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La censura in Italia dall'Inquisizione alla Polizia
La censura in Italia dall’Inquisizione alla Polizia costituisce la prima storia della censura in Italia dall’introduzione della stampa alla fine dell’Ottocento. Il libro mette a frutto il grande movimento di ricerche sulla congregazione dell’Indice e la censura ecclesiastica seguito all’apertura dell’Archivio della congregazione per la Dottrina della Fede e vi connette le nascenti ricerche sulla censura politica e la nascita dei giornali per tracciare il lungo periodo della censura e individuare le forme e le cesure fondamentali che l’hanno caratterizzata. Oltre alle diverse fasi politico-religiose che ne hanno segnato l’evoluzione, l’autore individua due forme fondamentali di censura corrispondenti a due forme di potere: la censura religiosa o, in età contemporanea, ideologica, volta ad affermare una verità e proibire ciò che qualifica come errore, e la censura politica che impedisce la diffusione delle notizie verso il largo pubblico. Il primo tipo di censura informa un potere totalitario, il secondo tipo informa un governo autoritario.La censura in Italia dall’Inquisizione alla Polizia is the first history
of censorship in Italy from press importation to the beginning of unitarian State. The book makes use of several researches on Index Congregation and ecclesiastical censorship grown in the last years after the Opening of the Archive of the Congregation for Faith Doctrine and joins them with the new Researches on political censorship and the birth of newspapers in order to describe the “longue période” of censorship and single out its forms and characterize its discontinuities. The author individuates two basic forms of censorship related to two basic forms of power: the religious or ideological censorship that proclames a truth and forbids an error and the political censorship that prevents new’s diffusion to the large public
La congregazione dell'Indice negli anni della concorrenza con il sant'Uffizio (1593-1603)
Le licenze di lettura e la politica del sant'Uffizio dopo l'Indice clementino
rapporti conflittuali tra Indice e sant'Uffici
Regno ecclesiastico e stato moderno. La polemica tra Francisco Pegna e Roberto Bellarmino sull'esenzione dei chierici
Le discussioni politiche e teologiche relative ai poteri della chiesa avvenute a Roma tra fine '500 e inizio '60
L'Atheismus triumphatus come romanzo filosofico di formazione
Si data e si identifica il significato del testo campanelliano Ateismo trionfato mediante il confronto con le testimonianze processual
Campanella a sant'Elmo nell'estate 1606: due documenti e alcune considerazioni
sulla base di due documenti inediti rinvenuti in ACDF si ricostruiscono le vicende relative alla pubblicazione dell'Ateismo trionfat
La dissimulazione di scrittura. Metodi di aggiramento della censura in materia religiosa nell'Italia moderna
Il saggio La dissimulazione di scrittura è dedicato ad individuare le tecniche retoriche usate dagli scrittori italiani per aggirare la censura. Muovendo dal saggio di Leo Strauss, Persecution and the Arto of Writing, il saggio sostiene che, ben prima della teorica barocca codificata da Torquato Accetto e prima del nicodemismo religioso individuato da Cantimori, a partire dal quattrocento la cultura umanistica abbia introdotto la dissimulazione in materia di religione codificando le tecniche retoriche fondamentali per aggirare la censura. Il dialogo, la controfigura, la falsa confutazione, l’allegoria costituiscono le più comuni figure retoriche utilizzate dagli scrittori italiani per trasmettere il proprio pensiero aggirando la censura
La cultura delle testimonianze d'accusa nel secondo processo contro tommaso Campanella (1599-1603)
Ricostruzione delle fonti della cultura testimoniata nel secondo processo contro Tommaso Campanella
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