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    Postface. Properzia De’ Rossi et Alfonso Lombardi. Un buste perdu en “terre cuite” et le prétendu “vrai” portrait de la sculptrice

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    Il contributo, a doppia firma (Vera Fortunati e Irene Graziani), è la postfazione del libro di Élisabeth Baligand Auffret, dedicato alla bolognese Properzia de’ Rossi, in cui viene ripercorsa principalmente la fortuna critica della scultrice cinquecentesca, con particolare riguardo alla storiografia francese. Focus del contributo è la raccolta di notizie relative ad un perduto ritratto in terracotta, creduto nell’Ottocento di mano di Alfonso Lombardi, che avrebbe restituito l’effige della scultrice, attiva fra 1525 e1526 accanto al grande coroplasta e scultore nel cantiere di San Petronio

    San Giovanni in Monte tra arte e storia

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    Il complesso chiesastico-conventuale dei canonici regolari Lateranensi di San Giovanni in Monte copre sette secoli di vita religiosa ed ecclesiale bolognese che vanno dalle tendenze di riforma incarnate nel Medioevo dalle canoniche regolari, fino alla grande fioritura di pietà e di arte seguita al Concilio tridentino. Negli anni 1440-50 la chiesa fu interessata da un’opera grandiosa di ricostruzione, alla quale parteciparono alcuni fra i migliori artisti dell’epoca. E’ in questo ambito che è nato il progetto di quattro incontri attraverso i quali si sono ripercorsi gli eventi e i protagonisti che hanno lavorato presso i canonici dalla metà del XIV secolo fino a tutto il XVII. Il ciclo di conferenze (marzo-aprile 2014), organizzato in collaborazione con Vera Fortunati e con il Dipartimento Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna, confluirà in un libro

    I cicli decorativi di Giovanni Battista Cremonini (Corpo Reno, tra il 1540-1550 - Bologna, 1610)

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    E' il primo studio sulle decorazioni - fino ad oggi inedite - delle sale interne di Palazzo Vassé Pietramellara eseguite dal pittore Giovan Battista Cremonini e dalla sua équipe per Giovanni Antonio Vassé, Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Dopo la ricostruzione del profilo dell'artista ("Un artista 'forestiero' a Bologna nell'autunno del Rinascimento: Giovan Battista Cremonini"), ancora oggi poco conosciuto, l'indagine affronta i diversi ambienti. In "Pregare con le immagini: le 'Storie della Vergine' nella Cappella del Palazzo Vassé Pietramellara" emerge la personalità di un artista che in età di Controriforma dialoga con la pittura di Bartolomeo Cesi e con lo sperimentalismo dei Carracci nella creazione di un teatro sacro che aiuti nella contemplazione del testo biblico, aprendosi al mondo degli affetti. "La celebrazione allegorica delle Virtù e dei Vizi nel 'Salone' di Palazzo Vassé Pietramellara" è ricca di novità iconografiche che rispecchiano la civiltà dell'emblema e l'erudizione antiquaria presente nello Studio bolognese di fine Cinquecento, attraversata secondo la volontà di persusasione didascalica della Controriforma. Le pagine relative alle ultime due sale sono invece dedicate a "Immagine e testo biblico illustrato: la 'Parabola del figliol prodigo'", dove Cremonini trasferisce la mnemotecnica di Ignazio da Loyola in un'accattivante sequenza di scene di vita quotidiana, e "Una famiglia allo specchio: le Virtù e le Arti esercitate dai Vassé Pietramellara", una delle preziose scoperte avvenute nel restauro del 1999: è una sapienza araldica accompagnata da una concettosa erudizione propria della cultura emblematica di fine Cinquecento

    Palazzo Vassé Pietramellara

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    E' la prima monografia dedicata a Palazzo Vassé Pietramellara, ricca "domus" bolognese di un'antica famiglia di origini francesi che tra il XV e il XVIII secolo vede crescere ininterrottamente il suo prestigio sociale ed economico nella città felsinea. Il palazzo è specchio dei mutamenti di gusto dei suoi proprietari, che in questi secoli intrecciano stretti rapporti con lo Studio bolognese e con la Curia romana. Il volume lega così la storia della famiglia alle singole imprese decorative che si susseguono nel tempo, dagli importanti cicli decorativi tardomanieristi di Giovan Battista Cremonini alle trasformazioni seicentesche di Gian Giacomo Monti, Gabriele Brunelli, il Pianoro e il Mengazzino che avvengono dopo il conseguimento della dignità senatoria, fino al progetto di rifacimento della facciata del palazzo da parte di Angelo Venturoli con la collaborazione di Giacomo De Maria, rimasta incompiuta a causa del declino della famiglia all'aprirsi dell'Ottocento. Il volume è arricchito dai contributi specialistici di V. Fortunati, S. Biancani, M. Parlatore Melega e F. Bònoli, che ha dedicato un intervento alla meridiana di Geminiano Montanari, preziosa testimonianza degli sviluppi raggiunti dalla scienza astronomica a Bologna nel XVII secolo

    Toward a History of Women Artists in Bologna between the Renaissance and the Baroque: Additions and Clarifications

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    Il saggio indaga su aspetti e problemi inediti relativi alla produzione figurativa delle donne artiste a Bologna dal Rinascimento al Barocco. E' stata proposta un'interpretazione iconografica inedita delle miniature eseguite da Caterina Vigri nel suo Breviario con preciso riferimento sia alla immagine acheropita della Veronica sia al ritratto di Cristo proposto da Van Eyck. Per quanto riguarda Lavinia Fontana, sono stati prodotti quadri erotici inediti che documentano un aspetto ancora sconosciuto dell'artista protetta dal cardinale Paleotti e da Gregorio XIII. Si propone anche per la prima volta il ritratto di Elisabetta Sirani eseguito dall'allieva più anziana Ginevra Cantofoli
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