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    La cooptazione come criterio di selezione della docenza, in Dibattito a più voci intorno alla crisi dell'Università italiana e al libro di V. Zeno-Zencovich, «Ci vuole poco per fare un'Università migliore. Guardando oltre la "Riforma Gelmini"».

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    Lo scritto costituisce una rielaborazione dell'intervento tenuto al Seminario "Cultura umanistica e sviluppo economico. Università Industria e Professioni" 26.6.2011 ed è stato pubblicato insieme agli altri interventi, tenuti al medesimo seminario, da F. Galgano, P. Grossi, G. Visintini e M. Grondona, con il titolo comune di «Dibattito a più voci intorno alla crisi dell'Università italiana e al libro di V. Zeno-Zencovich, "Ci vuole poco per fare un'Università migliore. Guardando oltre la "Riforma Gelmini"»

    Eccezioni dilatorie e caducatorie

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    This paper provides an examination of dilatory and caducatory exceptions in the remedial system of contracts in order to offer an analysis of these legal concepts, delving into their theoretical foundations, practical applications, and implications within the Italian legal framework. The paper emphasizes the need for a renewed investigation into their substantial and procedural aspects, focusing on the satisfaction provided by these exceptions and the techniques ensuring their effective realization

    Il «mutamento» nelle condizioni patrimoniali dei contraenti

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    La dottrina italiana ad oggi non ha dedicato un vero studio monografico al mutamento nelle condizioni patrimoniali dei contraenti, la cui definitiva consacrazione a figura di parte generale del contratto nel nostro ordinamento è merito dell'art. 1461 c.c. Alla lamentata carenza conferisce ancora maggior spicco la prassi giurisprudenziale, varia e cospicua, sviluppatasi intorno alla figura. L'indagine indica la necessità di seguire un percorso insieme sincronico e diacronico, nel quale la tradizione formatasi sul codice civile del '65 era già consapevole, almeno nella sua fase più matura, del «modello tedesco» costituito dal § 321 BGB, al quale un consistente settore della dottrina contemporanea non a caso ritiene sia ispirato l'art. 1461 c.c. Una passiva sovrapposizione esterofila rischia tuttavia di compromettere la piena comprensione dell'originalità delle scelte compiute dal legislatore italiano. Per altro verso, oggi la lettura sistematica del dato positivo sarebbe incompleta se, stretta nei confini di un'ottica meramente municipale, non desse conto del fatto che nel nostro ordinamento, rispetto al mutamento delle condizioni patrimoniali, vigono due ipotesi normative, sostanzialmente analoghe, ma che si collocano su piani di competenza disciplinare autonomi e distinti, segnatamente per quanto attiene all'ambito soggettivo di applicazione. L'art. 71 della Convenzione di Vienna sulla vendita internazionale di cose mobili (CISG) non solo corrisponde agevolmente all'istituto della sospensione dell'esecuzione della prestazione in forza di mutationes nelle condizioni patrimoniali dei contraenti, ma, in più, offre soluzioni disciplinari per l'innanzi dall'art. 1461 c.c. affidate, per la non chiara formulazione del testo normativo, ad una certa intraprendenza del diritto pretorio. Tanto vale soprattutto per uno dei profili più «nebulosi» dell'istituto, il momento di insorgenza del mutamento, che rappresenta anche l'oggetto specifico dell'indagine. Viene qui in giuoco, nei suoi molteplici atteggiamenti, l'erronea valutazione di uno stato patrimoniale in «dissesto», della quale si tratta di stabilire se e a quali condizioni possa comportare l'applicabilità del mezzo di tutela sospensivo. L'indagine approda alla conclusione che la nozione positivamente ricevuta di «mutamento nelle condizioni patrimoniali» va riformulata perché inidonea a esprimere la reale portata del trattamento positivo, che prescinde da questa connotazione ontologica del «divenire» delle condizioni patrimoniali, quale fatto nuovo e sopravvenuto nella realtà fenomenologica successiva alla conclusione del contratto. Un appagante esito ricostruttivo giustifica dunque l'enucleazione della categoria concettuale della «manifestazione dello stato di dissesto», che si propone esclusivamente nella dimensione gnoseologica della oggettiva possibilità sottoposta al controllo offerto dall'usuale criterio dell'ordinaria diligenza di prendere cognizione delle reali condizioni patrimoniali della controparte al momento della conclusione del contratto

    L’abuso del diritto tra diritto civile e tributario

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    Lo scritto evidenzia che la tradizionale difformità tra gli ambiti di applicazione della teoria dell’abuso nel diritto civile e in quello tributario può dirsi oggi rivitalizzata dall’affermazione, sul versante civilistico, di un approccio metodologico di natura rimediale che, fortemente influenzato dal diritto di matrice comunitaria, pone in discussione lo stesso presupposto della teoria in esame, ossia l’utilità applicativa del paradigma concettuale del diritto soggettivo, aprendo la strada ad una valutazione maggiormente sensibile all’analisi delle condizioni di ammissibilità – volta a volta diverse – della risposta rimediale ad una lesione che si assume ingiustificata. Con specifico riferimento al versante tributaristico, invece, la teorica dell’abuso ha conosciuto un rilevante successo giurisprudenziale, al quale, tuttavia, non può accompagnarsi una corrispondente adesione sul piano teorico-concettuale. Una più attenta disamina delle concrete ipotesi in cui si discorre di abuso, infatti, porta l’autore a dubitare della reale utilità di tale paradigma argomentativo, che appare sostituibile da una più approfondita valutazione funzionale dell’atto di autonomia privata che si assume abusivo

    La sostituzione automatica della clausola «gravemente iniqua» nella disciplina dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

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    The Automatic Replacement of the Clause «Grossly Unfair» in the Discipline of Late Payments in Commercial Transactions. The new Article 72 d.lgs. 9.10.2002, n. 231, provides that, in commercial transactions, when the clauses relating to the payment period, the rate of interest for late payment or compensation for recovery costs are declared null and void because grossly unfair to the creditor, apply Articles 1339 and 14192 c.c. It’s not clear, however, which is the regulatory material to be used for the replacement of unfair terms and, in particular, if for this purpose it is necessary to carry out an automatic application of the legal terms or, conversely, to a verification conformative, which brings fairness to the stipulation. The paper aims to clarify the historical reasons that led to the emergence of this opposition and to identify concrete cases where it is not permitted the application of the legal terms, being appropriate to reduce the unfair clause within the limits of the exception covenantal expressly permitted in the provision of the law in questio

    Sistema, codice e formazione nel canone di Sandro Schipani

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    Lo scritto prova a sviluppare una riflessione su ‘Le vie dei Codici civili’ di Sandro Schipani nel tentativo di cogliere il modo e le finalità con cui l’autore indaga il percorso storico e sistematico che lega l’antico diritto romano alle esperienze giuridiche contemporanee, evidenziando come la continuità storica possa offrire soluzioni agli attuali dilemmi della giurisprudenza. Centrali sono i temi della codificazione giustinianea, interpretata come fondamento per un diritto orientato verso l’uguaglianza e la solidarietà, e del ruolo creativo del giurista, che trascende la mera applicazione delle norme per indirizzarsi verso la ricerca di soluzioni giuste ed eque. Particolare rilevanza, in questo contesto, assumono le traduzioni, strumento essenziale per la formazione giuridica e per il mantenimento di un dialogo costruttivo tra diverse tradizioni legali. L’opera di Schipani invita a una profonda riflessione sul diritto, stimolando un approccio sistematico e consapevole alla tradizione giuridica, indispensabile per affrontare le sfide del presente e orientare le future generazioni di giuristi verso la costruzione di un sistema legale più inclusivo e giusto
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