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Negoziare l’Alterità. Focus group e processi di significazione delle immagini tra giovani autoctoni/e e figli/e delle migrazioni in Veneto
Le rappresentazioni egemoniche del “Noi” non sono mai pacificate e per restare tali richiedono il quotidiano silenzio di sguardi consenzienti. Questo articolo intende mostrare come attraverso dei focus group di giovani autoctoni/e e figli/e delle migrazioni sia possibile cogliere le tensioni in queste rappresentazioni dominanti e riflettere sulla negoziabilità dell’Alterità. Il testo è strutturato in tre parti. Nella prima, viene presentata la ricerca sulle autorappresentazioni visuali di giovani in Veneto, chiarendone i presupposti teorici e l’impianto metodologico. Nella seconda parte, si esamina il conflittuale processo di significazione delle immagini prodotte o selezionate dai giovani partecipanti e si mostrano i processi di identificazione e differenziazione che emergono nelle diverse fasi della discussione di gruppo. Nell’ultima parte si sostiene che vedere sia una pratica sociale, che nei focus group utilizzati nel photovoice sia possibile esprimere disaccordo nei confronti di rappresentazioni egemoniche dell’Alterità e si finisca per vedere e vedersi altrimenti da come “normalmente” si vede e si appare
Giovani musulmani d'Italia
La società italiana attraversa trasformazioni socioculturali profonde. Dalla stabilizzazione delle famiglie immigrate è nata infatti una prima generazione di figli di immigrati. Fra questi, vi sono giovani che in vario modo s'identificano con l'Islam e che, tra le altre appartenenze, si sentono italiani, anche se spesso non lo sono dal punto di vista formale. Il libro intende presentare le principali novità legate alla presenza di questi giovani attori sociali. Il libro offre la possibilità di riflettere su come dei giovani cresciuti nelle scuole italiane vivano l'Islam nella vita quotidiana dopo i fatti dell'11 settembre e che cosa significhi per loro essere cittadini
Autorappresentazioni pubbliche di giovani musulmane. La ricerca di legittimità di una nuova generazione di italiane
Dalla stabilizzazione delle famiglie immigrate è nata in Italia una nuova generazione di musulmani che si sentono italiani anche se spesso non lo sono dal punto di vista formale. Questo articolo si focalizza sulle ragazze in quanto principali attori di cambiamento sociale e culturale.
Attraverso l’analisi di diversi tipi di auto rappresentazioni pubbliche, analizzeremo come queste nuove soggettività islamiche cerchino di legittimare la propria presenza, mostrando sia la strada compiuta finora, sia quella che resta ancora da percorrere per potersi sentire a casa in Italia
Metodi visuali di ricerca sociale
Negli ultimi anni i metodi visuali hanno suscitato un interesse straordinario in tutte le scienze sociali. A livello internazionale le immagini sono state sempre più utilizzate come oggetto di studio per comprendere la cultura contemporanea e come mezzo per indagare la società. Il volume permette di ricomporre la frattura creatasi tra chi fa ricerca sulle immagini e chi la fa con le immagini, mostrando la ricchezza della ricerca visuale italiana e offrendo un ricco ventaglio di metodi visuali. Particolare rilevanza assume la parte on line, per chi desideri esplorare le immagini e i testi di approfondimento
Studi migratori e ricerca visuale. Per una prospettiva postcoloniale e pubblica
Il saggio invita ad adottare una prospettiva postcoloniale negli studi migratori ed esplorare come alla visualità opprimente che classifica, separa e subordina i gruppi sociali al servizio della modernità capitalistica occidentale si contrappongano gli sguardi resistenti di coloro che rivendicano il proprio “diritto di fuga” e aspirano all’emancipazione sociale attraverso la mobilità umana. Questa opzione teorica comporta, a parere dell’autrice, saper sperimentare percorsi transdisciplinari e pratiche collaborative di ricerca. L’ultima parte del saggio riflette su potenzialità e limiti di una sociologia visuale e pubblica delle migrazioni
FOCUS GROUP. Una guida pratica
Il focus group costituisce oggi una tecnica fra le più usate nella ricerca sociale. Si basa sulla discussione di un gruppo costituito "ad hoc" e permette di indagare come si formano, come vengono messi in questione e come possono cambiare i punti di vista, le opinioni, gli atteggiamenti, i discorsi, le rappresentazioni. Il volume vuole tradurre questa tecnica in uno strumento alla portata di chiunque vi si avvicini per la prima volta. In modo chiaro e coerente si mostra come i dati vengano "generati", piuttosto che "raccolti", suggerendo un uso flessibile e creativo del focus group a partire da diverse domande di ricerca
Ricerca visuale e trasformazioni socio-culturali
La ricerca visuale produce dati originali, altrimenti non ottenibili, e oggi è sempre più diffusa per rispondere a domande di ricerca rilevanti da un punto di vista sia conoscitivo che pragmatico. Questo libro mostra come l’utilizzo dei metodi visuali sia ormai indispensabile per indagare le trasformazioni socio-culturali in atto a livello globale, per esplorare fenomeni nuovi, per sollevare interrogativi inediti e fornire interpretazioni plausibili.
Il testo ripercorre il dibattito sulla sociologia visuale, mostrando come sia possibile studiare e utilizzare le immagini in modo rigoroso. Inoltre, riprende considerazioni maturate in seno all’antropologia visuale, concentrandosi sul ruolo delle
immagini nella costruzione di relazioni collaborative tra il ricercatore e i soggetti della ricerca, che vengono coinvolti in prima persona nella produzione soggettiva di fotografie o di video.
Questo libro si rivolge a chiunque desideri sperimentare i metodi visuali, in primis agli studenti universitari di scienze sociali. In ogni capitolo si trovano brevi riassunti, definizioni, riquadri interni alle pagine con approfondimenti, attività per mettersi alla prova sperimentando sul campo quanto si va studiando in modo
astratto e parole chiave per ricapitolare i concetti principali. Infine, il libro sconfina online, dove si trovano materiali multimediali (testi, immagini, voci) per restituire maggiormente la multisensorialità di cui è fatta la ricerca sociale e l’esperienza quotidiana, sperimentando percorsi di apprendimento meno lineari
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