1,721,039 research outputs found

    Massime, similitudini ed "exempla" nell’oratoria di Carlo Borromeo

    Full text link
    L'uso di massime "exempla" e aforismi all'interno di alcune omelie di Carlo Borromeo

    Lettere italiane

    No full text
    Di prestigio internazionale, è la più autorevole rivista di letteratura italiana, che felicemente concilia rigore filologico ed esegetico e attenzione al nuovo, e, nella sua storia, ha ospitato le voci più significative delle varie tradizioni internazionali di studi sulla civiltà italiana, approfondendo dibattiti di metodo e inserendo le lettere italiane nella tradizione degli studi romanzi e comparati. Ricchissimo e tempestivo il contributo all'informazione critico-bibliografica. Alla rivista si affiancano le due collane «Biblioteca di Lettere Italiane» e «Saggi di Lettere Italiane»

    Un'eloquenza militante per la Controriforma. Francesco Panigarola tra politica e religione

    Full text link
    Il rinnovamento dell’omiletica cattolica promosso dal Concilio di Trento rappresenta uno degli aspetti più significativi della risposta dottrinale e politica della Chiesa Romana alla dilagante minaccia protestante. Gli studi raccolti in questo volume affrontano le diverse forme in cui l’elaborazione di una nuova retorica militante al servizio della Chiesa controriformista prende corpo nelle opere e nell’attività di Francesco Panigarola, esplorando non solo i testi più noti e fortunati del predicatore, ma anche quelli meno conosciuti del controversista e del teologo, come le Lezioni calviniche pronunciate a Torino nel 1582 o le prediche recitate a Parigi nel 1590, durante la resistenza all’assedio di Enrico IV. In un’epoca in cui lo scontro religioso è anche un conflitto politico, la retorica diviene un’arma formidabile e, attraverso la difesa di un’eloquenza ricca e magniloquente, l’opera del Panigarola è volta a contrastare con ogni mezzo la “rozza semplicità” dell’“eresia” calvinista, come prova anche il trattato sul Modo di comporre una predica, molto noto nel Cinquecento, qui pubblicato in quanto testimonianza tra le più significative delle istanze politiche della retorica postridentina

    L'ideologia tripartita nella "Gerusalemme liberata" di Tasso

    Full text link
    The essay aims to furnish a new reading of the ideological architecture of Gerusalemme liberata in the light of the researches carried out by Dumézil and historians such as Duby, Le Goff, Flori, and Huizinga. These witness the presence of the so-called « tripartite ideology » of the Indo-Europeans in numerous medieval and modern contexts. Among the objectives of Tasso’s poem, one may find the redefinition of the hierarchical order where the spheres of military action (Goffredo of Bouillon) and of the amorous-vitalist impulse in the broadest sense (Rinaldo and Tancredi) are subordinated to the magical-religious guide (Peter the Hermit). In this perspective, the character of Peter the Hermit and the religious caste take on a prominent role in directing the crusader army, showing how the medieval social tripartite division of the classes is still a founding element of the ideological structure of the poem.L’essai entend explorer la possibilité de relire l’architecture idéologique de la Gerusalemme liberata à la lumière des recherches de Dumézil et d’historiens tels que Duby, Le Goff, Flori et Huizinga, qui documentent bien la présence de ce qu’on appelle « idéologie tripartite » des Indo-Européens dans de nombreux contextes médiévaux et modernes. Parmi les objectifs du poème du Tasse, il y aurait donc la redéfinition de l’ordre hiérarchique qui soumet les sphères de l’action militaire (Goffredo de Bouillon) et de l’impulsion amoureuse-vitaliste au sens le plus large (Rinaldo et Tancredi) au guide magico-religieux (Pierre l’Ermite). Dans cette perspective, le personnage de Pierre l’Ermite et la caste religieuse assument un rôle prédominant dans la direction de l’entreprise de l’armée croisée, en montrant comment la division sociale tripartite médiévale des classes est encore un élément fondateur de la structure idéologique du poème.&nbsp

    Studi e Problemi di Critica Testuale

    No full text
    Fondati da Raffaele Spongano nel 1970 e da lui diretti fino al 1995, gli «Studi e problemi di critica testuale» sono poi passati sotto la direzione di Emilio Pasquini, cui nel 2001 si sono affiancati altri tre allievi di Spongano, Alfredo Cottignoli, Clemente Mazzotta e Vittorio Roda, nonché una redazione di giovani studiosi afferenti al Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. La rivista, semestrale, si ispira a un'idea modernamente complessa di filologia, non ristretta al puro aspetto ecdotico, ma inclusiva di tutto ciò che concerne l'esegesi dei testi letterari e la loro collocazione nel loro contesto storico e in un più vasto reticolato intertestuale. Assai ricca la sezione delle recensioni e rassegne; di grande utilità quella degli spogli da periodici italiani e stranieri

    Studi sul Boccaccio

    No full text
    "Studi sul Boccaccio", fondata da Vittore Branca, fin dal primo volume del 1963 rappresenta un sicuro punto di riferimento e un indispensabile strumento di lavoro per la conoscenza dell’opera di Giovanni Boccaccio e in generale della narrativa fra Medioevo e Rinascimento attraverso la pubblicazione di numerosi saggi e studi dei più accreditati filologi e critici su piano internazionale. La rivista offre il più significativo contributo agli studi relativi a queste tematiche con impegnativi interventi aperti via via alle più sicure e innovative metodologie, con l’accurata e continua indagine sulla tradizione manoscritta tale da rivelare in non pochi casi diverse redazioni delle opere. Non manca l’attenzione alla integrazione fra espressioni verbali e espressioni figurative a cominciare dal Boccaccio stesso illustratore del suo "Decameron" fino a Botticelli, Rubens, Chagall. Viene dato adeguato rilievo allo straordinario successo dell’opera boccacciana nei suoi diversi aspetti lungo i secoli nelle più diverse lingue, con riprese non solo letterarie ma figurative, teatrali, musicali, cinematografiche

    Giovanni Domenico Cassini. Autobiografia

    No full text
    Pubblicazione del ms. Ge DD-2066 (1 RES) pp. 1-56 dell'autobiografia di Giovanni Domenico Cassini

    Marino e l’ambigua fragilità di Adone

    No full text
    Il saggio intende analizzare la figura di Adone nel poema mitologico del Marino quale prodotto di numerose stratificazioni letterarie e culturali derivanti da una raffinata opera di assemblaggio e riscrittura. Nella costituzione dell’ambiguo protagonista efebico dell’Adone, Marino si avvale di numerose tessere prelevate dalla tradizione letteraria greco-latina (Teocrito, Bione di Smirne, Nonno di Panopoli, ovviamente Ovidio) e italiana (Luigi Alamanni, Lodovico Dolce, Giovanni Tarcagnota, Girolamo Parabosco), alle quali si sovrappongono anche reminiscenze bibliche (con richiami, per esempio, al Giuseppe e all’Assalonne del Vecchio Testamento). La voluta indeterminatezza dell’identità sessuale di Adone, che lo rende un soggetto fragile e passivo, dipende certamente da un’operazione di femminilizzazione del personaggio. Marino crea tuttavia un’androginia complessa, una nuova unità da inquadrare all’interno di una figura ellittica, in cui i due fuochi sui quali si muove Adone sono costituiti dal femminino (in prevalenza) e dalla virilità. Debolezza, passività e femminilità sono caratteristiche evidenti in Adone, ma le componenti virili restano presenti: l’avvenente figlio di Mirra è intrepido nella caccia, riluttante alle seduzioni di Falsirena e, soprattutto, destinatario privilegiato dei segreti dell’eros di Venere. Tale prospettiva bifocale permette così di ricondurre le situazioni attinenti al genere sessuale di Adone a un’unità composita e di interpretare il microcosmo del poema alla luce delle opposizioni binarie di uno spazio moralizzato, tanto al livello delle macrostrutture narrative e della sintassi testuale, quanto nelle modalità di riscrittura e riuso della tradizione

    Il Predicatore di Francesco Panigarola: un nuovo modello di eloquenza sacra per il seicento

    Full text link
    The seventeenth century marks the advent of preaching, in both Italy and Europe, as a literary form. Francesco Panigarola (1548-1594) did certainly play a major role in this process thanks to his treatises on sacred oratory and years of preaching activity in several Italian and European cities - during which he developed important relationships and personally experienced some of the most significant events of the century. Panigarolaʼs Il predicatore is a seventeenth-century example of rhetoric that whilst based on classical oratory complies with the precepts of the Counter- Reformation. This treaty, published posthumously in 1609, is structured as a commentary on the pseudo-Demetriusʼs work on eloquence. Il predicatore, besides serving as an Italian/Florentine translation of and commentary on Pier Vettoriʼs De elocutione (the Latin version of Perì Ermeneias), passes on and adapts the rhetorical precepts of classical oratory to the renewed exigencies of the language and of Italian preachers
    corecore