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Cittadinanza e educazione interculturale nel lavoro di comunità
Il collegamento tra i bisogni sociali, la nascita della domanda e lo sviluppo dei servizi rivolti ai cittadini più deboli è stato sottolineato negli ultimi anni in conseguenza degli effetti prodotti sia dal ruolo assunto dalle società globali, etniche e multiculturali, sia dalla disputa, sempre più infiammata, sui temi riguardanti la rappresentazione politica e l’inclusione dei cittadini immigrati. L’incremento della popolazione straniera e la globalizzazione hanno prodotto alcuni effetti sulle nostre comunità che hanno conseguenze concrete sui diversi aspetti della vita di ciascuno. Ecco perché, ogni giorno, si sente sempre più la necessità di sperimentare nuovi modi e nuovi modelli di intervento sociale, sollecitati dall’interesse delle persone verso i progetti riguardanti le comunità locali, dal momento che è al loro interno che vengono rigenerati i valori, le relazioni e il forte senso di appartenenza. Per gli operatori sociali delle comunità, pertanto, è necessaria una formazione che riconosca i contenuti interculturali, anche se è nel lavoro di ogni giorno che vengono apprese le principali competenze sociali e interculturali necessarie a un esperto per lavorare in contesti multiculturali
Minori migranti e la "famiglia mancante". Riflessioni di educazione interculturale.
Sotto il profilo pedagogico, di consistente interesse risulta il titolo v del Decreto legislativo 286/1998 (la cosiddetta legge Turco-Napolitano), il “Diritto all’unità familiare e tutela dei minori”, nonché all’assistenza sanitaria e sociale, all’educazione ed alla prima e seconda accoglienza dei minori. Se da una parte giova constatare il carattere innovativo e aperto di questa legge, nonostante le molteplici difficoltà sul piano applicativo, dall’altra parte notiamo come poca importanza viene attribuita alla sfera familiare e affettiva per quei minori stranieri che rientrano nella categoria dei cosiddetti “non accompagnati” e cioè quei «minori stranieri che giungono nel territorio degli Stati membri dell’UE non accompagnati da un adulto per essi responsabile in base alla legge e fino a quanto non ne assuma effettivamente la custodia di adulto per essi responsabile».
Dal punto di vista educativo e pedagogico, la questione di fondo del presente contributo è a quali bisogni rispondere per venire incontro alle necessità di tanti ragazzi che non avendo genitori in Italia o figure parentali di riferimento vivono all’interno di strutture di accoglienza e di assistenza che garantiscono loro degli interventi educativi e sociali, pur non riuscendo a colmare, talvolta, il vuoto affettivo dovuto alla lontananza dalle proprie famiglie di origine. Va precisato che nel nostro panorama legislativo, a riguardo dei minori stranieri non accompagnati, viene sancito il diritto all’istruzione scolastica e il diritto ad una abitazione in cui poter vivere, ma poca attenzione è stata data nel corso degli ultimi anni alla sfera affettiva e familiare per questi ragazzi. La famiglia è implicata nei fenomeni migratori in molti modi e il suo ruolo si esercita in momenti diversi del percorso migratorio e con funzioni molteplici. Fin dall’inizio dell’avvio di un progetto migratorio la famiglia costituisce il punto di partenza. Spesso anche quando a partire è un singolo individuo, su di lui convergono le aspettative di una famiglia, impegnandosi economicamente in modo consistente. Il migrante diventa perciò il rappresentante di tutta una comunità familiare che spera attraverso di lui/lei una prospettiva di emancipazione collettiva
Il valore del tempo nella reciprocità tra l’educatore e l’adolescente migrante solo
Il tempo è un elemento fondamentale nelle relazioni educative interculturali. All’interno dei servizi educativi dell’accoglienza, la dimensione del tempo è da ricondurre a due livelli: il primo è quello privato e di maturazione della storia di vita del migrante, così come del professionista; il secondo è quello pubblico, ossia il tempo del progetto di accoglienza e della programmazione. Obiettivo del presente contributo è di analizzare e descrivere il tempo nella relazione educativa tra l’educatore e l’adolescente migrante solo.Time is a fundamental element in intercultural educational relationships. Within educational reception services, the dimension of time can be traced back to two levels: the first is the private one and the maturation of the life as well as the professional story of the migrant; the second is the public one, i.e. the time of the reception project and programming. This contribution aims to analyse and describe time in the educational relationship between the educator and the migrant adolescent
Competenze educative interculturali. Saperi e pratiche nella rete di protezione dei migranti.
Il volume è strutturato in due parti. Nella prima, di carattere teorico, si analizza il complesso fenomeno migratorio e si affronta il tema della competenza interculturale nella riflessione pedagogica. Nella seconda parte del volume, dopo aver specificato il metodo di ricerca messo in atto per la raccolta dei dati sulle conoscenze e competenze interculturali dei professionisti educatori, e non solo, del settore dell’accoglienza, vengono presentati i risultati di due indagini scientifiche. L’obiettivo della ricerca è stato di elaborare un modello teorico e interattivo, con implicazioni pratiche, sulle conoscenze e competenze interculturali del professionista dell’accoglienza. Destinatari di questo lavoro sono studenti, educatori e pedagogisti, assistenti sociali e quanti si confrontano ogni giorno con la complessità del vivere in un mondo sempre più multiculturale
Riconoscersi cittadini per vivere da cittadini. Lo Ius Scholae, una via essenziale per una scuola inclusiva e educante
La presente proposta intende offrire una riflessione pedagogica sulla necessità di favorire processi inclusivi, secondo una prospettiva interculturale, per studenti migranti di seconda e terza generazione che frequentano le nostre scuole. Si tratta di una prospettiva, quella dell’inclusione, che nell’orizzonte di ricerca interculturale può essere considerata la migliore ipotesi, dal punto di vista politico e morale, per dar vita a processi di coinvolgimento attivo in un’ottica di corresponsabilità e co-progettazione condivisa tra le diverse agenzie educative. In particolare, questa proposta intende portare alla luce la problematica vissuta da molti studenti con origini familiari straniere ai quali è negata la cittadinanza. Difatti, di recente assistiamo al dibattito, sia politico che da parte della comunità pedagogica, sul tema del riconoscimento della cittadinanza nella formula dello Ius Scholae come strumento essenziale di inclusione scolastica, politica e comunitaria, attraverso nuove forme di orientamento generativo per gli studenti che frequentano le scuole. Si tratta di una scelta politica, quella della cittadinanza nella formula dello Ius Scholae che, in linea con la letteratura scientifica di riferimento, può produrre effetti educativi positivi sia per le famiglie che per le scuole che accolgono questi studenti.This proposal intends to offer a pedagogical reflection on the need to promote inclusive processes for second and third-generation migrant students who attend our schools from an intercultural perspective. On the horizon of intercultural research, inclusion is a perspective that from a political and moral point of view can be considered the best of the hypothesis to give life to processes of active involvement with a co-responsibility
and shared co-planning view between the various educational agencies. This proposal intends to bring to light the problem experienced by many students with foreign family origins who are denied citizenship. As a matter of fact, the issue of the recognition of citizenship in the formula of the Ius Scholae as an essential tool for scholastic, political, and community inclusion, through new forms of generative guidance for students attending schools has been widely debated by the pedagogical community and been subject to political debate. The right to citizenship in the formula of the Ius Scholae is a political choice that in line with the reference scientific literature can produce positive educational effects both for the families and for the schools that welcome these students
Minori migranti soli o non accompagnati e le nuove forme di affiancamento a tutori legali
Nell’ambito del sistema di accoglienza in Italia, sappiamo che sono molteplici gli interventi mirati al riconoscimento del bisogno educativo che i migranti manifestano. Nello specifico del contributo, che prende avvio da una ricognizione empirica e problematica sul fenomeno migratorio, si intende riflettere sulla particolare situazione in cui si vengono a trovare i minori migranti soli o non accompagnati, i quali, oltre a dover ri-definire la propria identità tra il passato e le aspettative future, si trovano a sperimentare l’esperienza migratoria da soli, ovvero privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili. Si tratta, dunque, di porre in evidenza le recenti novità introdotte dal sistema legislativo italiano, il quale mira a promuovere l’Istituto dell’affido omoculturale e dell’affiancamento a tutore legale volontario, con l’intento di favorire una nuova idea di accoglienza, attraverso il coinvolgimento di singoli o famiglie che si affiancano nel percorso di inclusione dei minori migranti.It is known that Italy’s migrant reception system offers several targeted interventions to recognize the educational needs expressed by migrants. This work, which originates from an empirical and problematic recon, intends to reflect on the peculiar situation in which unaccompanied migrant minors find themselves. Besides having to redefine their identity between past and future expectations, these minors have to experience migration in a condition of loneliness, being deprived of representation and assistance of their parents or legal guardians. It is necessary to highlight the latest changes introduced by the Italian legislative system, which aims to promote omo-cultural foster care and legal voluntary guardianship, with intent to encourage the emergence of a new idea of reception, by involving individuals or families in the process of social inclusion of migrant minors
La Green Economy nell’orientamento formativo delle future generazioni di studenti
This contribution intends to show how the research line of the green economy, that is the theoretical and practical reflection aimed at identifying the concrete processes of sustainable economy of ecosystem conservation. It can represent, for school services, an essential prerequisite for the training and social inclusion of students in terms of educational guidance. Guidance, as proposed in the contribution, is to be understood as an act of care for oneself, for the other and for creation, with the awareness that sustainability requires research and study paths to co-build a fertile ground between the environment and man
GreenComp and Migrant Students: Reflections on Training in Sustainability Competencies
Pedagogical research is increasingly called upon to dialogue with European policies. Regarding to sustainable development, the European Commission is focussing on creating a framework for Life Skills-oriented Competencies. This is reflected in various documents, such as the Learning for the Green Transition and Sustainable Development and The GreenComp, which define the framework for integrating sustainability skills in schools. Starting out from an investigation entitled: Educating for a Circular and Inclusive Economy: Pedagogical and Guidance courses for Migrant and Non-Migrant Adolescents, the contribution aims to promote training in sustainability skills for migrant and native students. The study, conducted in 2023 with 20 teachers from Provincial Centres for Adult Education and secondary schools, was conducted according to a phenomenological-hermeneutic research paradigm
Il profilo professionale dell’educatore dell’accoglienza: note pedagogiche sul valore dell’orientamento per i migranti
Riflettere sui professionisti dell’accoglienza è un compito impegnativo e complesso. La complessità è dovuta al fatto che vi sono molteplici figure professionali che ruotano attorno al sistema di accoglienza dei migranti. Tra queste figure troviamo quella dell’educatore, il quale agisce nei contesti educativi multiculturali extrascolastici grazie alla propria formazione personale e al mandato istituzionale. Nei contesti educativi, fortemente segnati dalla presenza di adolescenti migranti soli, l’educatore esercita una funzione di ascolto e aiuto, e lo fa affiancandosi nel percorso di crescita e maturazione dell’educando, mettendo al centro la relazione di cura e di fiducia. Soprattutto, egli esercita è chiamato a svolgere una funzione di orientamento nei confronti del migrante. Il presente contributo mira a riflettere sul senso di questa attività di orientamento, che si concretizza attraverso tre aspetti: la formazione professionale; l’inserimento lavorativo e abitativo; l’orientamento all’inserimento sociale.Reflecting on hospitality professionals is a challenging and complex task. The complexity is due to the fact that there are multiple professional figures that revolve around the migrant reception system. Among these figures we find that of the educator, who acts in out-of-school multicultural educational contexts thanks to his personal training and institutional mandate. In educational contexts, strongly marked by the presence of single migrant adolescents, the educator exercises a listening and help function, and does so by supporting him in the path of growth and maturation of the pupil, placing the relationship of care and trust at the center. above all, however, he exercises and is called to carry out an orientation function towards the migrant. This contribution aims to reflect on the meaning of this orientation activity, which is realized through three aspects:professionaltraining; job placement and housing; vocational training towards social inclusion
Benedetto XVI e il compito urgente dell’educazione
All’origine della riflessione sull’urgenza di una Nuova Evangelizzazione ci sta la constatazione di una diffusa situazione di crisi di valori cristiani e educativi, percepibili soprattutto nei Paesi di antica cristianità. Più volte, nei suoi discorsi, Benedetto XVI concentra l’attenzione sulla necessità di educazione: in primo luogo dei genitori «preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei loro figli» degli insegnanti «che vivono la triste esperienza del degrado delle scuole» e della società stessa «che vede messe in dubbio dalla crisi dell’educazione le basi stesse della convivenza». Si evidenzia la necessità dell’educazione principalmente per le nuove generazioni. Ma la percezione di questa emergenza educativa non basta per rimediare alle risposte della coscienza di tanti; bisogna che vengano individuate le possibili strade per attuarla, poiché alla radice della crisi stessa dell’educazione c’è una forte crisi di fiducia nella vita. Il contributo, dopo aver riflettuto sui principali discorsi di Benedetto XVI sull’educazione nel corso del suo pontificato, si sofferma sui risvolti educativi della Nuova Evangelizzazione, e sul bisogno di riscoprire nelle nuove generazioni il dono della fede che passa attraverso la cura delle relazioni interpersonali ed è in questa relazione che l’educazione può realizzarsi efficacemente.The main reason for talking about The New Evangelization is the progressive process of de-Christianization and the loss of the essential human and educational values, especially in those countries of ancient Christian tradition. Pope Emeritus Benedict XVI has emphasized many times during His speeches that we are in need of education, saying that “parents are worried about their children and their future”, “teachers experience the sad situation of school decay” and “the society itself sees the foundation of communal life undermined because of the educational crisis”. However, people who are mostly in need of education are young generations: it is extremely important to find a way to solve this problem, because the contemporary crisis of education is also a crisis of faith in life. This work, taking Pope Emeritus Benedict XVI’s main speeches about education into consideration, deals with The New Evangelization, its consequences on education and the need of a rediscovery of faith by young generations in order to improve human relationships, so that education can successfully realize
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