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Cyber-utopia. Biografia di un concetto
Il filone utopistico, nato nell’alveo della modernità, rappresenta una sorta di fiume carsico che, nel corso dei secoli, è riemerso a tratti prendendo ogni volta forme e rilievi diversi. Una di queste riemersioni – certamente la più recente – è rappresentata dalle cyber-utopie fiorite in questi ultimi decenni in concomitanza con la rivoluzione digitale. Scopo della tesi è mettere questo nuovo filone utopistico sotto la lente dell’analisi storica e concettuale, per definirne le caratteristiche strutturali e saggiarne la consistenza teorica. L’obiettivo è quello, mancando a tutt’oggi un lavoro d’insieme sull’argomento, di individuare le origini del concetto di cyber-utopia, seguendone gli sviluppi e prospettandone i possibili esiti. A tal fine, la ricerca si articola in tre ambiti. Il primo è dedicato ad una ricostruzione genealogica del concetto di utopia, nel tentativo di approfondire un aspetto di questa vicenda che finora non è mai stato sistematicamente affrontato, vale a dire la storia dell’utopismo tecnologico. Il secondo ambito riguarda il contesto in cui le cyber-utopie sono fiorite, ossia quell’insieme di processi che vanno sotto il nome di rivoluzione digitale, con particolare attenzione agli aspetti utopistici connessi allo sviluppo di Internet, delle ICT e del Web. Il terzo ambito consiste nell’analisi delle fonti della cyber-utopia, cercando di specificare i tratti salienti del pensiero di alcuni dei più importanti artefici di questa categoria
Pensare il ‘68
Gruppo di brevi recensioni (a cura di Stefano De Luca e di Francesco Romano Fraioli) che hanno come oggetto i seguenti volumi:
Edgar Morin, Maggio 68. La breccia, a cura di Francesco Bellusci, Milano,
Raffaello Cortina Editore, 2018, pp. 124 (autore Francesco Romano Fraioli);
Alain Badiou, Ribellarsi è giusto! L’attualità del Maggio 68, a cura di Alberto
Destasio, Napoli-Salerno, Orthotes, 2018, pp. 107 (autore Francesco Romano Fraioli);
Donatella Della Porta (a cura di), Sessantotto. Passato e presente dell’anno
ribelle, Milano, Feltrinelli, 2018, pp. 300 (autore Francesco Romano Fraioli);
Marcello Flores, Giovanni Gozzini, 1968. Un anno spartiacque, Bologna, Il
Mulino, 2018, pp. 279 (autore Francesco Romano Fraioli);
P. Cioni, E. Di Caro, P. Gaglianone, C. Galimberti, L. Levi, D. Maraini, M.S.
Palieri, L.L. Sabbadini, F. Sancin, C. Di San Marzano, M. Serri, C. Valentini,
Donne nel Sessantotto, Bologna, Il Mulino, 2018, pp. 312 (autrice Giulia Dettori);
Guido Crainz, Il sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia
e dintorni, con saggi di Pavel Kolá, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro e
Anna Bravo, Roma, Donzelli, 2018, pp. VI-202 (autore Carlo Marsonet);
Michele Battini, Un Sessantotto, Milano, Università Bocconi Editore, 2018,
pp. 129 (autore Giuseppe Sciara);
Paolo Pombeni, Che cosa resta del ‘68, Bologna, Il Mulino, 2018, pp. 128 (autore Stefano De Luca)
Il Gramsci di Nicola Matteucci
The influence exercised by Antonio Gramsci on the young Nicola Matteucci’s mindset is neither episodic nor marginal. In this essay we try to reconstruct, for the first time, the main lines of Matteucci's original reading of Gramscian work. For this purpose, his two dissertations will be mainly examined, the first in Law (1948), still unpublished, dedicated to Croce's juridical thought, and the second one in Philosophy (1950), in which he measures himself directly with Gramscian historicism. What emerges from these pieces of work and from Matteucci's subsequent writings on Gramsci is a reading that, inspired by a sort of pietas towards him, would have induced the Bolognese scholar to counterpose, for over twenty years, the Marxist heterodoxy of the Sardinian philosopher to the theoretical-political line of the PCI
Cyberdemocrazia o datacrazia? Politica e usi delle tecnologie nelle riflessioni di Pierre Lévy e Derrick de Kerckhove
In retracing the main moments of the reflections of Pierre Lévy and Derrick de Kerckhove, two of the greatest exponents of the so-called cyberculture, the purpose of the essay is to compare their philosophical-political theses to evaluate their effective impact in the light of social and political transformations that have occurred over the last few decades. What we intend to show is how the differences between Lévy and de Kerckhove are due, in large part, to a different interpretation of the influence exerted by technologies on the human cognitive structure. Two political perspectives arise from these differences. Although starting from similar assumptions, they end up favoring the notion of participation in the first case, and that of transparency in the second one. However, in recent years, both Lévy and, more strongly, de Kerckhove have preferred to focus, unlike in the past, on the dangers associated with the use of ICTs, one coming, as an antidote to the threat of dataism, to talk about «Reflective collective intelligence» and the other one, relying on the concept of digital twin, to fear the disturbing scenario of «datacracy»
La lezione dei liberali italiani nel secondo dopoguerra
Recensione del seguente volume: Giuseppe Bedeschi, I maestri del liberalismo nell’Italia Repubblicana, Soveria
Mannelli, Rubbettino, 2021, pp. 184
Concordia discors. Del Noce e Matteucci a confronto
Augusto Del Noce and Nicola Matteucci have confronted each other for about thirty years, at times directly (in the years in which Del Noce collaborated with "Il Mulino"), at others indirectly, on a series of themes of great political and cultural importance. Among these, the limits of the antifascist paradigm as foundation of the Republican democracy, the interpretation of the Risorgimento and the analysis of '68 events. This confrontation, that also reaches to the evaluation of the Unites States as a model of liberal society, assumes a particular interest for both the intellectual relevance and the different cultural background of the two protagonists (Del Noce, of catholic formation, Matteucci, of liberal-laical culture), besides the importance of the discussed themes. Anyhow, only some of the moments of their confrontation have been by now reconstructed in depth. Purpose of this essay is to fill this gap offering an overall reconstruction, even though necessarily synthetic, of this important chapter of the Italian intellectual history of '900
Tre volti del marxismo italiano
Gruppo di brevi recensioni che hanno come oggetto i seguenti volumi:
Lucio Colletti, Lezioni di filosofia politica, a cura di Luciano Albanese, Soveria
Mannelli, Rubbettino, 2017, pp. 244;
Giulio Azzolini, Capitale, egemonia, sistema. Studio su Giovanni Arrighi,
Macerata, Quodlibet, 2018, pp. 171;
Mario Tronti, Il demone della politica. Antologia di scritti (1958-2015), a
cura di Matteo Cavalleri, Michele Filippini e Jamila M. H. Mascat, Bologna, Il
Mulino, 2017, pp. 656
L'utopia politica nell'età moderna
Recensione del libro: Girolamo Imbruglia, Utopia. Una storia politica da Savonarola a Babeuf,
Roma, Carocci, 2021, pp. 202
Democrazia e rivoluzione digitale
Due recensioni, contenute all’interno di una rassegna curata da Stefano De Luca, dedicate ai seguenti volumi: Emiliana De Blasio, E-democracy, Mondadori, Milano, 2019, pp. 142; Matthew Hindman, La trappola di internet. Come l’economia digitale costruisce monopoli e mina la democrazia, Einaudi, Torino, 2019, pp. 286
Gabriele Balbi, L’ultima ideologia. Breve storia della rivoluzione digitale
Recensione del seguente volume: Gabriele Balbi, L’ultima ideologia. Breve storia della rivoluzione digitale, Laterza,
Roma-Bari 2022, pp. 152
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