il sonetto italiano. Dalle origini a oggi, Roma, Carocci, 2017
Rec. a Fabio Magro - Arnaldo Soldani, Il sonetto italiano. Dalle origini a oggi, Roma, Carocci, 201
Giovanni Raboni. Raboni-Manzoni, edited by Fabio Magro. Dueville: Ronzani Editore, 2024.
La recensione prende in analisi il volumetto Raboni-Manzoni a cura di Fabio Magro. Il commento si concentra in modo particolare sulla proposta avanzata dal curatore nell'Appendice alla ristampa
L'intelligenza della pietà
Il contributo contestualizza il rapporto tra i due autori e in particolare inquadra da un lato il contesto della plaquette che il volume ripubblica, dall'altro motiva e argomenta le due appendici inserite dal curatore che ampliano la funzione Raboni al di là del 1985 anno in cui è uscita la suddetta plaquette
L’acedia e la pletora. Sulla scrittura saggistica di Zanzotto (note a partire dalle carte donate da Armando Balduino all’Archivio Scrittori Veneti)
Il saggio riguarda la produzione saggistica di Andrea Zanzotto analizzata alla luce dei materiali inediti e autografi, in via di catalogazione, che Armando Balduino, filologo dell'Università di Padova prima della morte ha donato all’Archivio Scrittori Veneti «Cesare De Michelis». Si tratta di una ventina di biglietti, cartoline e lettere, autografe o dattiloscritte, inviate da Zanzotto a Balduino fra il capodanno del ’71-’72 e i primi anni del Duemila. In particolare, è la corrispondenza dei primi anni Settanta, che verte soprattutto intorno alla neonata rivista "Studi novecenteschi", che Balduino ha fondato con De Michelis, a fornire nuovi dati inerenti forme e temi delle prose saggistiche zanzottiane. Lo scritto che Zanzotto consegna alla nuova rivista, in forma di «inediti appunti per un convegno svoltosi a Pesaro nell’ottobre 1971 sulla situazione letteraria italiana alla fine del decennio '60», intitolato "Parole, comportamenti, gruppi" risulta infatti rilevante per il posizionamento del grande poeta di Pieve di Soligo rispetto alla neoavanguardia, per la sua specifica idea di poesia e per la rete di corrispondenti, da Montale, Giudici e Sereni, a Anceschi, Segre, Magris, Calvino e Raboni
Franco Fortini: "Il comunismo in cammino" come "capacità di riconoscersi nei passati e nei venturi"
Il mio saggio, dopo una prima parte finalizzata a fornire un quadro complessivo del percorso teorico-politico di Fortini, consisterà, nella seconda parte, più ampia, soprattutto nell’analisi approfondita di un breve testo sul comunismo, ora presente in "Extrema ratio. Note per un buon uso delle rovine" (1990), che mi pare condensare in modo icastico alcuni segni distintivi dell’articolazione fortiniana del comunismo, con la sua temporalità specifica. Anche se in Fortini spesso la dimensione del presente appare fortemente compressa, mi pare di poter rinvenire un approccio, seppur instabilmente, volto a interpretare il rapporto fra presente e futuro in termini più articolati, all’interno di un campo di battaglia sempre aperto, di un’antitesi mai risolta fino in fondo, e continuamente da verificare, fra un’utopia del futuro e un impegno politico nel presente
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