96,427 research outputs found
Ferrara Architettura 2. Arte di costruire
Il testo raccoglie la sintesi di tesi di laurea e ricerche universitarie dedicate all’arte di costruire a Ferrara, seguendo il filo conduttore del legno, materiale scarsamente disponibile in città, da sfruttare con abilità e senza sprechi (soffitto a lacunari nel Palazzo dei Diamanti, travi composte, marche incise negli elementi strutturali) e del cotto, materiale ampiamente diffuso nella tradizione costruttiva locale e impiegato sia per esigenze strutturali che per delicate soluzioni decorative (decorazioni in cotto e terrecotte architettoniche).
Tesi pubblicate:
-V. Casali, M. Finelli, "Analisi e proposte per il sistema soffitto-copertura del salone del Palazzo dei Diamanti"; relatori: arch. C. Di Francesco, ing. G. Mezzadri; correlatore: arch. R. Fabbri; A.A. 1999/2000
-V. Virgili, "Le decorazioni in cotto a Ferrara. Problemi ed esperienze di intervento"; relatori: arch. C. Di Francesco, prof. F. Bevilacqua; correlatori: arch. R. Fabbri, dott. G.C. Grillini; A.A. 2000/2001
-E. Giunchi, R. Malvezzi, M. Russo, "Travi composte in legno nella Ferrara rinascimentale: indagini conoscitive e proposte d'intervento"; relatori: prof. C. Alessandri, arch. R. Fabbri; A.A. 2001/2002
-S. Ciliani, M. Bagatin, "Progetto di valorizzazione delle terrecotte architettoniche a Ferrara: studi e proposte per percorsi turistici"; relatori: arch. C. Di Francesco, arch. R. Fabbri; correlatore: prof. F. Bevilacqua; A.A. 2002/200
Ferrara Architettura 1. Edifici di culto
Il contributo presenta la sintesi di tesi di laurea e studi dedicati ad edifici di culto ferraresi (Sant’Apollonia, Oratorio dell’Immacolata Concezione, protiro della Cattedrale, oltre ad un’ampia casistica di edifici di culto tra XV e XVIII secolo, tra cui San Francesco, San Domenico, San Giorgio, San Cristoforo e Santa Maria in Vado). Gli studi toccano aspetti multidisciplinari e riportano interessanti notizie inedite.
Filo conduttore degli studi e delle tesi di laurea presentate è quello di occuparsi di “casi reali”, con la possibilità di maturare la conoscenza delle tecniche costruttive e delle proposte di intervento a partire dal contatto diretto con le architetture
Tesi pubblicate:
-A. Barbagallo, M. Bonora, G. Marchi, "Analisi degli schemi distributivi e strutturali degli edifici ferraresi di culto nei sec. XV-XVIII"; relatori: ing. G. Mezzadri, arch. C. Di Francesco; correlatori: arch. C. Cavicchi, arch. A. Mantovani; A.A. 1998/1999
-S. Gallini, C. Traina, "S. Apollonia: progetto di restauro e riuso ai fini espositivi come ampliamento del Museo di Spina"; relatore: arch. C. Di Francesco; correlatori: arch. A. Alberti, prof. F. Bevilacqua, arch. C. Cavicchi, arch. R. Fabbri; A.A. 1999/2000
- D. Cavrini, S. Veronese, "Oratorio della Confraternita dell'Immacolata Concezione a Ferrara: studio e proposta di restauro ad uso espositivo"; relatori: arch. C. Di Francesco, arch. R. Fabbri; correlatori: prof. F. Bevilacqua, ing. G. Mezzadri, G.C. Grillin
Agatha Ruiz de la Prada loves Elio Fiorucci. Arte e Moda dalla Pop al Neopop
Il 9 novembre 2010 presso gli spazi di ZoneModa, territorio di ricerca e didattica che unisce i corsi di laurea sulla Moda che l'Università di Bologna ha attivato nella città di Rimini, si è tenuta una manifestazione a carattere scientifico e artistico dal titolo "Agatha Ruiz de la Prada loves Elio Fiorucci. Arte e Moda dalla Pop al Neopop". I due protagonisti dell'evento rappresentano le due icone della moda Pop e Neopop dagli anni sessanta agli anni duemila. Conosciuti in tutto il mondo per l'originalità delle creazioni, insuperabili nella progettazione di abiti e di accessori di moda, i due designer hanno ricostruito le tappe salienti della loro carriera dialogando con esperti di musica, di arte, di fotografia, con giornalisti e studiosi del fashion system. In omaggio ai due stilisti, per la prima volta insieme in un'Università pubblica italiana, ZoneModa ha organizzato una giornata di studi per festeggiarne e raccontarne il mondo.
Di seguito l'elenco degli intervenuti:
Mariella Milani, Tommaso Labranca, Fernando Aguirre, Sofia Gnoli, Lucio Spaziante, Gianluca Lo Vetro.
Hanno coordinato: Fabriano Fabbri e Federica Muzzarell
L'arte di costruire a Ferrara: materiali, tecniche e mestieri nella città storica
Il testo ripercorre i modi e le tecniche dell'arte del costruire a Ferrara secondo la tradizione. I "modi del costruire" sono analizzati a partire dai materiali e dagli elementi costitutivi dell'architettura locale (calce e sabbia, laterizi e terrecotte, materiali lapidei naturali, legno), e poi approfonditi attraverso l'analisi delle strutture più complesse (strutture di fondazione, volte e solai, coperture, travi composte) e delle finiture (elementi decorativi in cotto, pavimentazioni, intonaci, finiture interne ed esterne)
Cantiere Internazionale Teatro Giovani 2005
IL CANTIERE INTERNAZIONALE ALLA SUA SESTA EDIZIONE
Con la sesta edizione il Cantiere Internazionale di Forlì mantiene la promessa fatta tre anni fa. Si conclude nel migliore dei modi Il TRITTICO DI LORCA presentando un laboratorio e due produzioni della Columbia University Stages: La casa di Bernarda Alba di García Lorca, diretto da Karin Coonrod e Crocodile Eyes, un lavoro originale scritto e diretto da Eduardo Machado. Due produzioni teatrali universitarie iniziate a New York nel mese di ottobre dello scorso anno e ora riprese in Italia nella Manifattura delle Arti, Laboratorio DAMS dell`Università di Bologna, grazie al gemellaggio e alla preziosa collaborazione con il Premio DAMS Festival e al contributo ideativo e organizzativo di Claudio Meldolesi e Paolo Granata. Un omaggio congiunto al genio teatrale di Lorca e alle attività pedagogiche teatrali della Columbia University, prestigiosa università americana che ha ospitato Federico durante il suo soggiorno newyorkese. In questi anni di intenso lavoro del Cantiere abbiamo cercato in tutti i modi di confermare a noi stessi e agli altri quanto García Lorca sia stato poeta della fratellanza universale, regista, autore di un realismo sovrano e a volte, se necessario, un surrealista formidabile. Esigente precursore e faro di quell’amorosa presenza poetica che guida e insegna come la leggerezza, la generosità, la fantasia e la gravità possano e debbano unirsi in un teatro civile di poesia.
Altro evento di rilievo del Cantiere di quest’anno è lo spettacolo prodotto dal Laboratorio Poiesis BagdhadBaghdad, scritto ideato e diretto da Giuseppe Goffredo in collaborazione con il corpo di ballo Compagnia Rosa del Sud di Rosa Macrì, con musiche dal vivo del grande pianista Stefano Battaglia. Uno spettacolo di teatro-danza che racconta il viaggio compiuto in Iraq da un gruppo di giovani artisti italiani (musicisti, fotografi, registi) quando il paese viveva già nell’incubo dell’approssimarsi della Guerra: memoria e rievocazione dolorosa di voci, suoni, pensieri, ribellioni, offese colte nel loro farsi quotidiano e successivamente traslocate nell’arte scenica; spirale di violenza che mano a mano ha condotto verso il sangue intollerabile e l’afasia della Guerra di questi ultimi mesi. Una Guerra non necessaria, sia chiaro, come tutte quelle che l’hanno preceduta. Inoltre, punto qualificante che caratterizza e ha caratterizzato il Cantiere sin dalla sua prima edizione, è la realizzazione di un laboratorio-spettacolo che vede coinvolti giovani studenti provenienti da varie parti del mondo con membri delle associazioni teatrali di Forlì-Cesena e professionisti del teatro. Dopo Processo a Gesù di Diego Fabbri, Piove sul Diluvio di Tonino Guerra, Yerma di García Lorca e Donna de Paradiso di Jacopone da Todi, ora è la volta di Al Dio ignoto, di Diego Fabbri, direzione Corrado Veneziano.
Nell’anno dell’assegnazione del primo Premio di Scrittura Drammaturgica “Diego Fabbri”, il Cantiere non poteva esimersi dal misurarsi con questo autore nato a Forlì nel 1911. Abbiamo quindi deciso di mettere in scena un’opera difficile e complessa, forse la più ostica; considerata da Orazio Costa il testamento drammaturgico di Diego Fabbri, dove il tema della resurrezione di Cristo, evento che sta all’origine del cristianesmo e della storia del teatro italiano, si trasferisce nel dibattito della religiosità e della ragione laica dell’uomo contemporaneo. Recitare ed adattare questo testo tanto complesso e intenso (che cita apertamente Shakespeare, Dostoeskij, Bolck e San Paolo) sarà una vera e propria sfida: prova di impegno di alcuni giovani talenti del teatro forlivese.
Ricordiamo infine, con soddisfazione, la presenza dei saggi teatrali di fine corso degli studenti del Dipartimento SITLeC dell`Università di Bologna sede di Forlì, coordinati da Isabel Fernández e Marie-Line Zucchiatti, a cui quest’anno si aggiungono gli studenti della Facoltà di Scienze Politiche coordinati da Poyraz T..
L’apprendimento collaborativo online per lo sviluppo delle competenze digitali e trasversali dei futuri docenti di matematica
Durante l’a.a. 2020/21, a causa delle restrizioni normative dovute alla pandemia di Covid-19, l’Ateneo di Bologna si è visto costretto nuovamente ad interrompere l’erogazione della sua offerta formativa in presenza per dare spazio all’implementazione di un ecosistema digitale che garantisse il proseguo della formazione degli studenti attraverso la predisposizione di corsi erogati in Distance Learning (DL); il protrarsi della situazione emergenziale ha spinto ulteriormente la ricerca scientifica ad interrogarsi sul corollario di esperienze didattiche scolastiche e universitarie, legate al periodo di pandemia, con la finalità di far emergere le modificazioni alle pratiche dei docenti con un’attenzione particolare all’attivazione di didattiche attive (Arenghi, Bencini, Pavone, Savarese, 2020; Batini, et al., 2020; Doucet, Netolicky, Timmers, Tuscano, 2020; Limone, Toto, Sansone, 2020; Lucisano, 2020; Perla et al., 2020). Il contributo presenta i primi risultati di un’indagine esplorativa rivolta a 48 studenti frequentanti l’insegnamento di ‘Didattica e Pedagogia speciale’, LM in Matematica, Ateneo di Bologna, a.a. 2020/21, orientata a cogliere l’efficacia della metodologia didattica proposta e le opinioni e le percezioni degli studenti rispetto all’acquisizione di competenze trasversali e digitali. Il corso previsto in modalità mista, si è in realtà svolto in DL sincrono a causa dell’inasprimento delle misure anti-Covid varate dal Governo. In linea con le principali teorie socio-costruttiviste applicate agli ambienti digitali (Laurillard, 2008; Scardamalia, Bereiter, 2003; Cesareni, Sansone, Ligorio, 2018), dallo studio esplorativo è emerso che la metodologia dell’OCL all’interno di un corso universitario sembra configurarsi in quanto opportunità per promuovere, attraverso la progettazione di ecosistemi digitali sostenibili, costruttivi e collaborativi l’apprendimento attivo degli studenti, sia per promuovere la prospettiva della formazione alle competenze digitali e trasversali essenziali per il raggiungimento del successo professionale ed esistenziale (Sansone, Cesareni, Ligorio, Bortolotti, Buglass, 2019; Sansone, Fabbri, 2021) dei futuri Lifelong Learners. Allo stesso tempo, emergono alcune prime indicazioni per la riprogettazione, come l’opportunità di implementare il monitoraggio dal parte del docente in vista di migliorare la gestione delle dinamiche e dei conflitti all’interno dei gruppi, responsabilizzando ulteriormente i membri del gruppo
Introduzione metodologica
Il contributo intende fornire al lettore le informazioni sui criteri metodologici che hanno guidato le ricerche presentate nei saggi che compongono il volume
Spin fluids in Bianchi-I f(R)-cosmology with torsion
We study Weyssenhoff spin fluids in Bianchi type-I cosmological models, within the framework of torsional f(R)-gravity; the resulting field equations are derived and discussed in both Jordan and Einstein frames, clarifying the role played by the spin and the non-linearity of the gravitational Lagrangian f(R) in generating the torsional dynamical contributions. The general conservation laws holding for f(R)-gravity with torsion are employed to provide the conditions needed to ensure the preservation of the Hamiltonian constraint and the consequent correct formulation of the associated initial value problem. Examples are eventually given
The human skeletal remains from the upper palaeolithic burials found in Romito cave (Papasidero, Cosenza, Italy)
Summary. — The six skeletons (Rom 1-6) coming from Upper Palaeolithic burials were discovered at the Grotta del Romito near Papasidero (Cosenza, Italy). Two single burials were discovered in the cave (Rom 3, Rom 4), two double burials under the rock shelter (Rom 1 and 2, Rom 5 and 6). The skeletons are generally well preserved, and belonged to adult or nearly adult individuals, three females (Rom 1, 4 and 5), two males (Rom 3 and 6) and one probable female (Rom 2). Their distinctive characteristics recall those of other Italian Upper Palaeolithic individuals. Like thes ones they are definable as cromagnonoids. The individuals from the cave are bigger and more robust than those of the rock shelter, even if a remarkable homogeneity of morphologies is observed among all of them. Some features regarding the facial skeleton seem to suggest an adaptation to a heavy and extra-alimentary use of dentition. Regarding the stature, the individuals from the cave are normal (compared to contemporary Palaeolithic individuals) while the specimens from the rock shelter are among the shortest. A high level of endogamy, at least among the population represented by the individuals from the shelter, is supposed. Rom 2 was affected by a serious genetic disease which caused a form of dwarfism acromesomeha.Résumé. — II s'agit de l'étude anthropologique concernant six squelettes (Rom 1, 2, 3, 4, 5, 6) de la fin du Paléolithique supérieur, retrouvés dans la grotte de Romito près de Papasidero (Cosenza, Italy). Deux squelettes (Rom 3 et 4) ont été retrouvés dans deux sépultures à l'intérieur de la grotte, tandis que les autres squelettes, deux à deux, étaient regroupés dans des sépultures distinctes (Rom 1 et 2 ; Rom 5 et 6) dans Г abri qui est en avant de la grotte. L'analyse des six individus a montré que leurs caractères, surtout ceux du crâne, sont très semblables à ceux des specimens du Paléolithique supérieur de l'Italie, qui peuvent être définis comme cromagnoides. Les individus de la grotte sont plus robustes, avec une stature plus grande que ceux de l'abri, bien que les six individus montrent une grande homogénéité morphologique. Quelques-uns des caractères du massif facial font penser à une adaptation de la dentition à un emploi extra-alimentaire. Une grande endogamie entre les quatre individus de l'abri est envisagée, parmi lesquels un (Rom 2) présente une forme de nanisme définissable comme une acromésomélie.Mallegni Francesco, Fabbri Pier Francesco. The human skeletal remains from the upper palaeolithic burials found in Romito cave (Papasidero, Cosenza, Italy). In: Bulletins et Mémoires de la Société d'anthropologie de Paris, Nouvelle Série. Tome 7 fascicule 3-4, 1995. pp. 99-137
Dare e ricevere feedback : stimolare la competenza riflessiva dei futuri docenti in un corso universitario
Nel panorama internazionale della ricerca e della pratica educativa in ambito sco- lastico degli ultimi trent’anni si è verificata un’importante svolta epistemologica, ovvero l’affermarsi di un approccio riflessivo che vede il docente in quanto attore sociale che apprende continuamente dall’esperienza in una dimensione di lifelong learning, agendo in un sistema di vincoli e condizioni, integrando teoria e pratica in maniera coerente, ciclica, ricorsiva (Schön, 1993; Pescheux, 2007). La stessa definizione di didattica intesa come ricerca sull’insegnamento introduce e legittima il profilo del docente in quanto ricercatore e progettista riflessivo che costruisce at- tivamente ed utilizza nuove forme di conoscenza attraverso pratiche costruttive e ricostruttive di saperi e conoscenze mediate dai processi riflessivi. Ciò è in linea con le direzioni teoriche ed operative di rinnovamento della didattica previste dalle normative europee in materia di individuazione di traguardi per lo sviluppo di competenze richieste ai cittadini del XXI secolo. Il contesto di riferimento del presente studio esplorativo è quello del corso di Didattica generale e pedagogia speciale, Laurea Magistrale in Matematica, dell’Ateneo di Bologna. I dati raccolti, relativi agli a.a. 2021-2022 e 2022-2023, riguardano 78 futuri docenti (F=50, M=28) di discipline STEM (matematica, scienze naturali, fisica). L’intervento descrive l’esperienza universitaria in cui, attraverso attività didattiche basate sulla metodologia del Trialogical Learning Approach (Paavola, Engstrom, Hakkareinen, 2010) e supportate da una gestione flessibile di strumenti e ambienti digitali, si proponeva agli studenti, suddividi spontaneamente in 11 gruppi da 6-7 membri, di co-costruire artefatti significativi legati alla professionalità docente, riflettendo, revisionando e migliorando gli stessi attraverso l’attività di peer feedback. Nel complesso ed in linea con la letteratura scientifica (Nicol, Serbati, Grion, 2019; Strijbos, Sluijsmans, 2010; Topping, 2017), le analisi delle risposte degli studenti mostrano come l’attività di peer feedback, ed in particolare l’offrire commenti e suggerimenti ai colleghi confrontandosi e co-costruendo il feedback (Li, Grion, 2019), abbia contribuito a stimolare la riflessione metacognitiva sulle proprie pratiche, insieme a competenze trasversali professionalizzanti, quali il pensiero critico, il problem solving, la comunicazione e collaborazione con gli altri, confermando il ruolo del peer feedback in quanto valido dispositivo riflessivo (Grion, Tino, 2018; Lynch, McNamara, Seery, 2012; Wen, Tsai, 2006) per i futuri docenti
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